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Fiato corto: a che cosa può essere dovuto?

Può essere spia di numerose malattie, dall’asma all’anemia. Meglio dunque non sottovalutarlo.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 5 minuti

Può essere spia di numerose malattie, dall’asma all’anemia. Meglio dunque non sottovalutarlo.

Fiatone, affanno, fiato corto: tanti nomi diversi per indicare la dispnea, una difficoltà respiratoria soggettiva che comporta uno sforzo maggiore per respirare. Un sintomo che tutti possiamo provare dopo una corsa, ma che molti sperimentano anche a riposo o in seguito a sforzi minimi. In questi casi potrebbe trattarsi di un campanello d’allarme di malattie respiratorie, ma anche di problemi al cuore o di una semplice anemia. Oppure, come nella dispnea di natura ansiosa, la mancanza di fiato può prescindere completamente da qualsiasi difficoltà respiratoria obiettiva.

Dispnea acuta e cronica

La dispnea può esser acuta o cronica e avere cause diverse. La dispnea acuta, che dura da pochi istanti ad alcune ore, può essere conseguenza di un attacco d'asma, una pleurite o uno pneumotorace, ma anche di ansia, di una polmonite o addirittura di un infarto acuto.

Dal canto suo la dispnea cronica, che per essere definita tale deve essere presente da almeno un mese, può derivare da malattie come per esempio:

  • la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco)
  • l’asma
  • l’obesità
  • l’anemia
  • l’ansia o gli attacchi di panico
  • malattie neuromuscolari
  • l'ipertiroidismo.

Dall’ansia all’embolia polmonare

Potendo avere tantissime cause diverse, come si può riuscire a capire l’origine della dispnea? Di sicuro per indirizzare la diagnosi può essere di grande utilità riconoscere la modalità con cui si presentano le difficoltà respiratorie, nonché l’esecuzione di esami specifici, che valuterà il medico di volta in volta in base ai sospetti.

La presenza di dispnea in una donna giovane che è sempre stanca e ha pelle e mucose molto pallide potrebbe far pensare all’anemia. Mentre se il fiato corto si manifesta solo a riposo oppure solamente in determinate occasioni, per esempio durante la settimana lavorativa ma non al sabato e alla domenica, si potrebbe ipotizzare la presenza di una componente ansiosa. Lo stesso vale se esami come la spirometria, la radiografia del torace e la banale auscultazione sono tutti negativi.

Le difficoltà respiratorie sono anche un tipico segnale dell’asma e numerosi fattori possono far pensare a questa malattia, per esempio il fatto che la mancanza di fiato si presenti soprattutto in certi periodi dell’anno, tipicamente a primavera quando l’aria è piena di pollini. Oppure quando la fame d’aria compare dopo uno sforzo ed è accompagnata da altri sintomi, come il classico “fischietto”, la tosse e il senso di oppressione toracica.

La mancanza di fiato causata da problemi polmonari acuti, come lo pneumotorace, è accompagnata invece da un dolore molto intenso, come una pugnalata; mentre se la possibile causa è un’embolia polmonare, oltra alla dispnea improvvisa sono in genere presenti sintomi quali dolore al torace e tosse con catarro striato di sangue.

Quando è colpa del cuore

Quando la mancanza di fiato si avverte, almeno all’inizio, dopo uno sforzo per poi cessare nel momento in cui ci si ferma, va considerata la possibilità che derivi da condizioni come l’angina, in cui il fiato corto è accompagnato anche da dolore al torace.

La dispnea può inoltre essere una delle tante manifestazioni dello scompenso cardiaco. In questi casi però il paziente lamenta numerosi altri disturbi come caviglie gonfie, aumento della frequenza cardiaca, facile affaticabilità.

Antonella Sparvoli

CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
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