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Adenovirus bambini

Adenovirus e bambini

Gli Adenovirus colpiscono più spesso i bambini e possono causare piccole epidemie negli asili e nelle scuole. Ecco come affrontarli.

Colpiscono più spesso i bambini e possono causare piccole epidemie negli asili e nelle scuole. Ecco come affrontarli.

Gli adenovirus colpiscono più di frequente i neonati e i bambini piccoli, causando casi multipli di infezioni respiratorie e diarrea negli asili e nelle scuole.

Se ne conoscono una cinquantina di tipi che sono infettivi per l’uomo. Oltre alle vie respiratorie e all'intestino possono infettare gli occhi e le vie urinarie.

In genere le infezioni da adenovirus sono più frequenti verso la fine dell’inverno, in primavera e agli inizi dell’estate. Tuttavia, in alcuni casi si verificano anche in altri periodi dell’anno.

È bene sapere però che congiuntivite e febbre faringo-congiuntivale tendono a colpire i ragazzi più grandi per lo più in estate.

Gli adenovirus sono altamente contagiosi: si diffondono da persona a persona attraverso le secrezioni respiratorie, per via oro-fecale oppure per trasmissione indiretta toccando superfici contaminate di mobili e altri oggetti.

Sintomi diversi a seconda dell’infezione

I sintomi delle infezioni da adenovirus cambiano a seconda della sede. Se il germe infetta per esempio le alte vie respiratorie, la sede più comune nei bambini, il malessere si presenta con sintomi molto simili all’influenza:

  • mal di gola
  • rinite
  • tosse
  • ingrossamento dei linfonodi

In alcuni soggetti può manifestasi anche una tosse secca che ricorda la pertosse. Quando il virus si “ferma” alle alte vie respiratorie si parla di infezioni di lieve e media entità che richiedono soltanto una terapia sintomatica.

Se l’adenovirus colpisce il tratto respiratorio inferiore può causare bronchiolite e polmonite virale che può essere pericolosa nei neonati.

Vediamo cosa succede quando il virus colpisce stomaco e intestino (in questo caso si parla di gastroenterite virale), gli occhi, oppure causa un'infezione delle vie urinarie.


Sede dell'infezione
Sintomi
Stomaco e intestinoDiarrea, vomito, cefalea, febbre, crampi addominali
Occhi
Congiuntivite o cheratocongiuntivite, occhi rossi, intolleranza alla luce, lacrimazione, dolore
Vie urinarie
Minzione frequente, bruciore, dolore, sangue nelle urine


Infine, la febbre faringocongiuntivale, che causa spesso piccole epidemie tra i bambini in età scolare, si verifica quando si infettano contemporaneamente occhi e tratto respiratorio.

Cure e terapie

Queste forme assomigliano molto alle infezioni batteriche, che di norma si trattano con antibiotici. Peccato però che questi farmaci siano totalmente inefficaci sugli adenovirus.

Per identificare la causa dell’infezione in modo da poter avviare un corretto trattamento il medico può, in alcuni casi, prescrivere l’analisi su campioni di secrezioni respiratorie e congiuntivali, feci, sangue o urine.

A parte i casi di vomito e diarrea nei neonati, di solito le infezioni da adenovirus non richiedono l'ospedalizzazione.

Nella maggior parte dei casi l’infezione si risolve da sola. Essenziale il riposo: il bambino deve poter dormire tranquillamente.

E poi è utile umidificare l’aria con un vaporizzatore per alleviare la congestione e, se il bambino ha meno di 6 mesi, liberare il nasino con una pompetta.

Nei bambini piccoli non bisogna usare farmaci contro raffreddore e tosse senza il controllo del medico. È possibile somministrare paracetamolo per ridurre la febbre, ma è sempre meglio chiedere al medico le dosi più opportune.

Se il bambino ha diarrea o vomito, aumentare l'assunzione di liquidi e chiedere al medico una soluzione reidratante orale per prevenire la disidratazione.

Per alleviare la congiuntivite occorre fare impacchi caldi. Unguenti o gocce oculari devono essere date al piccolo soltanto se prescritte dal medico.

Prevenzione (quasi) impossibile

Non esiste un modo per prevenire le infezioni adenovirali nei bambini.

Per diminuire il rischio di trasmissione è fondamentale insistere affinché i bambini si lavino spesso le mani, facendo attenzione a mantenere le superfici e i giocattoli ben puliti.

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Marina Battaglioli
Pediatra e neonatologa


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