Vitamine per ricordare tutto, a qualunque età.


Disturbi della memoria e difficoltà di concentrazione possono manifestarsi a qualsiasi età. Ecco alcune strategie che possono aiutare ad assicurarsi una memoria invidiabile a giovani e meno giovani.

Quando compaiono difficoltà di memorizzazione o di concentrazione nei ragazzi e nei giovani adulti, in genere si tratta di fenomeni transitori, associati a momenti di particolare affaticamento o stress.

Negli anziani, la diminuita capacità di trattenere informazioni e ricordi può essere invece legata al normale processo d’invecchiamento oppure dipendere da una vera e propria malattia che porta progressivamente alla perdita di funzioni cognitive fondamentali, come accade nel caso della malattia di Alzheimer.

Purtroppo, oggi, non si hanno armi realmente efficaci per prevenire il declino associato alle patologie neurodegerative. Esistono, però, alcune strategie che possono aiutare ad assicurarsi una memoria invidiabile da giovani e a rallentare l’invecchiamento fisiologico del cervello con l’avanzare degli anni, mantenendolo attivo e reattivo più a lungo.

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Le strategie salva-memoria

Per non dimenticare neppure il più piccolo dettaglio bisogna anzitutto ricordare, da ragazzi come da adulti, di stimolare costantemente le funzioni del cervello, attraverso la lettura, il cinema, l’interazione sociale, mantenendosi aperti e curiosi, ascoltando musica, coltivando hobby e passioni di qualunque genere.

Un’altra pratica utile, soprattutto quando ci si accorge di iniziare a ricordare appuntamenti e scadenze con un po’ più di difficoltà o quando è necessario immagazzinare un gran numero di concetti, è riuscire a selezionare le informazioni che servono davvero, organizzandole secondo schemi logici personali.

Per non incorrere in “vuoti di memoria”, gli studenti dovrebbero evitare di passare troppe ore consecutive sui libri o cercare di imparare troppe cose in un solo giorno, ma distribuire lo studio nel tempo, perché ciò consente di consolidarne meglio il ricordo.

Un altro aspetto, non meno importante, riguarda l’attività fisica che deve essere svolta con moderazione, ma ogni giorno e a qualunque età, perché migliora l’afflusso di sangue al cervello e ne potenzia la funzionalità. Lo sport, inoltre, ha effetti positivi sull’umore e l’autostima, con ripercussioni favorevoli anche a livello intellettivo.

E poi, il sonno. Anche se le cose da studiare sono molte e il tempo è poco oppure sembra di non avere sonno a causa dello stress pre-esame o dell’età che vi spinge a dormire meno, se si vuole davvero riuscire a ricordare il più possibile non si deve trascurare il riposo.

La stanchezza è la principale nemica di concentrazione, memoria e apprendimento mentre un buon sonno aiuta a consolidare le informazioni apprese durante il giorno.

Ultima in ordine di citazione, ma di primaria importanza, è la qualità dell’alimentazione, che gioca un ruolo determinante non soltanto per la forma fisica, ma anche per la salute e il benessere intellettivi.

È dimostrato da studi clinici e dall’esperienza pratica che se la dieta non apporta quantità adeguate di nutrienti essenziali si possono avere problemi di memoria a qualunque età.

Vitamina B12 e antiossidanti per il cervello

Tra le sostanze che contribuiscono maggiormente a preservare l’efficienza vanno ricordate la vitamina B12 (in grado di stimolare la formazione della guaina mielinica che protegge le cellule nervose), ma anche tutte le altre vitamine del gruppo B, la vitamina C, la E e la A (tre potenti antiossidanti).

Per la prima, diversi studi hanno evidenziato che, quando l’apporto nutrizionale è scarso possono insorgere difficoltà di apprendimento e memorizzazione.

Per esempio, tra i 107 volontari, di età compresa tra i 61 e gli 87 anni che sono stati seguiti per cinque anni da ricercatori dell’Università di Oxford (Regno Unito), in quelli con i livelli più bassi di vitamina B12 si sono evidenziati, attraverso test di memoria, elettroencefalogramma ed esami neurologici, una maggiore riduzione di volume cerebrale e una più elevata probabilità di soffrire di “vuoti di memoria”, fino a sei volte più frequenti rispetto a chi aveva un apporto di B12 ottimale.

Altre ricerche hanno invece dimostrato che l’azione sinergica di alte dosi di vitamina C ed E è efficace nel proteggere il cervello dallo stress ossidativo dei radicali liberi, fenomeno ritenuto alla base di patologie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer.

Più zinco per una memoria di ferro

Altro elemento fondamentale per conquistare e conservare una memoria di ferro, in questo caso sopratutto in bambini, adolescenti e giovani adulti, è lo zinco, già noto per il supporto che è in grado di offrire al sistema immunitario e per il suo ruolo chiave in numerosi processi metabolici e di riparazione dei tessuti.

In base ai risultati di una ricerca statunitense condotta su bambini in età scolare lo zinco sembra essere in grado di migliorare la capacità di memorizzazione e di estendere la cosiddetta “curva dell’attenzione”, ossia il periodo di tempo in cui la mente riesce a mantenere un elevato livello di concentrazione.

Al momento non si sa da che cosa dipenda questa azione favorevole, ma è noto che carenze di zinco alterano le funzionalità dell’ippocampo, una particolare zona del cervello coinvolta nel processo di memorizzazione.

Meglio, quindi, cercare di assumerne a sufficienza (vedi in tabella quali sono, secondo le indicazioni della Società italiana di
nutrizione umana (SINU), i livelli di assunzione raccomandati per lo zinco
), attraverso l’alimentazione o specifiche integrazioni, aggiungendo anche calcio, ferro e magnesio, elementi altrettanto indispensabili per garantire il corretto funzionamento delle cellule nervose.

Lattanti 6-12 mesi 3 mg
Bambini-adolescenti 1-3 anni 5 mg
4-6 anni 6 mg
7-10 anni 8 mg
Maschi 11-17 anni 12 mg
Femmine 11-17 anni 9 mg
Adulti
Maschi > 18 anni 12 mg
Femmine > 18 anni 9 mg
Gravidanza 11 mg
Allattamento 12 mg

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