Il raffreddore nel neonato

Il bambino piccolo è più vulnerabile al raffreddore. Ecco alcune misure che lo aiutano a superarlo.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 5 minuti
Neonato con raffreddore consigli rimedi

Non sempre è sufficiente adottare tutte le misure per evitare che si ammali: durante la stagione fredda un lattante ha elevate probabilità di prendere un raffreddore.

Nonostante tutti gli sforzi dei genitori per proteggere i piccoli, nei mesi più freddi e con i cambiamenti stagionali i raffreddori affliggono molto spesso i neonati poiché, in genere, sono inevitabili soprattutto se si ammala qualcuno in famiglia.

Il sistema immunitario del bambino è ancora in via di sviluppo, e ciò lo rende più vulnerabile al raffreddore.

I bambini hanno una buona probabilità di prendere dai 4 ai 10 raffreddori nel primo anno di vita. Esplorano in continuazione, toccano e mettono in bocca tutto, quindi anche oggetti contaminati.

Visto che, nei primi mesi di vita, il neonato non dovrebbe prendere farmaci, anche un semplice raffreddore può rappresentare un momento difficile da superare.

L’istinto naturale di un bambino piccolo è quello di respirare con il naso, perciò quando è chiuso ne risentono il sonno e l'alimentazione, oltre che l’umore.

Anche se non sono un rischio grave per la salute, raffreddore e naso chiuso devono essere trattati adeguatamente.

Così da impedire che si complichi con infezioni più gravi (come otiti o, addirittura, polmoniti) e, nel contempo, favorire l’alimentazione e il sonno e impedire che il bambino diventi irritabile.

Sintomi

I tipici sintomi del raffreddore nel neonato sono:

  • congestione nasale e/o naso che cola
  • muco chiaro che può diventare più spesso e anche giallo-verde e che, dopo pochi giorni, dovrebbe tornare nuovamente chiaro e fluido
  • nei primi giorni può comparire febbre, anche se non elevata
  • starnuti, tosse, raucedine
  • occhi arrossati

Potrebbe invece trattarsi di allergia se invece compaiono:

  • prurito agli occhi, lacrimazione
  • ripetuti attacchi di starnuti
  • possibile prurito generalizzato
  • muco chiaro
  • assenza di febbre

Il raffreddore non è una condizione che può dare gravi conseguenze. È però opportuno rivolgersi subito al medico se:

  • il bambino ha meno di 3 mesi e la temperatura è uguale o maggiore a 37,5 °C
  • i sintomi del raffreddore non scompaiono dopo un settimana
  • la tosse peggiora e il bambino sibila nel respirare o fatica a respirare
  • le labbra diventano blu
  • il bambino si tira o stropiccia ripetutamente le orecchie

Consigli e rimedi

A meno che non sia il pediatra a prescriverli, il bambino piccolo non deve assumere farmaci. Esistono però alcune misure che lo aiutano a superare il raffreddore. Eccole.

  • Liberare il nasino. Esistono apposite pompette da utilizzare per aspirare il muco dal naso. Se ciò non fosse sufficiente, specie quando il muco è molto denso, potrebbe essere necessario mettere in ogni narice alcune gocce di soluzione salina prima di aspirare.
  • Molta acqua. I liquidi sono ancora più importanti per un bambino rispetto a quanto lo sono per un adulto. Assicurarsi, quindi che il piccolo beva a sufficienza. Quando è possibile, ai più piccoli sarebbe bene offrire il latte materno: oltre a fornire liquidi è ricco di anticorpi e, inoltre, conforta e tranquillizza il neonato.
  • Umidificare l’aria. È utile far respirare il bambino in un ambiente saturo di vapore. Per far ciò far scorrere l’acqua calda della doccia o della vasca fino a che la stanza da bagno non sarà piena di vapore. Quindi tenervi il bambino per almeno 15 minuti. Questo dovrebbe anche aiutare a risolvere la congestione dei seni paranasali. L’uso di un vaporizzatore, soprattutto di notte, nell’ambiente dove soggiorna il bambino è molto utile poiché aiuta a sciogliere il catarro.
  • Sollevare la testa quando dorme. Utilizzare un cuscino (posizionato sotto il materasso) per tenere più sollevata la testa del bambino quando sta riposando. In questo modo si aiuta il muco a defluire.

Se si ha qualche dubbio sull’andamento del raffreddore, non esitare a consultare un pediatra: i sintomi di polmonite e altre complicazioni nelle fasi iniziali sono molto simili a quelli del raffreddore, e il trattamento precoce permette una risoluzione più rapida della malattia.

CHIEDI ALL'ESPERTO

Hai bisogno di un consiglio? Un team di esperti è a tua disposizione per consulti online gratuiti e anonimi. Chiedi ai nostri esperti per avere risposte sulla tua salute. Le domande saranno pubblicate in forma anonima. Per inviare le tue domande registrati o effettua il login qui .

Battaglioli1 Marina Battaglioli
Pediatra e neonatologa

CONSULTA IL TEAM DI ESPERTI

VIDEO

Raffreddore: che cosa devo fare se non passa dopo 5 giorni?

Raffreddore cosa fare dopo cinque giorni

Il raffreddore in genere si risolve da solo. Nel caso in cui dopo 5 giorni i sintomi non si siano attenuati è però opportuno rivolgersi al medico, come consiglia il farmacista.

LEGGI TUTTO
Fotogallery

Cinque leggende sul raffreddore: che cosa dice la scienza?

  • Raffreddore coperti caldo

    Vestiti bene altrimenti ti ammali

    È il classico tormentone che ogni madre riserva ai propri figli. Da piccoli, sempre. Ma a volte anche da grandi. Uscire di casa, in autunno e in inverno, senza il cappotto e la maglia di lana non aumenta il rischio di buscarsi un raffreddore. A causare il classico malanno invernale non è altro che un virus. Colpisce di più durante la stagione fredda per la semplice ragione che trascorriamo più ore al chiuso, in casa e al lavoro, e assieme a più persone. Per cui il rischio di contagio aumenta.

  • Raffreddore capelli bagnati

    Se non asciughi bene i capelli ti viene un malanno

    Uscire di casa con la testa bagnata in inverno non è certo una bella sensazione. Ma a parte questo semplice disagio non si corrono altri rischi. Il vero responsabile del raffreddore, a dispetto del nome, non è il freddo, ma un virus. E a meno che non si prenda così tanto freddi da andare in ipotermia, e quindi essere più suscettibili alle infezioni, la temperatura esterna non è così importante.

  • Raffreddore appetito

    Mangia che ti passa

    Il raffreddore toglie l’appetito, su questo non ci sono dubbi. E sforzarsi di mangiare non serve a nulla. Al limite è importante bere liquidi in abbondanza per restare ben idratati. Tuttavia, è bene evitare, in un’ottica di prevenzione, di sottoporsi a diete ipocaloriche in vista della stagione dei malanni invernali: uno studio del 2008 pubblicato sul Journal of Nutrition ha scoperto che mettersi a dieta in questo periodo non fa altro che indebolire le difese naturali dell’organismo. E se si prende un raffreddore ci mette di più per guarire.

  • Raffreddore brodo di pollo

    Bevi il brodo di pollo che guarisci prima

    È il classico rimedio della nonna contro i raffreddori. In questo caso però potrebbe avere ragione: uno studio pubblicato sulla rivista Chest ha infatti dimostrato che una tazza di brodo di pollo aiuta l’organismo a reagire, attraverso il sistema immunitario, contro i virus del raffreddore.

  • Raffreddore superalcolico

    Un bicchierino di whisky lo manda via

    È la classica leggenda metropolitana, che piace a molti uomini. Eppure non è mai stato dimostrato che gli alcolici aiutino a superare il raffreddore. Anzi, in teoria l’alcol è nemico del sistema immunitario, nel senso che chi ne abusa va spesso in contro a un deficit nelle difese naturali dell’organismo. Meglio dunque evitare alcolici e superalcolici.


CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
Torna su