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Distorsioni e contusioni si curano così

Quando si fa sport, i piccoli incidenti sono all'ordine del giorno.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 8 minuti
Distorsioni contusioni sport tennis

I piccoli incidenti, quando si fa sport, sono all’ordine del giorno. L’importante è intervenire subito e nel modo giusto.

La pratica di qualsiasi attività sportiva comporta inevitabilmente il rischio di traumi di vario genere, le cui conseguenze sono legate a tre fattori principali:

  • le sollecitazioni meccaniche a cui sono sottoposti articolazioni, legamenti e muscoli
  • il grado di allenamento, fondamentale per la necessaria robustezza e resistenza all’esercizio
  • le caratteristiche dell’impatto, responsabile dell’evento lesivo.

Non bisogna infatti dimenticare che, se è vero che una buona parte dei traumi è dovuta a sfortunate fatalità, una quota non trascurabile è causata dall’imperizia del singolo individuo, spesso desideroso di ottenere in tempi rapidi una forma fisica soddisfacente o inconsapevole dei limiti del proprio corpo.

Soprattutto dopo un periodo di inattività, come per esempio al rientro dalle vacanze estive.

Il dolore deve essere sempre considerato un campanello di allarme: ecco perché non basta sedarlo ma occorre impartire una vera e propria educazione allo sportivo dilettante.

Dal rispetto di un programma di training all’adozione di un regime alimentare e di uno stile di vita corretto.

Ascolta la videointervista al nostro esperto di fitoterapia Antonello Sannia su come curare ematomi e lividi in modo naturale.

L’origine dei traumi

La lesione traumatica è provocata da uno squilibrio tra forza applicata e resistenza dei tessuti: nello sport il più delle volte la causa è dovuta a un carico sproporzionato (scarsa preparazione atletica, gestualità scorretta).

Solo in alcuni casi può essere presente un indebolimento da affaticamento, pregresse lesioni o semplicemente (come nei bambini e negli adolescenti) strutture non completamente mature.

La contusione

La contusione è l’effetto di un impatto meccanico che può lasciare indenne la superficie cutanea (se quest’ultima è lesa si parla invece di ferita lacero-contusa) e che interessa invece i vasi sanguigni dei tessuti sottostanti.

Per questo motivo la contusione si manifesta con uno stravaso di sangue (ematoma) visibile solo se sufficientemente superficiale. Infatti, l'ematoma, la cui estensione è legata alle caratteristiche del trauma e alla ricchezza della vascolarizzazione della zona interessata, può essere sottocutaneo, ma anche all’interno di un muscolo o di una articolazione.

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Ghiaccio e riposo assoluto

La contusione muscolare è più seria se avviene durante la contrazione del muscolo. Richiede riposo assoluto, applicazione di ghiaccio e bendaggio costrittivo.

Il versamento ematico può raccogliersi, anche nell’arco di varie ore, nelle articolazione (in particolare a livello di ginocchio, spalla e gomito). In questo caso ne limita i movimenti sia attivi sia passivi.

Quando colpisce un tendine, la contusione di solito provoca una tenosinovite, come quella al collo del piede causata dallo scarpone da sci, o quella del polso.

La terapia si basa sul riposo immediato, uso di ghiaccio e di bendaggi contenitivi con fasce elastiche avvolte su una buona parte dell'arto interessato. Nel caso del piede, per esempio, la fasciatura deve spingersi fino al ginocchio.

Se non è eccessivamente voluminoso l’ematoma si riassorbe lentamente ma spontaneamente. Può essere in ogni caso utile l’applicazione di un preparato per uso locale a base di eparina.

La distorsione

La distorsione è un’evenienza abbastanza frequente nello sport. La tipologia classica è quella che riguarda la caviglia, a seguito di una caduta, di una posizione errata nell’appoggio del piede o di asperità del terreno.

La manifestazione tipica della distorsione è il gonfiore dell’articolazione, che tende ad allargarsi alle zone circostanti.

Il colore della pelle può presentare una o più chiazze di colore rosso-bluastro se si è verificato un ematoma, ma può essere pallido.

Il dolore può essere molto intenso, al punto che anche il semplice sfioramento della parte interessata scatena una forte acutizzazione. Nella distorsione semplice tale sensazione è ben localizzata ed evocata da particolari movimenti.

Se la distorsione è stata accompagnata anche da una sublussazione (spostamento temporaneo dei capi delle ossa che formano l’articolazione) il dolore è presente anche a riposo.

Soprattutto immobilità

L’infiammazione incomincia a regredire dopo 24-48 ore, ma un presupposto fondamentale della terapia è il riposo assoluto. Spesso le persone abituate a una vita dinamica appena il dolore diminuisce tentano di camminare senza opportuno sostegno.

L’impiego di una o due stampelle invece può essere consigliabile anche in caso di distorsione, e non solo nelle fratture.

Sottovalutare il problema quando il dolore si attenua comporta un rapido aggravamento del quadro locale e un prolungamento inevitabile dei tempi di recupero.

Può essere opportuno immobilizzare l’articolazione con steccatura e/o bendaggio contenitivo.

I farmaci utili

Sia in caso di distorsione, sia in caso di contusione, i farmaci più utilizzati sono i FANS, farmaci antinfiammatorio non steroidei. Agiscono togliendo il dolore e "spegnendo" l'infiammazione.

I più utili, in queste circostanze, sono i farmaci antinfiammatori per uso esterno (FANS topici), come per esempio quelli a base di ibuprofene, ketoprofene o diclofenac, che garantiscono un buon livello di assorbimento riducendo il rischio di effetti collaterali.

Qualche indicazione pratica

Dopo un piccolo trauma, anche apparentemente banale, è sempre opportuna una valutazione accurata dell’area colpita e della sintomatologia.

Ogni caso richiede una ricostruzione minuziosa di quanto accaduto poiché la conoscenza della dinamica del trauma può orientare verso il trattamento più adeguato.

Con il passare delle ore, in effetti, l’edema può estendersi e il dolore acquistare un carattere più diffuso che rende più difficile identificare la sua origine.

Di particolare rilevanza deve essere considerata la presenza di alcuni segni sospetti, quali formicolii, che suggeriscono un probabile stiramento e sofferenza delle fibre nervose, alterazioni cutanee, riduzione o perdita della forza muscolare, dolore riflesso, cioè localizzato in una sede distante e non interessata dal trauma.

E anche l’assenza completa di sollievo con il riposo e pressoché totale inefficacia dei farmaci.

Anche per aiuti naturali

Al contrario, se il dolore e l’ematoma non sono eccessivi, si può trattare la parte con preparazioni disponibili in farmacia senza ricetta, già formulate appositamente per piccoli traumi ed ematomi, che contengono arnica, escina, bromelina e mentolo.

L’arnica infatti aiuta a ridurre la componente dolorosa dovuta al trauma, mentre l’escina (estratta dall’ippocastano) contrasta la fuoriuscita di liquidi dai vasi, rinforzandone le pareti e migliorando l’elasticità.

La bromelina (estratta dall’ananas) esercita un efficace azione antinfiammatoria. Infine, il mentolo grazie alla sensazione di freschezza che induce dopo applicazione locale, permette di ridurre la percezione del dolore e il versamento di fluidi.

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Piercarlo Salari

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