Pubblicità
Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 8 minuti
Influenza gastrointestinale

Quella gastrointestinale è davvero influenza?

La cosiddetta influenza intestinale e l'influenza vera e propria sono, in realtà, due infezioni molto diverse.


Siamo abituati a sentirla chiamare influenza gastrointestinale, ma in realtà non ha nulla a che fare con i virus influenzali.

La classica influenza che aggredisce le vie respiratorie e la cosiddetta influenza intestinale sono due malattie completamente diverse.

Le forme virali gastroenteriche sono infatti dovute a 4 tipi di virus differenti (rotavirus, norovirus, adenovirus e astrovirus), ma non ai virus influenzali. Sono quindi definite, più correttamente, gastroenteriti virali.

Due infezioni molto diverse

Proviamo a tracciare un profilo sintetico di queste due malattie.



Sintomi
Influenza stagionale
Tosse, congestione, malessere e dolori muscoloscheletrici, febbre, stanchezza (soltanto raramente possono comparire vomito e diarrea)
Gastroenterite viraleNausea e/o vomito, diarrea, bruciori gastrici e crampi intestinali (occasionalmente febbre, mal di testa e dolori muscolari)


Ecco le cause della gastroenterite

I principali e più temuti responsabili dell'influenza intestinale sono i rotavirus, classificati nei sottotipi A, B e C.

Alle nostre latitudini, il picco di infezioni si registra in inverno. Colpisce preferenzialmente neonati e bambini al di sotto dei 5 anni nei quali a fianco dei classici sintomi sopraelencati possono comparire, sebbene raramente, quelli tipici delle infezioni respiratorie (tosse e raffreddore).

I sintomi durano da qualche giorno fino ad alcune settimane, a seconda del virus che li ha provocati.

Nell'adulto l'evoluzione è in genere benigna, con risoluzione spontanea entro poche ore o al massimo giorni. Lattanti, bambini e anziani sono più soggetti alle complicanze, talora gravi, della disidratazione.

I virus Norwalk o norovirus sono responsabili del 40- 50% delle epidemie di gastroenterite acuta. A differenza dei rotavirus, le infezioni possono presentarsi in tutto l'arco dell'anno e tendono a colpire i ragazzi e i giovani adulti piuttosto che i bambini.

I sintomi sono simili a quelli dei rotavirus, anche se di solito si risolvono più rapidamente.

Le influenze da adenovirus interessano soprattutto i bambini, in genere più piccoli di due anni. E durano a lungo, 5-12 giorni in media, fino a oltre 2 settimane.

Non bisogna inoltre dimenticare che soltanto il 70 per cento circa delle gastroenteriti infettive è di origine virale, mentre il rimanente 30 per cento ha origini batteriche.

Ci possono essere complicazioni?

Nei Paesi occidentali la gastroenterite virale non è una malattia molto grave, ma può dare serie complicazioni nei bambini molto piccoli, nelle persone anziane e in quelle immunocompromesse, a causa della disidratazione.

Secchezza delle mucose, bocca asciutta, sete, ridotta emissione di urina o urine di colore scuro, letargia, irritabilità, pianto senza lacrime, frequenza cardiaca aumentata ed estremità fredde: sono questi i sintomi della disidratazione.

Ogni volta che si sospetta disidratazione oppure se si tratta di un bambino con diarrea grave è necessario consultare subito il pediatra e somministrare abbondanti liquidi e sali minerali per contrastare la disidratazione.

Anche gli adulti, se non riescono a mantenere liquidi nello stomaco, il vomito dura più di due giorni o hanno la febbre alta, devono consultare un medico.

Le cure

Non esiste alcuna terapia farmacologica efficace per la gastroenterite virale. Per aiutare l’organismo a combattere l’infezione si devono adottare alcune misure. Eccole:

  • eliminare cibi e bevande ricchi di zuccheri semplici, come dolci o succhi di frutta, che possono aggravare la diarrea per il loro effetto osmotico
  • i fermenti lattici probiotici sono efficaci sia nella prevenzione delle infezioni intestinali sia come misura terapeutica
  • assumere liquidi ed elettroliti in quantità per reintegrare prontamente quelli persi.

La prevenzione

Il contagio può avvenire anche tramite il consumo di alimenti e acqua contaminati. Pertanto, per limitare i rischi di infezione:

  • lavare sempre accuratamente i cibi crudi prima di mangiarli e non mangiare cibi preparati da una persona che abbia manifestato i sintomi prima che questi siano scomparsi da almeno 2-3 giorni
  • lavarsi spesso e accuratamente le mani, e controllare che anche i bambini facciano lo stesso, con acqua tiepida e sapone strofinando per almeno 20 secondi. Se non ci sono acqua e sapone a portata di mano usare salviette o prodotti igienizzanti specifici
  • non condividere bicchieri, piatti o posate
  • non condividere asciugamani
  • se possibile, cercare di non avvicinarvi troppo a chi è stato contagiato dal virus
  • usare detergenti a base di varechina per pulire e disinfettare le superfici domestiche, senza dimenticare maniglie delle porte, telecomandi eccetera
  • attenzione alla biancheria sporca. I norovirus possono passare da un asciugamano infetto a uno pulito per semplice contatto: separare bene la biancheria pulita da quella non ancora lavata.

A cura della redazione

Potrebbero interessarti anche questi articoli:

Dieta per la diarrea

Se cerchi una risposta ad un problema specifico consulta il nostro esperto

Samanta mazzocchi
Samanta Mazzocchi
Specialista in Gastroenterologia ed endoscopia digestiva

TAG
VIDEO

Soffro di intestino irritabile, devo stare attento alla dieta?

Dieta per intestino irritabile

Ecco gli stili di vita alimentari da seguire per tenere sotto controllo il disturbo.

LEGGI TUTTO
CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
Torna su