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Dolore e terapie

Dolore: cause, complicazioni, cure

È un prezioso segnale d’allarme che ci avvisa quando in un punto del nostro organismo c’è qualcosa che non va.

Che cos’è

Il dolore è un prezioso segnale d’allarme che ci avvisa quando in un punto del nostro organismo c’è qualcosa che non va (una ferita, una contusione, un’ustione, uno strappo, un’infiammazione articolare eccetera).

In pratica ci avverte che dobbiamo porvi rimedio, smettendo di dedicarci a quello che stavamo facendo e concentrandoci sulla parte colpita dal danno.

In questi casi si tratta di dolore “acuto”, ossia di durata limitata nel tempo, che tende a scomparire quando la ferita inizia a guarire o tenendo a riposo il muscolo o l’articolazione compromessi dal trauma o sovraccaricati da uno sforzo.

A volte però il dolore compare senza una causa apparente, cioè non è un campanello d’allarme di qualcosa che si sta compiendo, bensì è il segnale di qualcosa già in atto. In questo caso non sarà una scarica improvvisa, ma un dolore latente più soffocato e persistente, definito dolore cronico.

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Cause

Alla base del dolore acuto c’è invariabilmente la sollecitazione troppo intensa o protratta di recettori nervosi periferici della sensibilità (gli stessi che di norma ci permettono, per esempio, di sentire che un oggetto è caldo o freddo e che qualcuno ci sta toccando una spalla) oppure, se lo stimolo è particolarmente forte, di specifici recettori del dolore.

Un altro tipo di dolore, che può manifestarsi da solo o insieme al precedente, è quello infiammatorio.

In questo caso, a causarlo è l’azione delle prostaglandine: le sostanze che avviano e sostengono una reazione infiammatoria spontanea oppure associata a una patologia specifica (artrite, gotta, mialgia eccetera).

Un terzo tipo di dolore è quello neuropatico, scatenato da un danno o da un’irritazione persistente di una terminazione nervosa o di un ramo di un nervo (come avviene nel caso della neuropatia diabetica, della nevralgia del trigemino o della sensibilità dentale).

Caratteristiche

In relazione all’intensità, il dolore può essere lieve, moderato o severo. Rispetto invece alle sensazioni prodotte, può essere descritto come urente, sordo, trafittivo, gravativo.

In funzione dell’andamento, può essere continuo o pulsante (colico).

Complicazioni

Il dolore, se non è subito trattato, tende a peggiorare aumentando di intensità e persistendo più a lungo perché la stimolazione dei primi recettori interessati dal trauma, dalla nevralgia o dall’infiammazione, genera circuiti di sollecitazione secondaria di recettori del dolore vicini, amplificando il disagio.

Le cure

Il dolore acuto di intensità lieve o moderata, generato da una causa nota può essere efficacemente alleviato con preparati da banco a base di,paracetamolo e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come acido acetilsalicilico, naprossene o diclofenac.

Quando è più marcato e questi rimedi non riescono ad assicurare un sollievo sufficiente, il medico può prescrivere farmaci analgesici più potenti.

Quando consultare il medico

Il medico va sempre consultato se il dolore insorge senza una ragione apparente, se fin dall’inizio è molto inteso o accompagnato da altri sintomi poco chiari e tende a ripresentarsi spesso o per periodi prolungati.

Quando il dolore è associato a una causa nota, come un trauma o il sovraccarico di un muscolo o di un’articolazione, il medico va interpellato se il sintomo non è adeguatamente attenuato da farmaci analgesici e/o antinfiammatori da banco e se non migliora (o peggiora) nell’arco di 4-5 giorni.

Se a provare dolore sono un bambino, un anziano o una persona che già assume farmaci per il trattamento di patologie specifiche, prima di somministrare analgesici e/o antinfiammatori (anche da banco) è necessario chiedere consiglio al medico.

A cura della redazione

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