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Acne rosacea: ecco i trattamenti disponibili

Una malattia cronica, i cui sintomi principali sono la comparsa sul viso di rossore e la sensazione di bruciore.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 6 minuti

Una malattia cronica, i cui sintomi principali sono la comparsa sul viso di rossore e la sensazione di bruciore.

A dispetto di un nome soave, la rosacea è una sgradevole infiammazione della pelle, che in Italia colpisce oltre 3 milioni di persone. «Si tratta di una malattia cronica che interessa soprattutto alcune zone del viso e che per certi aspetti assomiglia all’acne», spiega Antonino Di Pietro, dermatologo, Presidente dell’Isplad, la Società internazionale di dermatologia plastica, rigenerativa e oncologica, e Direttore dell'Istituto Vita Cutis di Milano.

Più diffusa nelle donne per colpa degli estrogeni

«È dovuta a un’alterata stimolazione delle ghiandole sebacee di guance, mento, naso e della parte centrale della fronte, dove sono più concentrate, e a volte anche di schiena, torace e pancia. Però – precisa il dermatologo – le cause scatenanti possono essere tante: predisposizione familiare, disturbi circolatori, infezioni, stress, ansia ed esposizione al sole».

Oltre al rossore, il sintomo principale è un senso di calore e bruciore, continuo o saltuario, soprattutto quando ci sono sbalzi di temperatura. «Possono esserci anche capillari dilatati –continua il professor Di Pietro – rilievi della cute rossi e turgidi e brufoli simili ai foruncoli dell’acne, anche se si tratta di una diversa patologia che necessita di un trattamento differenziato».

La rosacea predilige gli incarnati chiari, è più diffusa tra le donne, ma negli uomini si manifesta con forme più gravi: «La predisposizione femminile dipende soprattutto dagli estrogeni, cioè dagli ormoni che rendono più elastiche le pareti delle vene. Esse proteggono il sistema circolatorio da problemi come l’ipertensione, ma ostacolano il ritorno del sangue dalla periferia al centro e, così, il sangue ristagna e sfianca le vene», spiega il dermatologo.

Come tenerla sotto controllo

Purtroppo la rosacea è una malattia cronica, e quindi è difficile liberarsene del tutto. «Ma può essere tenuta sotto controllo, soprattutto se si chiede aiuto allo specialista ai primi segnali, evitandone il peggioramento», rassicura il professor Di Pietro.

«A seconda della gravità della malattia, possono essere sufficienti i prodotti per uso locale che regolarizzano l’attività della ghiandola del sebo e riducono gli acari che vivono sulla nostra pelle. Si tratta di piccoli germi come i demodex – spiega il dermatologo – che normalmente convivono con noi, ma che crescono in modo abnorme se il sebo è eccessivo, infettando la ghiandola e dando il via alla comparsa della rosacea».

«Il consiglio è di applicare sulla pelle un paio di volte al giorno creme o gel a base di metronidazolo o di acido azelaico, associati a integratori con biotina da prendere per bocca, o nei casi più seri, ad antibiotici o antimicotici. È stata messa a punto – aggiunge il professor Di Pietro – anche una terapia innovativa a base di ivermectina che ha proprietà sia antinfiammatorie che antiparassitarie e meno effetti collaterali rispetto al tradizionale acido azelaico. Le macchie sul viso si possono curare anche con un intervento in day hospital con il laser o con la luce pulsata: il calore cicatrizza i piccoli vasi e i capillari dilatati e l’inestetismo può migliorare molto».

Conta anche lo stile di vita

«Le abitudini alimentari possono influire positivamente o negativamente sulla rosacea», sottolinea Antonino Di Pietro. «Un’alimentazione ricca di frutta e di verdura fresche, infatti, aiuta a combattere questo inestetismo della pelle. Al contrario, i cibi pepati o piccanti peggiorano il sintomo del rossore».

È bene anche cercare di evitare temperature elevate, lampade abbronzanti, stress emotivi, bevande alcoliche, oltre a rinunciare all’esposizione al sole, o quantomeno limitarla e proteggersi con prodotti a schermo totale consigliati dal dermatologo per evitare componenti potenzialmente irritanti.

Continua il professor Di Pietro: «Attenzione anche alla pulizia, perché la pelle è molto delicata: è bene usare piccole quantità di detergenti leggeri non schiumogeni, diluendoli in acqua tiepida. Se l’acne presenta segni di irritazione sono utili prodotti lenitivi e antinfiammatori non cortisonici. E asciugarsi picchiettando l'asciugamano delicatamente sul viso per non peggiorare l'irritazione».

Meglio infine preferire prodotti da make up specifici per pelli sensibili (senza sostanze irritanti, come mentolo, profumi, alcol, sostanze grasse) e struccarsi accuratamente.

Da non sottovalutare l’aspetto psicosomatico

Dalla ricerca Face Value Global Perception Survey su 6.500 persone, pubblicata su Dermatology & Therapy è emerso che nove persone su dieci sono rassegnate a non migliorare la loro condizione, oltre il 25% ha affrontato il rossore cambiando il proprio stile di vita e la propria alimentazione e solo il 14% ha deciso di ricorrere a cure mediche. Nonostante ci siano molte terapie che possono notevolmente migliorare il problema.

«La pelle è lo specchio del nostro vissuto e teatro delle emozioni», commenta Katia Vignoli, psicoterapeuta. «Non c’è organo più psicosomatico della pelle: spazio di incontro tra corpo e mente, due aree difficilmente scindibili. Diversi studi compiuti su pazienti affetti da malattie come l'acne rosacea hanno dimostrato quanto importanti siano i risvolti psicologici e sociali di queste malattie, che possono portare fino all’abbassamento dell’autostima, alla depressione, all'isolamento sociale, all'anoressia o alla bulimia, spesso provocate dalla convinzione che siano condizioni croniche da cui è difficile, se non impossibile guarire».

Mariateresa Truncellito

CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
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