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Pubblicato: 5 Marzo 2012 Ultimo aggiornamento: 28 Novembre 2019
Influenza gastrointestinale

Quella gastrointestinale è davvero influenza?

La cosiddetta influenza intestinale e l'influenza vera e propria sono, in realtà, due infezioni molto diverse.

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Siamo abituati a sentirla chiamare influenza gastrointestinale, ma in realtà non ha nulla a che fare con i virus influenzali.

La classica influenza che aggredisce le vie respiratorie e la cosiddetta influenza intestinale sono due malattie completamente diverse.

Le forme virali gastroenteriche sono infatti dovute a 4 tipi di virus differenti (rotavirus, norovirus, adenovirus e astrovirus), ma non ai virus influenzali. Sono quindi definite, più correttamente, gastroenteriti virali.

Due infezioni molto diverse

Proviamo a tracciare un profilo sintetico di queste due malattie.



Sintomi
Influenza stagionale
Tosse, congestione, malessere e dolori muscoloscheletrici, febbre, stanchezza (soltanto raramente possono comparire vomito e diarrea)
Gastroenterite viraleNausea e/o vomito, diarrea, bruciori gastrici e crampi intestinali (occasionalmente febbre, mal di testa e dolori muscolari)


Ecco le cause della gastroenterite

I principali e più temuti responsabili dell'influenza intestinale sono i rotavirus, classificati nei sottotipi A, B e C.

Alle nostre latitudini, il picco di infezioni si registra in inverno. Colpisce preferenzialmente neonati e bambini al di sotto dei 5 anni nei quali a fianco dei classici sintomi sopraelencati possono comparire, sebbene raramente, quelli tipici delle infezioni respiratorie (tosse e raffreddore).

I sintomi durano da qualche giorno fino ad alcune settimane, a seconda del virus che li ha provocati.

Nell'adulto l'evoluzione è in genere benigna, con risoluzione spontanea entro poche ore o al massimo giorni. Lattanti, bambini e anziani sono più soggetti alle complicanze, talora gravi, della disidratazione.

I virus Norwalk o norovirus sono responsabili del 40- 50% delle epidemie di gastroenterite acuta. A differenza dei rotavirus, le infezioni possono presentarsi in tutto l'arco dell'anno e tendono a colpire i ragazzi e i giovani adulti piuttosto che i bambini.

I sintomi sono simili a quelli dei rotavirus, anche se di solito si risolvono più rapidamente.

Le influenze da adenovirus interessano soprattutto i bambini, in genere più piccoli di due anni. E durano a lungo, 5-12 giorni in media, fino a oltre 2 settimane.

Non bisogna inoltre dimenticare che soltanto il 70 per cento circa delle gastroenteriti infettive è di origine virale, mentre il rimanente 30 per cento ha origini batteriche.

Ci possono essere complicazioni?

Nei Paesi occidentali la gastroenterite virale non è una malattia molto grave, ma può dare serie complicazioni nei bambini molto piccoli, nelle persone anziane e in quelle immunocompromesse, a causa della disidratazione.

Secchezza delle mucose, bocca asciutta, sete, ridotta emissione di urina o urine di colore scuro, letargia, irritabilità, pianto senza lacrime, frequenza cardiaca aumentata ed estremità fredde: sono questi i sintomi della disidratazione.

Ogni volta che si sospetta disidratazione oppure se si tratta di un bambino con diarrea grave è necessario consultare subito il pediatra e somministrare abbondanti liquidi e sali minerali per contrastare la disidratazione.

Anche gli adulti, se non riescono a mantenere liquidi nello stomaco, il vomito dura più di due giorni o hanno la febbre alta, devono consultare un medico.

Le cure

Non esiste alcuna terapia farmacologica efficace per la gastroenterite virale. Per aiutare l’organismo a combattere l’infezione si devono adottare alcune misure. Eccole:

  • eliminare cibi e bevande ricchi di zuccheri semplici, come dolci o succhi di frutta, che possono aggravare la diarrea per il loro effetto osmotico
  • i fermenti lattici probiotici sono efficaci sia nella prevenzione delle infezioni intestinali sia come misura terapeutica
  • assumere liquidi ed elettroliti in quantità per reintegrare prontamente quelli persi.

La prevenzione

Il contagio può avvenire anche tramite il consumo di alimenti e acqua contaminati. Pertanto, per limitare i rischi di infezione:

  • lavare sempre accuratamente i cibi crudi prima di mangiarli e non mangiare cibi preparati da una persona che abbia manifestato i sintomi prima che questi siano scomparsi da almeno 2-3 giorni
  • lavarsi spesso e accuratamente le mani, e controllare che anche i bambini facciano lo stesso, con acqua tiepida e sapone strofinando per almeno 20 secondi. Se non ci sono acqua e sapone a portata di mano usare salviette o prodotti igienizzanti specifici
  • non condividere bicchieri, piatti o posate
  • non condividere asciugamani
  • se possibile, cercare di non avvicinarvi troppo a chi è stato contagiato dal virus
  • usare detergenti a base di varechina per pulire e disinfettare le superfici domestiche, senza dimenticare maniglie delle porte, telecomandi eccetera
  • attenzione alla biancheria sporca. I norovirus possono passare da un asciugamano infetto a uno pulito per semplice contatto: separare bene la biancheria pulita da quella non ancora lavata.

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