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Streptococco: quali patologie può causare?

Lo streptococco è un batterio che causa spesso tonsilliti o faringiti, soprattutto nei bambini.

Lo streptococco è un batterio che causa spesso tonsilliti o faringiti, soprattutto nei bambini.

Lo streptococco è un batterio che causa spesso tonsilliti o faringiti, soprattutto nei bambini.

Esistono diverse specie di Streptocuccus: quello più noto è lo streptococco beta-emolitico di gruppo A (o pyogenes), che in alcuni soggetti, i cosiddetti portatori sani, fa parte della normale flora batterica presente nella gola.

In altri casi, invece, se le difese immunitarie sono più basse del normale, il batterio inizia ad “agire”: febbre, mal di gola, tonsille ingrossate, rossore, placche o striature bianche in gola sono le sue manifestazioni più note.

Il ceppo Streptococcus pyogenes può causare anche la scarlattina, l’unica fra le malattie esantematiche a essere provocata da un batterio.

Come riscontrarne la presenza nella gola

Per verificare la presenza del batterio nella gola si utilizza un tampone faringeo, che si può eseguire in ospedale o in un laboratorio di analisi.

Se il tampone è positivo, l’infezione non è virale ma batterica; verrà quindi prescritto un antibiotico, da assumere per almeno 7-10 giorni. Di solito viene indicata l’amoxicillina, a volte in combinazione con l’acido clavulanico, tranne nei casi di effetti indesiderati quali diarree persistenti, in cui di solito si passa alle cefalosporine o ai macrolidi.

Le complicanze

Se lo streptococco beta-emolitico di gruppo A non viene trattato adeguatamente con antibiotico, può dare luogo a complicanze rare, ma possibili, tra cui gli ascessi peritonsillari o retro-faringei. Può anche comportare un persistente dolore all'anca, sangue nelle urine, endocardite, artrite nei bambini.

A 3-4 settimane di distanza dall’infezione possono manifestarsi patologie renali o malattie reumatiche che, oltre a provocare dolore alle articolazioni, possono causare anomalie alle valvole cardiache. In tal caso è indicata l’esecuzione del Tas (titolo antistreptolisinico), che indica la quantità di anticorpi che l'organismo produce in presenza della streptolina O, un enzima prodotto dallo streptococco beta emolitico di gruppo A, B, C, F e G.

Come avviene il contagio da streptococco?

La trasmissione avviene da un soggetto all’altro attraverso le goccioline di saliva. I batteri, però, possono diffondersi anche toccando oggetti che sono stati maneggiati da una persona che ne è stata infettata, come maniglie delle porte, cellulari, oggetti del bagno, utensili da cucina e persino i carrelli del supermercato.

Il pericolo maggiore di contagio si ha quando il paziente è sintomatico, ma il batterio, se non curato, può essere trasmesso fino a 21 giorni dopo la sua comparsa. Il periodo di incubazione è di 2-4 giorni.

Dopo un paio di giorni dall’inizio della somministrazione dell’antibiotico i sintomi recedono.

Altre infezioni da streptococco

Lo streptococco non causa solo disturbi alla gola, ma anche problemi alla pelle o infezioni sistemiche, da trattare con urgenza.

Oltre allo Streptococcus pyogenes, esistono quattro specie piuttosto pericolose:

Streptococcus agalactiaeColpisce soprattutto neonati e anziani causando sepsi, meningiti e polmoniti
Streptococcus pneumoniae (o pneumococco)Polmonite negli adulti, che può causare anche meningite e setticemia, oltre a otite, sinusite e bronchite nei bambini
Streptococcus mutansSi localizza in bocca ed è tra i responsabili della carie dentaria
Streptococcus faecalis  Streptococcus faeciumVivono in gola e nell’intestino e possono causare meningite, endocardite e infezioni del tratto urinario.

Maria Eva Virga

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