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Antiasmatici

Antiasmatici: ecco le categorie di farmaci per combattere l'asma a seconda della sua natura e della gravità.

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Antiasmatici proprietà

Che cosa sono

Il trattamento farmacologico dell'asma include sostanze di diverso tipo, che sono scelte a seconda della natura dell'asma (allergica o non allergica) e del livello di gravità e di persistenza della sintomatologia (determinati in base a un sistema di classificazione internazionale che prevede 5 forme cliniche).

Come funzionano

I farmaci antiasmatici possono intervenire su due meccanismi patogenetici fondamentali della malattia: la broncocostrizione e l'infiammazione. Sulla base del tipo di azione che esercitano, in modo esclusivo o prevalente, possono quindi essere suddivisi in due gruppi: broncodilatatori e antinfiammatori.

  • I broncodilatatori agiscono determinando attivamente il rilasciamento della muscolatura dei bronchi oppure impedendone la contrazione.

  • Gli antinfiammatori agiscono bloccando l'attività delle varie cellule responsabili delle risposte allergiche e dei processi infiammatori (mastociti, linfociti, leucociti neutrofili, leucociti eosinofili), la produzione di molecole proinfiammatorie (istamina, prostaglandine, trombossani, leucotrieni) o gli effetti di anticorpi coinvolti nella risposta allergica (IgE).

Quali sono

Tra broncodilatatori si includono tre categorie di farmaci:

  • gli agonisti dei recettori beta-2 adrenergici (salbutamolo, fenoterolo, terbutalina, salmeterolo, formoterolo) che, stimolando questi specifici recettori presenti nella muscolatura bronchiale, ne provocano il rilasciamento;
  • gli antagonisti dei recettori muscarinici (ipratropio bromuro) che, legandosi a questi specifici recettori presenti nella muscolatura bronchiale, ne impediscono la contrazione;
  • le metilxantine (teofillina, aminofillina) che, con un duplice meccanismo di azione, impediscono la contrazione della muscolatura bronchiale e contemporaneamente ne favoriscono il rilasciamento (oltre ad avere anche un effetto antinfiammatorio aggiuntivo).

Tra gli antinfiammatori si includono:

  • i corticosteroidi (beclometasone, budesonide, fluticasone, mometasone), che interferiscono a vari livelli con le reazioni infiammatorie;
  • gli stabilizzatori dei mastociti (sodio cromoglicato, nedocromil), che bloccano l'attivazione di queste cellule, coinvolte nella risposta allergica e nelle reazioni infiammatorie;
  • gli antileucotrienici (zileuton, montelukast, zafirlukast), che agiscono impedendo la sintesi dei leucotrieni (zileuton) oppure bloccandone gli effetti (montelukast, zafirlukast);
  • l'anticorpo monoclonale omalizumab, che si lega alle IgE.

Come si usano

Il trattamento dell'asma ha il duplice scopo di ottenere un buon controllo della malattia e di risolvere all'occorrenza le crisi acute.

Gli antiasmatici si classificano come:

  • farmaci di fondo, destinati a curare le condizioni patologiche che inducono la sintomatologia asmatica;

  • farmaci sintomatici, destinati a contrastare solo i sintomi, in particolare la broncocostrizione.

In quest'ottica sono da considerarsi farmaci di fondo tutti gli antinfiammatori e farmaci sintomatici i broncodilatatori.

La terapia dell'asma si può avvalere di entrambi i tipi di farmaci, sia nel trattamento continuativo, sia nella risoluzione delle riacutizzazioni, selezionandoli in base all'efficacia e soprattutto alla rapidità di azione.

Nel trattamento delle crisi acute, per esempio, si prediligono i broncodilatatori a effetto più rapido (salbutamolo, terbutalina, fenoterolo, ipratropio bromuro) e gli antinfiammatori più potenti (corticosteroidi).

Di base, la via di somministrazione preferenziale degli antiasmatici è quella inalatoria, tranne che per le metilxantine e gli antileucotrienici che vengono assunti per bocca e per l'anticorpo omalizumab che viene somministrato per via sottocutanea.

Il trattamento delle crisi acute gravi può invece richiedere la somministrazione sistemica sia di cortisonici sia di broncodilatatori, talora per via endovenosa.

Effetti collaterali

Considerando i farmaci di più largo impiego:

  • i broncodilatatori beta-2 agonisti possono causare tachicardia, ipotensione, crampi muscolari, cefalea;
  • i corticosteroidi possono, nell'uso prolungato, predisporre a infezioni, ulcera gastro-duodenale, osteoporosi, squilibri endocrini;
  • il sodio cromoglicato e il nedocromil sono, invece, abbastanza ben tollerati.

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