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Ematocrito

L’ematocrito permette di evidenziare la percentuale di globuli rossi nel sangue. Valori troppo alti o troppo bassi possono essere la spia di alcune malattie.

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L’ematocrito permette di evidenziare la percentuale di globuli rossi nel sangue. Valori troppo alti o troppo bassi possono essere la spia di alcune malattie.

Che cos’è

L’ematocrito (HCT) esprime il rapporto che intercorre tra la parte corpuscolata del sangue, costituita soprattutto da globuli rossi (e in parte minore da globuli bianchi e piastrine) e la parte liquida del sangue, ovvero il plasma. L’ematocrito è un indice espresso attraverso una percentuale. Per esempio, un valore di ematocrito del 45% significa che ci sono 45 ml di globuli rossi in 100 ml di sangue.

Come si misura

Per misurare l’ematocrito occorre sottoporsi a un prelievo venoso. La provetta viene quindi centrifugata, ottenendo una netta separazione tra i globuli rossi, che si depositano sul fondo, e il plasma che li sovrasta. L’ematocrito esprime la quantità percentuale delle cellule ammassate sul fondo.

Quali sono i valori normali

I valori normali, oltre a essere lievemente maggiori nell’uomo rispetto alla donna, possono variare in base a diversi fattori, come l’età, la gravidanza e l’altitudine:


Uomini42-52%
Donne37-47%
Donne in gravidanza
30-47%
Residenti in zone ad alta quota

45-61% (uomini)

41-56% (donne)

Neonati
55-68%
Bambini di 1 anno
29-41%
Bambini di 10 anni
36-40%.

Quando viene prescritto

Quando si fa un controllo generico per valutare lo stato di salute, l’ematocrito è uno dei primi esami a essere prescritto, in genere insieme all’emoglobina o come parte dell’esame emocromocitometrico.

Il test può essere usato per valutare e monitorare alcune condizioni che comportano variazioni nei globuli rossi, come per esempio l’anemia o la policitemia, oltre che per valutare lo stato di idratazione.

Ematocrito alto

Quando l’ematocrito è alto, significa che il sangue è più denso, cosa che può avere ricadute sul cuore, che fa più fatica a pomparlo per mandarlo in circolo. Inoltre la maggiore densità del sangue favorisce la formazione di coaguli, che possono causare a loro volta infarto o ictus.

Sono diverse le condizioni associate a valori di ematocrito superiori alla norma. Tra queste rientrano la disidratazione, la policitemia, l’insufficienza renale acuta, alcune malattie polmonari e vivere ad alta quota.

Se si suda troppo, si usano farmaci diuretici oppure in presenza di condizioni che comportano vomito e diarrea, si può andare in contro a disidratazione, che causa una riduzione della parte liquida del sangue, aumentando così il rapporto tra globuli rossi e plasma e, di conseguenza, anche i valori dell’ematocrito. In questi casi non sale il numero di globuli rossi, ma diminuisce la quota di plasma.

Al contrario nel caso della policitemia, l’ematocrito è alto perché c’è un aumento dei globuli rossi, mentre la componente plasmatica rimane invariata. Possibili sintomi della policitemia sono disturbi della visione, vertigini, mal di testa, colorito rosso del volto, ecc.

Infine, anche l’assunzione di farmaci dopanti, come l’eritropoietina, può far aumentare i valori dell’ematocrito.

Ematocrito basso

Sono numerose le cause per le quali il valore dell’ematocrito può risultare basso. Si va dall’anemia alle emorragie, dall’allenamento aerobico prolungato all’insufficienza renale cronica. Nel caso, per esempio, dell’anemia sideropenica (da carenza di ferro) l’emoglobina è bassa, diminuisce la quota di globuli rossi e di conseguenza l’ematocrito. Classici sintomi spia sono spossatezza e affaticamento, pallore e respiro affannoso.

A cura della redazione

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