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Emorroidi: ecco gli alimenti da evitare

Sono un disturbo molto comune e fastidioso che, se trascurato, può peggiorare. Ecco come bisogna comportarsi.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 11 minuti
Emorroidi dieta peperoncino

Un disturbo molto comune e fastidioso che si può contrastare con una dieta sana e uno stile di vita attivo, ma prima che insorgano complicazioni.

Impropriamente, con il termine emorroidi si fa spesso riferimento a dilatazioni delle vene (varici) dell'ano e del retto dovute a fattori costituzionali, familiari e ambientali.

In realtà, per essere più precisi, le emorroidi sono strutture anatomiche che abbiamo tutti nella zona anale: si tratta di tre cuscinetti o colonne emorroidarie (dette anche gavoccioli) presenti nel canale anale (due a destra e uno a sinistra), formati da una sorta di gomitolo di vasi sanguigni, attraverso i quali circola il sangue, e fissati da legamenti fibrosi che li tengono aderenti alla parete anale.

La quantità di sangue che entra ed esce viene regolata da piccolissime valvole che, di conseguenza, favoriscono il gonfiarsi e lo sgonfiarsi di tali cuscinetti. Quando le emorroidi vanno incontro a dilatazione si ha la cosiddetta malattia emorroidaria che, come anticipato, può dipendere da diversi fattori, anche costituzionali e familiari, oltre che ambientali.

Tra i primi ci sono una ridotta elasticità delle pareti venose e problemi circolatori, mentre tra i secondi troviamo:

  • obesità

  • abitudini alimentari disordinate

  • dieta troppo ricca di grassi e povera di fibre

  • stitichezza cronica

  • gravidanza

  • tabagismo

  • alcolismo

  • lavori o sport molto faticosi che costringono a stare in piedi a lungo

  • sedentarietà.

In particolare, la patologia emorroidaria sembra particolarmente favorita da tutti quei fattori capaci di causare un rilassamento e un cedimento dei legamenti di sostegno delle emorroidi, soprattutto quando la pressione intrarettale aumenta (come quando si spinge con forza). Con il rilassamento dei tessuti, i vasi sanguigni si dilatano (condizione favorita ulteriormente da eventuali malattie o disturbi della circolazione, compreso un cattivo funzionamento delle piccole valvole che regolano il livello di rigonfiamento delle emorroidi) per cui i cuscinetti si ingrossano e anche la mucosa che riveste le mucose interne finisce per indebolirsi, si lacera e sanguina.

Prima silenziose poi dolorose, anche molto

Le emorroidi possono restare per un certo tempo senza dare sintomi, ma quando la zona interessata s’infiamma, cominciano i fastidi:

  • prurito

  • bruciori

  • tenesmo (sensazione continua di dovere evacuare o di evacuazione insufficiente)

  • gonfiore intorno all’ano

  • dolore alla defecazione.

Nei casi più difficili e trascurati si può arrivare alle complicazioni: sanguinamento importante, ragadi anali (fessure della pelle intorno all’ano) e dolore intenso, che rendono l’evacuazione difficoltosa e travagliata. Può, inoltre, comparire un prolasso: le emorroidi si spostano e scivolano, fuoriuscendo sul margine anale. Il prolasso, che può raggiungere diversi gradi, è spesso accompagnato da un senso di fastidio e di pesantezza a livello dell’ano.

Nei casi peggiori si può rendere necessario un intervento chirurgico che può non essere risolutivo, persistendo la causa di base, che quasi sempre è la stipsi. Ovvero, tutto ciò che può indurre stitichezza (sedentarietà, alimenti vari e farmaci).

Le emorroidi in gravidanza sono un problema diffuso. Per saperne di più leggi questo articolo.

Che cosa evitare in tavola

I due nemici peggiori delle nostre vene emorroidarie sono i cibi astringenti (che assorbono acqua) e quelli irritanti. Entrambi hanno un effetto negativo sulle pareti dell’intestino e del retto e su quelle dei vasi.

Alimenti astringenti

Sono alimenti che possiedono componenti non digeribili che tendono ad assorbire acqua aumentando di volume e provocando così una distensione delle pareti del colon.

In questo modo ne impediscono la normale contrazione, necessaria per spingere le scorie fino alla parte inferiore dell’intestino dove si formeranno le feci. Le feci possono disidratarsi e accumularsi diventando difficili da espellere, richiedendo per questo uno sforzo anomalo che può favorire la comparsa di emorroidi.

A tal proposito, stiamo all’erta: la crusca di grano, nota per i suoi benefici effetti contro la stitichezza può, in certi casi, diventare troppo ingombrante aggravando la situazione.

Per impedire che tutto questo accada, meglio evitare dunque gli alimenti astringenti come:

  • carote
  • patate
  • riso
  • frutta secca
  • banane
  • formaggi stagionati, grassi, e fermentati
  • scatolame
  • crostacei
  • dolciumi troppo grassi e uova disidratate che si trovano per esempio nella maionese e nei dolci prodotti industrialmente.

E il limone?

Il potere astringente del succo di limone è noto sin dai tempi più antichi. Tuttavia, se qualche goccia di succo di limone viene aggiunta a un grosso bicchiere d’acqua da consumare ogni mattina a digiuno, e qualche minuto prima di sedersi a tavola per i pasti principali, l’intestino sembra riprendere una fisiologica regolarità, a tutto vantaggio anche delle emorroidi.

Alimenti irritanti

Per quanto riguarda gli alimenti che provocano irritazione e infiammazione all’intestino – e che possono, quindi, aggravare la sintomatologia emorroidaria – va considerato il fattore soggettivo.

In pratica, gli stessi cibi potrebbero essere ben tollerati da una persona che soffre di emorroidi e, al contrario, diventare assolutamente fastidiosi per un’altra.

Sono considerati generalmente irritanti per la mucosa dell’intestino:

  • caffè
  • cacao (e anche cioccolato)
  • spezie (senape e pepe in particolare) e ovviamente anche cibi speziati in generale
  • alcol (alcolici e superalcolici)
  • pomodori e salse speziate a base di pomodoro (ketchup)
  • aceto
  • bevande gassate
  • ravanelli
  • peperoni
  • melanzane
  • tartufi.

A questi si aggiungono cibi troppo salati, insaccati, intingoli untuosi, fritture (fritti e soffritti). Come condimenti meglio optare per l’olio di oliva o l’olio di semi di lino e l’aceto di mele.

In generale i cibi piccanti sono considerati irritanti. Il peperoncino rosso, però, al contrario di quanto si crede, potrebbe avere addirittura un’azione antinfiammatoria. Ma va utilizzato con moderazione, meglio se in polvere e a cottura terminata. Comunque anche in questo caso, quello che conta è ascoltarsi: la reazione è soggettiva.

Anche lo zenzero, pur essendo considerato un alimento piccante in virtù della presenza di gingerolo, è spesso consigliato a chi ha le emorroidi, non solo per la sua presunta azione antinfiammatoria, ma perché sembra in grado di favorire (come l’aglio) la scissione di una proteina (la fibrina), che interviene nei processi di coagulazione, agevolando la riparazione di tessuti e vasi sanguigni.

Dieta per emorroidi: gli alimenti da preferire

Poiché la stitichezza è uno dei fattori che può favorire e/o peggiorare le emorroidi, meglio arricchire la propria dieta con alimenti ricchi di fibre, dagli effetti lassativi e di regolarizzazione del transito intestinale. Invece, sono da evitare o limitare i cibi raffinati, perché il processo cui sono sottoposti tende a eliminare gran parte delle fibre.

Per una corretta attività intestinale serve infatti un regolare apporto di fibre quantificabile in circa 25-30 grammi al giorno, sostanzialmente garantiti dalle “famose” cinque porzioni di frutta e verdura quotidiane. Non bisogna, però, esagerare perché le fibre possono avere un effetto irritante sulla mucosa intestinale.

Per quanto riguarda la frutta, vanno bene quasi tutti i tipi, ma in particolare:

  • prugne
  • albicocche
  • kiwi
  • melone
  • pere
  • ciliegie
  • castagne.

L’ideale è consumarla fresca e, quando possibile, con la buccia, dove si concentra la maggiore quantità di fibre.

Anche per quanto riguarda la verdura, la scelta è varia, anche se sono particolarmente utili i vegetali a foglia verde (cicorie, spinaci, biete per esempio) e i carciofi. Sono ottime fonti di fibre anche legumi e i cereali (come i fiocchi di avena): i primi sono utili sia freschi sia secchi, mentre tra i secondi meglio puntare ai cereali integrali (anche pasta e pane sono da preferire in versione integrale).

Prezioso è poi lo yogurt e latti fermentati contenenti probiotici, cioè batteri buoni che vanno a rinfoltire le schiere della flora intestinale, permettendo così di mantenerne l’equilibrio, favorendo una regolare attività intestinale.

Anche l’acqua ha un ruolo fondamentale: mantiene morbide e idratate le feci e permette alle fibre di svolgere la loro azione lassativa. È necessario berne un litro e mezzo o due al giorno, meglio se a temperatura ambiente e a piccoli sorsi, soprattutto tra un pasto e l’altro, a cominciare da uno-due bicchieri al mattino appena svegli e poco prima di andare a letto.

Contro le emorroidi può risultare utile includere nella propria dieta anche frutti di bosco (come mirtilli e ribes), ricchi di antiossidanti, in particolare antociani, che rinforzano il tessuto connettivo che sostiene i vasi sanguigni, migliorandone così l’elasticità, e hanno un’azione antiemorragica.

É importante, inoltre, scegliere alimenti ricchi di ferro, perché con il sanguinamento emorroidario, si può perdere molto di questo minerale; ne sono ricchi, in particolare:

  • carni rosse (soprattutto la carne di cavallo)
  • fegato di bovino
  • alcuni pesci (come salmone, merluzzo, tonno)
  • molluschi
  • uova
  • legumi secchi.

Un aiuto anche dall’attività fisica

Svolgere una regolare attività fisica è importante, non solo per contrastare la sedentarietà, che rappresenta uno dei fattori scatenanti la malattia emorroidaria, ma anche per aiutare a dimagrire e curare così un’eventuale obesità o sovrappeso, condizioni che possono favorire la comparsa delle emorroidi. Muoversi, per altro, stimola anche la regolarità intestinale e contrasta la stitichezza.

Bisogna, però, optare per una pratica moderata, che non sforzi eccessivamente la muscolatura addominale aumentando la pressione interna: no, per esempio, ai salti e al sollevamento pesi, sì alle passeggiate e al nuoto.

Se c’è un prolasso, bisognerà evitare anche quegli sport che richiedono di stare seduti (ciclismo, equitazione, per esempio) e che possono risultare fastidiosi.

Patrizia Maria Gatti

CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
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