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Unghia incarnita: che fare?

È un inconveniente fastidioso e spesso anche piuttosto doloroso. Il segreto è intervenire subito, oppure, ancora meglio, prevenirlo.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti

È un inconveniente fastidioso e spesso anche piuttosto doloroso. Il segreto è intervenire subito, oppure, ancora meglio, prevenirlo.

Un dito dolorante, il bordo dell’unghia arrossato e gonfio, talvolta i segni di un’infezione: l’unghia incarnita (onicocriptosi, questo il nome scientifico) si presenta così ed è una delle patologie delle unghie più diffuse. Interessa prevalentemente le dita dei piedi, ma, in casi più rari, può presentarsi anche alle mani.

Che cosa va storto?

L’onicocriptosi si presenta quando l’unghia, crescendo, penetra nella pelle, lacerandola e provocando un’infiammazione dei tessuti. La ferita può essere così colonizzata da batteri o funghi e diventare gonfia, rossa, fino a sanguinare e secernere pus.

È un disturbo facilmente risolvibile, ma se trascurato può portare alla perdita dell’unghia e alla formazione di tessuto infetto (granuloma).

Le cause di questo processo sono dovute principalmente ad alcuni fattori. Innanzitutto il taglio non corretto delle unghie, che può favorire una ricrescita con onicocriptosi. Anche i microtraumi ripetuti possono favorire la formazione dell’unghia incarnita: scarpe troppo strette in punta, un appoggio non corretto del piede, anche dovuto ai tacchi alti, problemi di deambulazione e postura.

Infine, gioca un ruolo importante la sudorazione del piede: problemi di iperidrosi (sudorazione eccessiva) o scarpe e calze non traspiranti possono favorire il ristagno di umidità e una macerazione dei tessuti, che può favorire l’incarnimento.

Quali sono i trattamenti

In caso di unghia incarnita e infetta si può chiedere consiglio al medico di famiglia. Se il disturbo è agli inizi ed è poco esteso, spesso l’utilizzo di una pomata antibiotica (a base di eritromicina o di gentamicina) può risolvere il problema. In questi casi si consiglia di lavare i piedi con acqua e bicarbonato e di applicare subito dopo la pomata, che contrasta l’infezione e cicatrizza i tessuti.

Se il disturbo è esteso può essere indicato il ricorso a un dermatologo, che può valutare un intervento podologico, con la riduzione dello sperone ungueale, cioè della porzione di unghia che è penetrata nella pelle, oppure la necessità di un vero e proprio intervento chirurgico, con l’asportazione dell’unghia. In alternativa è possibile anche che il medico opti per una procedura con il laser.

Come si previene?

Per prevenire l’onicocriptosi è importante una pedicure corretta e non aggressiva: occorre tagliare le unghie in modo squadrato, senza arrotondare ai lati, con l’utilizzo di un tronchesino oppure, ancora meglio, accorciando la lunghezza dell’unghia con la lima.

Assolutamente vietato rimuovere lo sporco che tende ad accumularsi soprattutto nell’alluce ai lati delle unghie con la punta delle forbicine o con attrezzi acuminati che potrebbero creare lesioni nei tessuti. Meglio utilizzare i bastoncini di legno oppure spazzolare vigorosamente con gli appositi spazzolini per le unghie. È bene inoltre asciugare accuratamente i piedi (anche nello spazio fra le dita) dopo il lavaggio.

Altra accortezza non meno importante è evitare di tenere ai piedi per troppe ore calzature strette in punta e in tessuti non traspiranti. In caso di iperidrosi meglio utilizzare prodotti appositi che limitano la produzione di sudore grazie all’azione astringente.

Raffaella Tavan

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