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RISPOSTE DELL'ESPERTO

Infezioni vaginali

Metodo Ruffini per infezione vaginale

Ho 28 anni e la contatto per avere maggiori informazioni riguardo un'infezione vaginale che mi porto dietro da anni e che con nessun antibiotico, crema, ovulo, lavanda, sono riuscita a debellare. Ora sto seguendo anche una dieta priva di zuccheri semplici o composti e la ginecologa mi ha prescritto altre creme vaginali e delle pastiglie di bicarbonato di sodio. Ma purtroppo ad oggi, dopo una settimana, non noto nessuna differenza. Parlando con un'amica, mi illustra il "metodo Ruffini", quindi l'ipoclorito di sodio, che lei ha già utilizzato per delle verruche alle mani, che sono scomparse. Volevo sapere se potrebbe essere un metodo da "provare".

Per combattere un nemico ovviamente bisogna sapere esattamente la sua identità. In questo caso è certamente utile sapere con precisione quale è l’infezione presente in vagina. Probabilmente avrà già fatto ripetuti tamponi vaginali, e probabilmente si tratta di una infezione da candida, caso nel quale il metodo descritto è uno dei tanti utilizzati. L’infezione da candida è molto diffusa e spesso complessa da trattare, anche perché entrano in gioco meccanismi immunitari e personali di vario tipo che si intersecano e sovrappongono (ad esempio: diabete? piscina? partner? sovrappeso? patologie generali?). Certamente al di là delle terapie locali, ma talora sistemiche, occorre adottare uno stile di vita adeguato, con una dieta che eviti zuccheri e lieviti e preveda la introduzione di particolari fermenti, ma anche l’utilizzo di un abbigliamento intimo di cotone non colorato, ed eventualmente l’uso di mutandine con particolari tessuti capaci di inibire la moltiplicazione della candida, eccetera eccetera. Come facilmente si comprende dunque il trattamento della candida implica una regia complessiva, che può essere guidata passo passo dal ginecologo o dal medico di medicina generale. Ciò nonostante le recidive sono frequenti. Per fortuna si tratta di una patologia molto noiosa, ma quasi mai pericolosa.

Ripetute infezioni vaginali, candida e dieta

Sono una ragazza di 26 anni. In seguito a una terapia antibiotica di 15 giorni, sono stata colpita ripetutamente da diverse infezioni vaginali: Candida, Gardnerella, Coli (contemporanei), Coli e Mycoplasma, Coli fino a dicembre poi sostituito da Streptococco agalactiae che sto ancora curando. Nonostante l'ennesima terapia antibiotica non riesco ancora a guarire. Il mio ragazzo ha fatto solo eritrocina. Temo che i farmaci abbiano peggiorato ulteriormente il mio microambiente e non riuscirò a venirne a capo. La mia ginecologa mi ha consigliato una dieta a ridotto contenuto di zuccheri, lieviti e ricca di fibre e yogurt. Potrebbe essere la soluzione? Quanto tempo ci può volere affinché si sentano benefici della dieta?

Ovviamente essendo un ginecologo e non un indovino non so quanto tempo ci voglia perché i suoi problemi migliorino. Purtroppo la candida è un fungo ubiquitario, perciò le modalità per infettarsi possono essere multiple, e non solo di tipo sessuale. Ciò che è importante in queste situazioni è il sistema immunitario, che nel bene e nel male condiziona i risultati delle terapie. Rafforzarlo e cercare di evitare gli stress è dunque buona cosa. Usare indumenti intimi di cotone bianco, evitare indumenti stretti e sintetici, liberarsi dell’intimo appena a casa e lasciare scoperta la zona può essere di aiuto. Come è di aiuto evitare gli zuccheri e i lieviti; quindi niente dolci e mangiare solo pane azimo. Sono permessi solo gli zuccheri della frutta. Sono utili anche integratori con fermenti a tropismo intestinale. Esistono anche diete specifiche che possono aiutare l’intestino a cacciare la candida dall’ampolla rettale, che agisce spesso come riserva. Difficile poi è stabilire il rapporto tra candida, mycoplasmi, gardnerella, che sono facilmente attribuibili a trasmissione sessuale e per i quali può essere utile la terapia contemporanea anche al partner.

Infezioni vaginali ricorrenti, cure omeopatiche

Sono una ragazza di 25 anni, a settembre del 2011 ho fatto un tampone vaginale e sono risultata positiva a Clamidia, Candida, Gardnerella, Staphylococcus e miceti. Dopo numerose cure a dicembre ero ancora positiva alla Gardnerella, allora mi hanno prescritto metronidazolo ovuli per 10 giorni (prima l'avevo preso in associazione con clotrimazolo) anche il mio compagno ha fatto tutte le cure con me e da allora abbiamo sempre usato il preservativo. Nel frattempo sono mesi che prendo i fermenti per bocca e yogurt, ovuli con calendula/aloe/fermenti e sto attenta a disinfettare tutto, ho anche preso integratori naturali mirati per le infezioni. Dopo circa dieci giorni dalla cura torna il bruciore, faccio un nuovo tampone e di nuovo positiva sempre alla Gardnerella e Staphylococcus. Mi hanno prescritto la clindamicina. Esistono cure omeopatiche per le infezioni e nello specifico per la gardnerella? Sto provando anche con l'argento colloidale.

Non conosco cure omeopatiche per queste infezioni non essendo un cultore dell'omeopatia. Però come specialista ginecologo che impatta quotidianamente con candida, clamidia, gardnerella ed altro, tengo a dire che l’unico modo per snidare queste infezioni è farne una diagnosi corretta, in particolare con tamponi vaginali (e cervicali - cioè dalla cervice uterina - per la clamidia) o esame al microscopio quando indicato (ad esempio la gradnerella, il gonococco o il trichomonas si vedono bene cosi). La corretta diagnosi deve essere seguita da una terapia corretta e adeguata per dosi e tempi con farmaci mirati dal tampone. Tale terapia deve riguardare ambedue i partner contemporaneamente (e tutti i partner), perché altrimenti avviene quello che comunemente si definisce ping pong, cioeè la reinfezione. Più difficile è ottenere la bonifica definitiva dalla candida per una serie di ragioni. Occorre in questo caso mettere in moto anche una serie di comportamenti che modifichino lo stile di vita (evitare gli zuccheri, mettere solo indumenti intimi di cotone bianco e poi, una volta a domicilio, togliersi tutto, non usare è pericolosa, anche se è piuttosto noiosa. Peraltro, in base ai pochi elementi citati, le terapie indicate dovrebbero essere pertinenti alle citate infezioni, si tratta di vedere se sono state seguite con precisione o se non vi siano fattori di disturbo rispetto al risultato.

Infezioni vaginali e infertilità

sono una ragazza di 26 anni e da un po' di tempo ho notato delle perdite abbondanti e di cattivo odore. Ho fatto il tampone vaginale e hanno riscontrato la presenza di gardnerella e del mycoplasma hominis. Per sentito dire ho scoperto che tali problemi portano all'infertilita'. E' realmente cosi'? rischio di non poter avere figli? ho fatto un ciclo di cure e sto aspettando l'esito del secondo tampone. La ringrazio anticipatamnte.

Se le infezioni da Candida non influenzano la fertilità, un po’ più complesso è il discorso sulla Gardnerella e sul Mycoplsma hominis che in effetti possono, in certe condizioni, influenzare negativamente la fertilità della donna. La Gardnerella è un batterio che ci si trasmette con i rapporti sessuali. La presenza dell'infezione puo’ dare perdite vaginali abbondanti e maleodoranti (odore di pesce marcio), talora prurito o bruciore. Il batterio, oltre che in vagina, può stare nell’uretra dell’uomo e della donna, per cui è necessaria non solo una terapia locale vaginale, ma anche generale per ambedue i partner (solitamente per via orale). Se non adeguatamente curata e in presenza di certe condizioni predisponenti, una infezione acuta può risalire e causare danni anche alle tube all’interno di una sindrome infettiva più complessa raccolta sotto la dizione di PID (malattia infiammatoria pelvica). Se le tube risultano danneggiate la donna potrebbe ovviamente divenire sterile. Il Mycoplasma hominis fa parte del gruppo complessivo di germi che caratterizza la cosiddetta “vaginosi batterica”. Si tratta di germi da considerare saprofiti delle basse vie genitali, ma che talora diventano attori di infezione. Il M. hominis è stato isolato dal liquido amniotico di donne con amniotite, cioè con infezione del sacco amniotico. Si ritiene dunque che la sua presenza, che pure è da saprofita vaginale, alcune volte attivi un'infezione capace di indurre rottura prematura del sacco amniotico e parto prematuro. In questo senso anche il M. hominis influenza negativamente la fertilità.

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