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Pubblicato: 21 Settembre 2016 Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre 2019

Sintomi della gravidanza: quali sono e come interpretarli

I cambiamenti vissuti dal corpo di una donna incinta possono scatenare disturbi più o meno fastidiosi. Ecco quali sono i possibili segnali di una gravidanza.

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I cambiamenti vissuti dal corpo di una donna incinta possono scatenare disturbi più o meno fastidiosi. Ecco quali sono i possibili segnali di una gravidanza.

Quando il ciclo ritarda il sospetto di essere incinta è dietro l'angolo. La scomparsa delle mestruazioni non è però l'unico possibile campanello d'allarme: i mutamenti che avvengono nel corpo di una donna all'inizio della gravidanza possono infatti scatenare anche altri sintomi.

Si pensa che a causare questi disturbi collaterali siano soprattutto i cambiamenti ormonali associati alla gravidanza, ma non solo. Anche l'aumento del sangue in circolazione, abbassamenti della pressione e cali della glicemia possono scatenare dei malesseri.

Gravidanza

La gravidanza ha inizio con il concepimento, ovvero con la fecondazione, durante il cosiddetto "periodo fertile", di un ovulo da parte di uno spermatozoo all'interno di una delle tube di Falloppio. L'ovulo fecondato (lo zigote) si sposta quindi verso l'utero, dove si impianta sulla sua parete. Le sue cellule iniziano a dividersi, aumentando così di numero e consentendo lo sviluppo dell'embrione. A pochi giorni dalla fecondazione si sviluppa, sempre a partire dalle cellule dello zigote, anche la placenta, che ha il compito sia di fornire al feto nutrienti e ossigeno e di eliminare le sostanze di scarto, sia di produrre alcuni ormoni che consentono di portare avanti la gravidanza, come la gonadotropina corionica (hCG), gli estrogeni e il progesterone.

Sintomi: quali sono e quando si manifestano

Per molte donne uno dei primissimi sintomi della gravidanza è la cosiddetta nausea mattutina, mentre in altre possono destare sospetto altri cambiamenti, sia dell'umore sia del fisico, come lievi crampi o tensione del seno. 

Nausea

Probabilmente il disturbo più conosciuto è la nausea mattutina. In realtà, però, una donna incinta può soffrire di nausee a qualsiasi ora del giorno o della notte. Il disturbo fa la sua comparsa circa un mese dopo il concepimento a causa delle variazioni ormonali, e spesso è associato a vomito. Tuttavia, mentre alcune donne hanno le nausee già nelle primissime settimane della gravidanza, altre non ne soffrono affatto.

Meno spesso l'apparato digerente viene colpito a livello intestinale. I cambiamenti ormonali possono infatti rallentare la digestione fino a portare a costipazione.

Infine, gli ormoni possono aumentare la sensibilità nei confronti di alcuni odori, incluso quello del cibo. Anche il gusto può cambiare, e alcune donne incinte percepiscono uno strano sapore metallico in bocca. Tutto ciò può portare anche al rifiuto di alcuni cibi o, al contrario, a creare insolite voglie.

Perdite

Tutti questi sintomi sono piuttosto aspecifici. Ma nemmeno la scomparsa delle mestruazioni è un inconfutabile indizio di gravidanza; alla sua base potrebbero infatti esserci altri problemi, come dimagrimenti eccessivi, forte stanchezza o stress. 

D'altra parte, alcune donne continuano ad avere perdite in gravidanza molto lievi. A volte si tratta di materiale biancastro non associato a irritazioni; in altri casi, invece, si tratta delle cosiddette perdite da impianto, piccole emorragie scatenate dall'annidamento dell'ovulo fecondato nell'utero. Quando compaiono, le perdite da impianto si presentano all'incirca quando sarebbero dovute arrivare le mestruazioni, con le quali possono essere confuse.

Per questo, in presenza di sintomi che possono far pensare a una gravidanza, è sempre bene togliersi ogni dubbio con un test. Attenzione, però: mentre in genere i risultati positivi sono affidabili, i falsi negativi sono più frequenti. Se quindi non siete certe di poter escludere un’eventuale gravidanza, ma il ciclo non arriva e il test è negativo, è comunque meglio rivolgersi al proprio medico.

Altri sintomi

L'aumento del sangue in circolo aumenta invece il lavoro per i reni, che possono produrre più urine. Avere bisogno più spesso del bagno potrebbe quindi essere un sintomo di gravidanza. Non bisogna però confondere questo "effetto collaterale" della gravidanza con l'incontinenza urinaria, che può invece manifestarsi dopo il parto a causa di un indebolimento del pavimento pelvico.

La combinazione tra aumento della produzione di sangue e cambiamenti ormonali può inoltre causare congestione nasale, secchezza e sanguinamenti dal naso. Infine, la dilatazione dei vasi sanguigni, la riduzione della pressione e della glicemia possono causare capogiri, svenimenti e quella sensazione di affaticamento generale che può accompagnare le donne nelle prime 12 settimane.

Altri sintomi della gravidanza possono riguardare il seno, che già nelle prime due settimane può gonfiarsi, diventare più sensibile e formicolare. Le vene possono diventare più visibili e i capezzoli possono inscurirsi e diventare più evidenti. 

Inoltre le variazioni ormonali possono rendere variabile anche l'umore, aumentare l'emotività e la tendenza al pianto, provocare una sensazione di gonfiore e lievi crampi all'utero. Non mancano nemmeno le donne che soffrono di mal di schiena o mal di testa.

Test di gravidanza

Se si ha il sospetto di essere incinta, per esempio per un utilizzo non corretto dell'anticoncezionale (la rottura del preservativo o una pillola dimenticata o assunta in ritardo) è bene sottoporsi a un test per iniziare per tempo le visite e gli esami prenatali. Ma quando fare il test di gravidanza? E come funziona il test di gravidanza?

I test di gravidanza, sia quelli sulle urine da eseguire a casa, sia gli esami del sangue analizzati in laboratorio, misurano la concentrazione di gonadotropina corionica, che viene prodotta dalle cellule della placenta. È bene però aspettare almeno qualche giorno dalla mancata mestruazione in quanto, soprattutto i test fai-da-te potrebbero dare un risultato "falso negativo" in quanto la concentrazione di ormone è ancora troppo bassa per poter essere rilevata.

Consigli

Per vivere al meglio la gravidanza, nonostante i fastidi che può creare, è bene prendersi cura di se stesse, ricordandosi per esempio che l'attività fisica in gravidanza non è vietata, anzi può fare bene sia alla mamma sia al bambino, a patto ovviamente di non esagerare con l'intensità o la durata e di non rischiare cadute o traumi. Inoltre, è bene non trascurare la salute intima in gravidanza e fare attenzione a cosa si mette in tavola, per non rischiare sia di aumentare troppo di peso, sia di andare incontro a mal di stomaco o reflusso gastroesofageo. I problemi di digestione in gravidanza sono infatti frequenti non solo nelle prime, ma anche nelle ultime settimane di gestazione a causa della pressione esercitata dall'utero sullo stomaco. Cosa mangiare quindi nel primo trimestre e in quelli successivi? Fin dalle primissime settimane e durante tutta la gravidanza è bene seguire un'alimentazione sana ed equilibrata per assicurare al nascituro tutti i nutrienti di cui ha bisogno per crescere. La dieta del secondo trimestre deve prevedere un apporto di calorie maggiore, ma senza esagerare per non andare incontro a problemi come il diabete gestazionale. Inoltre, per evitare fastidi allo stomaco, è bene limitare cibi che appesantiscono la digestione, come quelli ricchi di grassi e i fritti. In alcuni casi possono essere prescritti dal ginecologo anche alcuni integratori, per esempio per assicurarsi i valori ideali di ferro in gravidanza, il cui fabbisogno nelle donne in età fertile sale da 10 a 22 mg durante la dolce attesa.


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