Pubblicità

Sport e micosi: una relazione pericolosa

Soprattutto quando fa più caldo e nei luoghi molto frequentati, come piscine o palestre, è più facile il contagio e lo sviluppo di micosi, specie sulle spalle e sui piedi.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 5 minuti
Sport micosi piede d'atleta

Sulle spalle e nelle scarpe. È in queste zone del corpo degli sportivi che le micosi cutanee si annidano in via preferenziale. Durante tutto l’anno, ma soprattutto nella bella stagione. Vediamo perché e che cosa fare.

Quando la temperatura ambientale aumenta, i microrganismi proliferano e le occasioni di contagio si moltiplicano: in piscina, in palestra, al mare e più in generale in tutti i luoghi frequentati da molte persone. Così, in chi pratica sport è più frequente la comparsa di micosi, specie sulle spalle e sui piedi.

Nel primo caso, all’origine del problema c’è quasi sempre il fungo dermatofita Malassezia furfur e la micosi che ne deriva è la ben nota pytiriasi versicolor, a dire il vero molto diffusa anche tra chi di attività fisica ne pratica relativamente poca.

Riconoscerla è semplice grazie alle inconfondibili chiazze caffé-latte sulla pelle chiara o rosate sulla pelle abbronzata. È una micosi innocua, ma sgradevole a causa del danno estetico e del prurito che, talvolta, a questa è associata.

Pubblicità

A livello dei piedi, invece, a dare problemi è soprattutto la tinea pedis, disturbo più noto come “piede d’atleta”. La sua presenza determina intenso arrossamento, bruciore, prurito e lesioni cutanee più o meno importanti (piccoli tagli e piaghe superficiali dall’aspetto pulverulento, soprattutto negli spazi tra le dita), ma inevitabilmente fastidiose e a rischio di infezione.

Se vuoi saperne di più sul piede d'atleta leggi questo articolo.

Se sei interessato al problema delle micosi delle unghie leggi questo articolo.

In parte, prevenirle si può

Posto che praticare sport è di per sé un fattore che aumenta il rischio di contrarre micosi cutanee, esistono alcuni accorgimenti pratici in grado di complicare la vita dei microrganismi responsabili impedendogli di attecchire.

Per prevenire la pitiriasi è importante assicurare alla pelle una buona traspirazione durante l’attività fisica, indossando magliette, tute e calzoncini in fibre naturali. E lavarsi subito dopo l’allenamento o il bagno in piscina. Una buona igiene personale quotidiana è essenziale, ma non deve essere eccessiva per non indebolire l’equilibrio della pelle e ridurne le difese naturali.

Altro aspetto chiave: evitare il contatto diretto con superfici a rischio. Quindi, attenzione ad attrezzi comuni, panche, bordo-piscina, lettini, sdraio e così via.

Meglio interporre sempre un asciugamano personale (diverso da quello con cui ci si asciugherà dopo il bagno o la doccia) e non usare mai asciugamani, maglie o felpe, neppure degli amici più cari e insospettabili.

La probabilità di contrarre la tinea pedis cresce con il numero di ore in cui si indossano scarpe da ginnastica (ma anche sneakers da città) e con il grado di sudorazione del piede.

Scegliere scarpe di buona qualità, usarle sempre con calze di cotone e per il più breve tempo possibile, applicare solette o polveri assorbenti, lavare e asciugare bene i piedi dopo ogni allenamento e a fine giornata, cambiare spesso le calze: queste sono le azioni cardine della prevenzione.

Oltre, naturalmente, a non camminare a piedi scalzi in piscina, negli spogliatoi della palestra e nelle docce comuni.

Per saperne di più sulla prevenzione leggi questo articolo.

Come eliminarle

Purtroppo, chi ha la tendenza a soffrire di queste micosi (a causa del tipo di pelle e della qualità della secrezione sebacea) difficilmente riuscirà a evitarle completamente, anche se adotta tutti gli accorgimenti citati. Anzi, spesso, capiterà di doverne sopportare più volte il ritorno e di doverle trattare ogni volta con farmaci adatti.

Il trattamento della pitiriasisi si basa sull’applicare mattino e sera, sulla pelle pulita e asciutta, prodotti antimicotici, come per esempio quelli a base di bifonazolo. Si tratta di un trattamento efficace e innocuo, ma che richiede pazienza e regolarità.

La crema va stesa in quantità sufficiente a coprire tutta l’area interessata e parte della cute sana circostante e massaggiata delicatamente fino a farla assorbire. Il trattamento deve essere proseguito per almeno 2-3 settimane (o secondo l’indicazione del medico e/o del foglietto illustrativo), anche se le macchie sembrano scomparire più in fretta.

Il bifonazolo è il principio attivo indicato anche per il trattamento della tinea pedis, la lotta è condotta con farmaci analoghi, ma può rivelarsi più dura e prolungata (3-4 settimane).

La forma farmaceutica consigliata è la crema, ma possono risultare particolarmente utili le polveri antimicotiche, che aiutano ad “asciugare” il piede.

Rosanna Feroldi

Potrebbero interessarti anche questi articoli:

Micosi inguinale: come riconoscerla e curarla

CHIEDI ALL'ESPERTO

Hai bisogno di un consiglio? Un team di esperti è a tua disposizione per consulti online gratuiti e anonimi. Chiedi ai nostri esperti per avere risposte sulla tua salute. Le domande saranno pubblicate in forma anonima. Per inviare le tue domande registrati o effettua il login qui .

Garonzi Francesco Garonzi
Dermatologo

CONSULTA IL TEAM DI ESPERTI

CONSULTA IL DOSSIER "MICOSI DELLA PELLE"
VIDEO

Come si cura la micosi del tronco?

Curare micosi del tronco

La tinea corporis, o micosi del tronco può essere trattata con prodotti ad uso topico a base di antifungini come il bifonazolo.

LEGGI TUTTO
CONSULTA L’ARCHIVIO DI SPORT E FITNESS
Torna su