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Extrasistole: di cosa si tratta?

Innocue nella maggioranza dei casi, ma mai da sottovalutare, le extrasistoli sono dovute a diversi fattori, come affaticamento e stress.

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Innocue nella maggioranza dei casi, ma mai da sottovalutare, le extrasistoli sono dovute a diversi fattori, come affaticamento e stress.

Un tuffo al cuore, oppure un battito “sospeso”, una “palpitazione” o, ancora, una sensazione di disagio e ansia. Sono queste le principali manifestazioni dell’extrasistole: un’alterazione del ritmo di contrazione del cuore (aritmia) generalmente benigna e non legata a patologie cardiache particolari, ma che può comunque creare un certo fastidio a chi la sperimenta.

D’altro canto, va precisato che non tutte le extrasistoli danno un chiaro segno di sé. In moltissimi casi, infatti, questa aritmia viene riscontrata in modo del tutto occasionale durante controlli cardiologici di routine effettuati per altri scopi, come per esempio le valutazioni richieste per ottenere il nulla osta all’attività sportiva amatoriale o agonistica.

In questo secondo caso, a indicare che sono presenti extrasistoli è il tracciato dell’elettrocardiogramma (Ecg), che evidenzia una variazione nella successione delle onde che rappresenta graficamente l’attività elettrica del cuore.

Le cause più comuni

A titolo rassicurativo, va subito detto che, benché sia sempre raccomandabile approfondire con l’aiuto del medico e qualche esame strumentale ogni sintomo cardiaco inusuale, le extrasistoli non devono preoccupare poiché, nella stragrande maggioranza dei casi, sono disturbi transitori non pericolosi nell’immediato e privi di conseguenze per la salute generale.

A determinarle possono essere fattori di natura molto diversa, talvolta anche abbastanza banali. Si va da qualche tazzina di caffè di troppo allo stress lavorativo, dal sonno insufficiente all’attività fisica eccessiva, dall’affaticamento generalizzato al tabagismo, da uno stato d’ansia più o meno consolidato a una preoccupazione estemporanea.

Altre possibili cause comuni di extrasistole comprendono l’assunzione di farmaci con un’attività secondaria più o meno marcata sul cuore, un pasto troppo abbondante o comunque indigesto oppure la presenza di reflusso gastroesofageo o di un’ernia iatale (condizione determinata dal passaggio dall’addome alla cavità toracica di una piccola porzione della parte superiore dello stomaco attraverso il “foro” del diaframma).

Più raramente, le extrasistoli possono comparire in concomitanza con disturbi elettrolitici (in particolare, deficit di potassio), malattie della tiroide (per esempio, l’ipertiroidismo), alterazioni ormonali (soprattutto i cali degli estrogeni che tipicamente si verificano prima del flusso mestruale e all’inizio della menopausa), oppure come corollario di altre malattie cardiache (per esempio, lo scompenso cardiaco).

Complicanze

Come accennato, extrasistoli isolate, occasionali o di lieve entità possono essere considerate del tutto fisiologiche e prive di conseguenze per l’attività del cuore.

Tuttavia, eventuali extrasistoli ventricolari riscontrate negli atleti o in giovani apparentemente sani che intendono intraprendere un’attività sportiva devono essere approfondite con indagini specialistiche (diverse a seconda dei casi) per verificare che non siano presenti malattie cardiache non ancora diagnosticate o condizioni che predispongano ad aritmie più severe.

Una particolare attenzione va inoltre posta quando le extrasistoli iniziano a persistere a lungo, trasformandosi in alterazioni del ritmo cardiaco (flutter atriale o fibrillazione atriale) che devono essere trattate in modo specifico per evitare gravi sequele (in particolare, aumento del rischio tromboembolico e di ictus cerebrale).

Un’altra possibile complicanza grave, ma rara, delle extrasistoli molto frequenti e persistenti consiste nello sviluppo di una cardiomiopatia dilatativa, dovuta alla contrazione abnorme imposta dall’aritmia al muscolo cardiaco.

Che cosa fare

Posto che, quasi sempre, si tratta di un disturbo passeggero e privo di effetti significativi, l’unico accorgimento necessario in caso di extrasistole è rimuovere i fattori predisponenti/scatenanti eventualmente presenti e correggere lo stile di vita.

Quindi, se si fuma si dovrà smettere o, almeno, ridurre il numero di sigarette fumate; si dovrà fare attenzione a non esagerare con il caffè e con altre bevande/cibi contenenti caffeina, eventualmente interrompendone l’assunzione per un periodo più o meno prolungato; si dovranno dosare meglio le energie durante il giorno, evitando gli sforzi eccessivi, e riposare di più di notte; non ultimo, si dovranno evitare nervosismo e stress, due fattori con un impatto negativo notevole e spesso sottovalutato non soltanto sul ritmo cardiaco, ma sulla salute in generale.

Nei rari casi in cui le extrasistoli hanno un’origine organica più definita e correlata a patologie o rischi specifici, sarà il medico a indicare, sulla scorta degli esiti della visita cardiologica e degli esami strumentali del caso (Ecg, Holter 24-72 ore, ecocardiografia sotto sforzo, coronarografia ecc.), le cure da effettuare (farmaci antiaritmici o intervento di ablazione).

Rosanna Feroldi

CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
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