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Intertrigine: i rimedi

L'intertrigine ha le caratteristiche di una dermatite: arrossamento, prurito e in alcuni casi dolore. Dopo una corretta diagnosi, ecco come si svolge la cura.


Ha le caratteristiche di una dermatite: arrossamento, prurito e in alcuni casi dolore. L'intertrigine è una delle tante patologie che può colpire la nostra pelle. Dopo una corretta diagnosi, ecco come si svolge la cura.

Che cos'è l'intertrigine?

L'intertrigine è una patologia della pelle che coinvolge in particolar modo le pieghe cutanee localizzate in diverse zone del corpo.

Il suo nome deriva dal latino intertrigo (inter=tra, terere=sfregare, trigo=sfregato). Si tratta infatti di una vera e propria dermatosi da infiammazione, molto comune e diffusa, che si verifica nelle aree di maggior sfregamento.

Le sue manifestazioni sono piuttosto varie, con sintomi diversi provocati da differenti microganismi, come lieviti, funghi o batteri, che si infiltrano tra le pieghe della cute.

Dove si localizza?

Vi sono zone della cute dove avviene un continuo sfregamento, come per esempio:

  • la parte inferiore del seno, dove questo tocca il busto a livello delle costole (solco sottomammario)
  • la zona dell'inguine e dei genitali
  • l'area ascellare
  • tra le dita, soprattutto quelle dei piedi e meno frequentemente tra quelle delle mani
  • a livello dell'addome, per chi soffre di obesità
  • l'area tra i glutei
  • le pieghe del collo, nei neonati
  • dietro le orecchie.

Intertrigine: capire i sintomi

I sintomi di questo disturbo possono essere confusi con quelli di altre malattie, in particolare condizioni infettive o patologie autoimmuni.

Saperli riconoscere e porre la corretta diagnosi non è sempre immediato. In caso di dubbi, rivolgetevi sempre al vostro medico.

L'intertrigine si manifesta con:

  • arrossamento
  • presenza di desquamazione e lesioni della pelle, di solito di forma simmetrica
  • infiammazione
  • prurito
  • dolore
  • ipersensibilità nelle zone della cute danneggiate
  • presenza di odore sgradevole.

Non tutti i sintomi possono essere presenti contemporaneamente.

Se non trattata correttamente, questa condizione può evolversi e provocare un peggioramento, con la comparsa di fessurazioni, lesioni profonde, ragadi e sanguinamento.

Quali fattori favoriscono l'intertrigine?

Sono diversi i fattori che possono provocare l'insorgenza di questa malattia. In particolare, il rischio aumenta in caso di:

  • obesità
  • collo di ridotte dimensioni, nel caso dei neonati, con la presenza di relative pieghe della pelle e di una postura flessa in avanti; anche l'abbondanza di salivazione può contribuire a sviluppare disturbi come l'intertrigine
  • utilizzo di scarpe strette, che costringano il pollice a una ridotta distanza dalle altre dita dei piedi o la presenza di un'unghia incarnita non curata adeguatamente
  • incontinenza urinaria o intestinale
  • iperidrosi (ovvero un'eccessiva sudorazione)
  • disidrosi
  • diabete
  • scarsa igiene e/onmalnutrizione.

Tutti questi fattori favoriscono lo sfregamento di pelle contro pelle, in zone dove la traspirazione è ridotta o si presenta un'eccessiva attività delle ghiandole sudoripare; il sudore prodotto da tali ghiandole contribuisce a creare un microambiente cutaneo che favorisce la macerazione della cute. In questo modo si riduce la funzione di barriera cutanea e aumenta quindi il rischio di sviluppare infezioni.

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Più diffusa durante l'estate

Tutte le situazioni in cui si suda sono a rischio. Sono quindi incluse le attività sportive, in particolar modo all'interno di palestre o piscine. In questi ambienti, infatti, si creano facilmente condizioni che favoriscono una maggiore circolazione degli agenti patogeni, tra cui:

  • la presenza di molte persone in spazi comuni
  • l'eccessiva umidità (pensate per esempio alle piscine o alle docce comuni negli spogliatoi),
  • condizioni igieniche spesso non ottimali
  • l'utilizzo di attrezzi comuni.

Inoltre, gli esercizi spesso favoriscono lo sfregamento ripetuto di specifiche zone del corpo, provocandone quindi l'irritazione e l'ingresso di batteri o altri microrganismi. Il risultato non è solo intertrigine, ma si apre la strada a tutta una serie di infezioni cutanee, tra cui per esempio le verruche, incubo di tutti i frequentatori di piscine.

Non sono quindi solo le infezioni che si trasmettono attraverso le vie aeree, quelle più diffuse in luoghi come questi.

Ovviamente, poi, sudore è sinonimo di stagioni calde; è durante questo periodo dell'anno, infatti, che l'intertrigine si manifesta con una maggiore frequenza.

A ogni intertrigine la sua infezione

La zona interessata dallo sfregamento delle pieghe cutanee è terreno fertile per la proliferazione di agenti patogeni, che possono quindi causare un'infezione.

Vediamo nel dettaglio quali sono i tipi principali di batteri o miceti.


Tipo di infezioneAgente patogeno
Infezione battericaLo Staphylococcus aureus, lo stafilococco beta emolitico di gruppo A, lo Pseudomonas aeruginosa e diversi batteri gram negativi che possono proliferare simultaneamente
Infezione da funghi o micosiLa Candida albicans è quello più comune nell'intertrigine. A livello dell'alluce, possono associarsi anche batteri gram-negativi

Non tutte le forme di intertrigine sono però necessariamente causate da infezioni microbiche. Esistono anche tipologie di questo disturbo che non sono infettive, ma che sono originate unicamente da fenomeni infiammatori. È quello che accade nel caso dei neonati, in cui patologie di questo tipo sono molto diffuse, in particolar modo nell'area coperta dal pannolino.

Diagnosi differenziale

In dermatologia, esistono diverse patologie con manifestazioni simili a quella dell'intertrigine, come la dermatite atopica, la dermatite seborroica, la dermatite da contatto, la psoriasi invertita, l'herpes e alcune particolari forme di acne.

Spesso, per effettuare una corretta diagnosi può essere utile valutare nel dettaglio la localizzazione delle lesioni cutanee.

Per esempio, in caso il medico sospetti una dermatite seborroica, è utile verificare la presenza di rash cutaneo a livello di unghie, capelli o cuoio capelluto, valutando i pazienti “dalla testa ai piedi” durante la visita.

Nella stragrande maggioranza dei casi, il medico raccomanda poi di eseguire un tampone delle lesioni, per analizzare le specie batteriche eventualmente coinvolte. Individuare l'agente patogeno responsabile del disturbo, infatti, è fondamentale per scegliere la corretta terapia. Quasi mai questo è possibile a occhio nudo, anche se vi sono agenti, come la Candida albicans che determinano lesioni dall'aspetto caratteristico e facilmente individuabili anche durante una semplice visita. 

Quali rimedi per l'intertrigine?

Una volta individuato il microrganismo responsabile del disturbo, il medico potrà prescrivere la corretta terapia con antibiotici o antimicotici. Si tratta di prodotti applicabili localmente sulle zone danneggiate della pelle, oppure di prodotti assunti per via orale, e quindi con azione sistemica.

Nel caso di dolore molto intenso, si possono utilizzare farmaci antinfiammatori o antidolorifici.

Se l'infiammazione non regredisce, un intervento piuttosto aggressivo, utile per evitare che l’intertrigine diventi cronica, potrebbe essere la somministrazione di corticosteroidi.

Inoltre, contrariamente a quanto avviene per altre forme di dermatosi, in caso di intertrigine non si utilizza il botulino.

Per lesioni particolarmente gravi o che hanno lasciato cicatrici, potrebbe essere utile la chirurgia estetica, ma solo quando l'intertrigine si è risolta.

Piccoli suggerimenti per gli sportivi

Se siete habitué di piscine o palestre, ecco alcuni consigli che potrebbero esservi utili per proteggervi dall'intertrigine, ma anche da altre infezioni cutanee.

Non dimenticate mai il vostro asciugamano personale, da stendere sugli attrezzi prima di appoggiarvi, o dei guanti per proteggere le mani. Stesso discorso per le ciabatte per la piscina o le docce: mai farne a meno.

Scegliete vestiti traspiranti, meglio se in cotone, evitando i tessuti sintetici.

Se siete soggetti agli arrossamenti delle pieghe cutanee, potete utilizzare come trattamento preventivo apposite creme lenitive a base di ossido di zinco e magnesio silicato, utili da spalmare sulle zone interessate.

Dopo l'esercizio, fate una doccia veloce. Stare tropo sotto l'acqua, anche se può sembrare rigenerante, sottopone la pelle a un ulteriore stress, dopo l'abbondante sudata. Usate un detergente poco schiumogeno, che rende più rapido il risciacquo e asciugatevi a fondo, facendo attenzione in particolare alle dita dei piedi e delle mani.

Infine, per chi è soggetto al rossore, spalmate un velo di crema solfo-salicilica nelle zone dove la pelle ha assunto una tonalità rosacea, per prevenire le infezioni da batteri e funghi.

Cosa fare per la tinea pedis

Una delle manifestazioni tipiche dell'intertrigine è la tinea pedis, fenomeno caratterizzato da desquamazione, eritema ed erosione della cute tra e sotto le dita dei piedi.

Anche in questo caso, il trattamento principale consiste nell'applicazione di antimicotici o antibiotici topici (a seconda dell'agente patogeno che ha causato il disturbo). Le recidive possono essere frequenti, e spesso la terapia viene portata avanti per un periodo piuttosto prolungato.

Per proteggersi e prevenire la ricomparsa di questa condizione, ecco alcuni accorgimenti per ridurre l'umidità a livello dei piedi:

  • utilizzate  scarpe permeabili o con dita scoperte
  • cambiate frequentemente le calze, in particolare durante l'estate
  • asciugate con cura gli spazi tra le dita dopo una doccia, un bagno o un pediluvio
  • potete utilizzare particolari agenti adsorbenti come le polveri antimicotiche, per esempio il miconazolo, il violetto di genziana, i lavaggi con soluzione di Burow o una polvere di cloruro di alluminio iperidrato.

Molti di questi accorgimenti possono essere utili anche in caso di lesioni in altre aree del corpo.
Rimane sempre il consiglio di rivolgervi al vostro medico, per farvi consigliare la terapia più adatta al vostro problema.

Valentina Torchia

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