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Influenza sintomi rimedi

Influenza 2018-2019: come comportarsi ai primi sintomi

Dall'influenza si guarisce prima e meglio se ci si cura adeguatamente fin dall'esordio della sintomatologia e se si rispetta un periodo di riposo di alcuni giorni. Ecco che cosa fare per combattere i virus patogeni ed evitare il contagio di altre persone.

Dall'influenza si guarisce prima e meglio se ci si cura adeguatamente fin dall'esordio della sintomatologia e se si rispetta un periodo di riposo di alcuni giorni. Ecco che cosa fare per combattere i virus patogeni ed evitare il contagio di altre persone.

Siete alla fine di un pomeriggio di un giorno faticoso, come tanti. Stanchi, stanchissimi. Ma, oggi, anche indolenziti. Con la testa pesante, un inizio di mal di gola e una vaga sensazione di nausea. Mancava giusto il primo starnuto. Eccolo. E un inizio di naso arrossato. Sono i sintomi tipici di una malattia da raffreddamento, con ogni probabilità un'infezione da parte del virus dell'influenza. Inutile illudersi che passi in una notte.

Neanche quest’anno avete provveduto per tempo alla vaccinazione, unica vera arma di prevenzione, e l’influenza è arrivata: quasi impossibile sfuggire, del resto, nei mesi che vanno da novembre a marzo. Tra poche ore la febbre salirà (fino a 38,5-39°C, se siete sfortunati anche a 40°C). I segnali sono chiari e l’evoluzione del quadro clinico prevedibile. Non resta che rassegnarsi, cercando di ricordare che cosa si deve fare per arginare i danni e limitare le sofferenze.

Ai primi sintomi dell'influenza, riposare innanzitutto

Testa pesante, stanchezza, dolori diffusi, e magari tosse, starnuti, raffreddore o brividi. La sintomatologia è inequivocabile: siete stati colpiti dal virus dell'influenza. Curarsi subito permetterà di arrivare prima e meglio alla piena guarigione, mentre qualche accorgimento pratico aiuterà a evitare il contagio di familiari e amici, che ve ne saranno indiscutibilmente grati.

Non desiderate altro che mettervi a letto? Perfetto. Perché in caso di influenza il riposo è la migliore medicina. Permette all’organismo di risparmiare energie e di concentrarsi sull’attività più importante e urgente: combattere i virus dell'influenza con la massima efficienza per guarire presto e bene.

Avevate in programma un incontro di lavoro irrinunciabile, la cena con gli amici, il concerto atteso da mesi, il week-end sulla neve già pagato? Pazienza, sarà per un'altra volta, e nessuno ne farà un dramma perché con la vostra assenza avrete evitato di favorire la trasmissione di una delle malattie infettive più diffuse tra adulti e bambini e particolarmente rischiosa per chi soffre di malattie croniche, in particolare di tipo respiratorio (asma, enfisema, BPCO ecc.) e cardiovascolare (coronaropatie, insufficienza cardiaca ecc.).

Per alcuni giorni (in media da tre a sette) tutto ciò che dovete fare è restare tranquillamente a casa, in un ambiente confortevole, ma non troppo caldo; affaticarvi il meno possibile; mangiare cibi sani e digeribili, ma nutrienti, anche se non avete appetito e cercare di bere il più possibile, ma a piccoli sorsi, in caso di febbre alta, nausea e vomito, per evitare la disidratazione; aumentare l’assunzione di vitamine, attraverso tanta frutta e verdura fresche, spremute e succhi di frutta e/o integratori multivitaminici e di sali minerali.

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Bere molto. E stare lontani dagli altri per evitare contagi

Come già accennato, quando si ha l'influenza è importante bere molti liquidi, soprattutto se avete la febbre alta e sudate molto, per evitare di andare incontro a stati di disidratazione più o meno significativa, che aumentano la debilitazione e riducono la capacità dell'organismo di contrastare i microrganismi patogeni.

In proposito, va ricordato che a rischiare maggiormente la disidratazione e i suoi effetti sfavorevoli sono soprattutto i bambini più piccoli e gli anziani, che sono anche le due categorie di persone che percepiscono meno lo stimolo della sete e vanno, pertanto, invitate a bere spesso acqua o qualunque altro liquido sia gradito (succhi di frutta, camomilla, tisane, tè leggero, latte, brodi ecc.).

Inoltre, dal momento che qualunque infezione fa sentire un po' deboli e giù di corda, non è una brutta idea farsi coccolare un po’, pur senza esasperare i familiari con continue lamentele e richieste che, dopo un paio di giorni, potrebbero suscitare una certa irritazione più che affetto ed empatia.

Sia per migliorare la respirazione sia per abbassare la concentrazione nell’aria dei virus dell'influenza e ridurre, così, la probabilità di trasmissione ad altre persone, è consigliabile aerare periodicamente la stanza che vi ospita, facendo attenzione a non prendere freddo. Sempre per evitare di sparpagliare troppi microrganismi patogeni nell'ambiente, è importante evitare di gironzolare continuamente per casa aumentando il rischio di contagiare il partner, gli eventuali figli o, peggio, i nonni, che potrebbero andare incontro a fastidi più seri in caso di infezione influenzale.

Anche lavarsi le mani spesso con acqua e sapone o gel disinfettanti, usare biancheria separata in bagno e mettere in lavastoviglie bicchieri, tazze e posate immediatamente dopo l'uso sono buone strategie di prevenzione in ambito familiare, da rispettare durante tutta la durata dell'influenza (o di altre malattie infettive da raffreddamento, anche meno importanti). 

E qualche medicina, per curare i disturbi più fastidiosi

Premesse queste norme comportamentali, passiamo ai rimedi farmacologici che possono aiutare ad alleviare i disagi maggiori. Febbre e malessere generale in primis, ma anche il rischio di convulsioni nei bambini più piccoli predisposti, in caso di episodi febbrili caratterizzati da bruschi innalzamenti e altrettanto repentine riduzioni della temperatura corporea.

Su questo fronte, se avete più di 16 anni e non soffrite di patologie croniche che impongono l’assunzione di farmaci specifici, per qualche giorno potete affidarvi tranquillamente a un principio attivo della categoria dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).

I FANS, come per esempio ibuprofene, ketoprofene e acido acetilsalicilico, agiscono da antipiretici, antinfiammatori e analgesici, e la loro efficacia e sicurezza sono comprovate da un uso consolidato su decine di milioni di persone in tutto il mondo. Ogni singola assunzione vi permetterà di abbassare rapidamente la temperatura corporea, alleviare i dolori osteomuscolari e il mal di testa e di stare complessivamente meglio.

Alcuni FANS sono indicati anche per l'uso come antipiretici e antidolorifici nei bambini, fin dai primi anni di vita, ma in questo caso è sempre preferibile interpellare il pediatra prima di somministrare il farmaco e ricevere dal medico precise indicazioni sul dosaggio da impiegare (stabilito in base al peso e all'età) e sui tempi della cura (intervallo tra le somministrazioni e giorni totali di terapia).

Esistono anche altri farmaci che possono aiutare ad alleviare i sintomi dell'influenza. Vediamo per cosa possono essere utili.


Categoria farmaceutica
Benefici
Antidolorifici
Riducono cefalea, mal di gola e dolori ai muscoli e alle ossa
Antipiretici e antinfiammatori
Riducono l’infiammazione e la febbre
Sedativi della tosse
Inibiscono lo stimolo della tosse
Decongestionanti nasali
Riducono la produzione di muco
Mucoliti ed espettoranti
Favoriscono l’espettorazione riducendo la viscosità delle secrezioni catarrali


Sia negli adulti sia nei bambini, prima di assumere antipiretici è bene verificare con l'aiuto di un termometro affidabile la temperatura corporea presente: in generale, se la temperatura è inferiore a 38,0°C, non si dovrebbero usare farmaci per abbassarla perché, entro certi limiti, la febbre è una reazione fisiologica dell'organismo che aiuta a combattere i microrganismi patogeni e favorisce la guarigione. Tuttavia, se il malessere associato all'influenza è notevole o in caso di bambini che tendono ad avere convulsioni, gli antipiretici possono essere impiegati anche in caso di febbre modesta (37,5-38°C).

Una febbre molto elevata (superiore a 39,0-39,5°C), d'altro canto, deve essere sempre guardata con sospetto, soprattutto se non scende dopo 2-3 dosi di antipiretico (opportunamente distanziate nel tempo) e se si associa a uno stato di prostrazione evidente, specie nei bambini e negli anziani. In questi casi, va sempre interpellato il medico per una valutazione competente e per svolgere gli approfondimenti del caso.

La stessa febbre alta deve, invece, indurre a recarsi direttamente al Pronto soccorso se a esserne interessati sono neonati nel primo anno di vita o donne in gravidanza oppure se si associa a:

  • difficoltà respiratorie severe (soprattutto in bambini, anziani e persone con malattie croniche)
  • confusione mentale o rigidità nella parte posteriore del collo (potrebbe trattarsi di meningite).

In tutti questi casi si tratta di situazioni ad alto rischio, che potrebbero richiedere cure intensive e che non è il caso di sottovalutare. 

Quando assumere farmaci sintomatici e per quanto tempo?

Come si diceva, FANS e altri antipiretici sono farmaci efficaci, sicuri, generalmente ben tollerati e ampiamente collaudati: per questa ragione possono essere acquistati senza ricetta medica e usati in un contesto di autocura, con evidenti vantaggi pratici soprattutto nella stagione delle malattie da raffreddamento. Naturalmente, per trarne i massimi benefici senza inconvenienti di alcun tipo, è necessario imparare a usarli bene.

La principale, ben nota, avvertenza relativa ai FANS è di non prendere questi farmaci a stomaco vuoto, soprattutto se tendete a soffrire di acidità gastrica o di malattia da reflusso gastroesofageo. Per evitare problemi, è sufficiente mangiare un pezzo di pane, qualche cracker o un paio di biscotti poco prima di assumere la compressa o il granulato effervescente. In presenza di una spiccata ipersensibilità gastrica o in caso di altre specifiche condizioni, per prevenire fastidi si può associare al FANS, su consiglio del medico, un gastroprotettore.

Il secondo aspetto chiave da considerare per il corretto trattamento della febbre e degli altri sintomi dati dal virus dell'influenza è che si deve sempre seguire la posologia riportata sul foglietto illustrativo inserito nelle confezioni o le indicazioni del proprio medico. Riguardo alla durata, di norma, la terapia con FANS può essere seguita per 4-5 giorni, periodo solitamente sufficiente per rimettersi in sesto. Se così non fosse o se la sintomatologia addirittura peggiorasse (soprattutto sul fronte respiratorio), meglio interpellare subito il medico per una visita di controllo e le ulteriori terapie del caso. Potrebbero essere intervenute complicanze da trattare in modo mirato.

Ultima avvertenza fondamentale: mai assumere antibiotici se non sono stati specificamente prescritti. Contro l’influenza non servono e debilitano l’organismo, riducendo le possibilità di eliminare i virus dell'influenza e, quindi, quelle di guarire in fretta. Quando il medico ritiene necessario un ciclo di terapia antibiotica, è consigliabile abbinare al trattamento l'assunzione di fermenti lattici probiotici, che aiutano a prevenire una destabilizzazione della microflora intestinale e i relativi fastidi gastroenterici (in particolare, la diarrea).

Rosanna Feroldi

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