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Pubblicato: 21 Ottobre 2016 Ultimo aggiornamento: 7 Gennaio 2020

Acne rosacea: ecco i trattamenti disponibili

È una malattia infiammatoria cronica della pelle, i cui sintomi principali sono la comparsa sul volto di arrossamento e sensazione di bruciore.

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È una malattia infiammatoria cronica della pelle, i cui sintomi principali sono la comparsa sul volto di arrossamento e sensazione di bruciore. 

A dispetto di un nome soave, la rosacea è una sgradevole infiammazione della pelle (per la precisione una "dermatosi"), che in Italia colpisce oltre 3 milioni di persone. «Si tratta di una malattia infiammatoria cronica che interessa soprattutto alcune zone del volto e che, per certi aspetti, assomiglia all’acne», spiega Antonino Di Pietro, dermatologo, Presidente dell’Isplad, la Società internazionale di dermatologia plastica, rigenerativa e oncologica, e Direttore dell'Istituto Vita Cutis di Milano. 

Proprio la sua somiglianza con l'acne può complicarne la diagnosi e portare a gestire la rosacea in modo scorretto, rischiando di promuovere il peggioramento anziché il miglioramento dell'aspetto della pelle del viso, con tutto quel che ne consegue in termini di danno estetico e impatto psicologico e sociale. Per questo, quando compare uno strano arrossamento sul volto è importante rivolgersi a medici esperti e seguire con attenzione i loro consigli per arrivare, se non alla completa guarigione di questa malattia della pelle, quantomeno a un soddisfacente controllo dei sintomi della rosacea.

Più diffusa nelle donne

Ma da che cosa è causata questa fastidiosa malattia infiammatoria cronica? 

«È dovuta a un’alterata stimolazione delle ghiandole sebacee di guance, mento, naso e della parte centrale della fronte, dove sono più concentrate, e a volte anche di schiena, torace e pancia. Però – precisa il dermatologo – le cause scatenanti possono essere tante: predisposizione familiare, disturbi circolatori, infezioni, stress, ansia ed esposizione al sole».

«La rosacea è dovuta a un’alterata stimolazione delle ghiandole sebacee a livello di guance, naso e mento, e della parte centrale della fronte, dove sono più concentrate; a volte, interessa anche la pelle di schiena, torace e pancia. Le cause esatte della malattia non sono note, però – precisa il dermatologo – i fattori scatenanti possono essere tanti: dalla predisposizione familiare su base genetica ai disturbi circolatori, dalle infezioni allo stress, dall'ansia all'esposizione alla luce solare».

Oltre all'arrossamento nella parte centrale del viso, tra i principali sintomi della rosacea c'è un senso di calore e bruciore, continuo o saltuario, soprattutto quando ci sono sbalzi di temperatura, che sollecitano i vasi sanguigni. «Possono esserci anche capillari dilatati ed evidenti sulla superficie della pelle del viso, chiamati teleangectasie –continua il professor Di Pietro –, nonché rilievi della cute rossi e turgidi e brufoli simili ai foruncoli dell’acne, anche se si tratta di una diversa patologia che necessita di un trattamento differenziato».

La rosacea predilige le persone con carnagione chiara e capelli chiari o rossi (in particolare, di origine irlandese o nordeuropea), mentre chi ha la pelle scura od olivastra ne soffre raramente. Inoltre, la malattia è più diffusa tra le donne, ma negli uomini si manifesta con forme più gravi: «La predisposizione femminile dipende soprattutto dagli estrogeni, cioè dagli ormoni che rendono più elastiche le pareti dei vasi sanguigni. Gli estrogeni proteggono il sistema circolatorio da problemi come l’ipertensione, ma ostacolano il ritorno del sangue dalla periferia al centro e, così, il sangue ristagna e sfianca le vene», spiega il dermatologo.

Nelle forme di rosacea più severe possono comparire, in varie zone del volto, papule e pustole particolarmente infiammate (anche contenenti pus giallognolo), che non devono essere assolutamente toccate né schiacciate se non si vuole rischiare di vederle peggiorare e che restino cicatrici sulla pelle del viso. Negli stadi più avanzati della malattia, inoltre, la cute può gonfiarsi e ispessirsi, con marcato ingrossamento delle ghiandole sebacee. Questa condizione interessa prevalentemente la pelle della regione nasale e viene indicata con il termine di “rinofima”. Più raramente, quando gonfiore e ispessimento colpiscono la zona intorno agli occhi, possono manifestarsi anche congiuntivite, blefarite (intensa infiammazione del bordo delle palpebre), cheratite (infiammazione della cornea) e vascolarizzazioni della cornea.

Come tenerla sotto controllo

Purtroppo la rosacea è una malattia della pelle cronica, e quindi è difficile liberarsene del tutto. «Ma può essere tenuta sotto controllo, soprattutto se si chiede aiuto allo specialista ai primi segnali, evitandone il peggioramento», rassicura il professor Di Pietro. Il trattamento, va impostato in relazione alla severità dei sintomi della rosacea e alla presenza o meno di complicanze, per esempio di tipo infettivo a livello delle pustole.

«A seconda della gravità della malattia, possono essere sufficienti i prodotti per uso locale che regolarizzano l’attività della ghiandola sebacea e che riducono la quantità di acari che vivono sulla nostra pelle. Si tratta di piccoli germi come i Demodex – spiega il dermatologo – che normalmente convivono con noi, ma che crescono in modo abnorme se il sebo è eccessivo, infettando la ghiandola che lo produce e dando il via alla comparsa della rosacea».

«Il consiglio è applicare sulla pelle del viso, un paio di volte al giorno, una crema o un gel a base di metronidazolo o di acido azelaico, associandoli a integratori contenenti biotina da prendere per bocca, o nei casi più seri, ad antibiotici o antimicotici sistemici. È stata messa a punto – aggiunge il professor Di Pietro – anche una terapia innovativa a base di ivermectina che ha proprietà sia antinfiammatorie che antiparassitarie e meno effetti collaterali rispetto al tradizionale acido azelaico. Le macchie sul viso si possono curare anche con un intervento in Day hospital con il laser o con la luce pulsata: il calore cicatrizza i piccoli vasi sanguigni e i capillari dilatati e l’inestetismo può migliorare molto». Il tutto senza lasciare cicatrici, anche se la pelle dell'area facciale è delicata.

Conta anche lo stile di vita

Anche lo stile di vita conta ai fini della prevenzione e per favorire il miglioramento e la guarigione della rosacea. Gli accorgimenti che possono aiutare, su entrambi i fronti, riguardano diversi aspetti delle abitudini quotidiane. 

«Le scelte alimentari possono influire positivamente o negativamente sulla rosacea», sottolinea Antonino Di Pietro. «Un’alimentazione ricca di frutta e di verdura fresche, infatti, aiuta a combattere questo inestetismo della pelle. Al contrario, i cibi pepati o piccanti peggiorano il sintomo del rossore». Ciò avviene perché peperoncino, pepe, paprica forte, curry piccante ecc. stimolano la dilatazione dei vasi sanguigni e, soprattutto nelle donne all'inizio della menopausa, facilitano le vampate di calore.

Per ragioni analoghe, è bene anche cercare di evitare le temperature elevate e le lampade abbronzanti, ma anche gli stress emotivi e le bevande alcoliche. Inoltre, si deve rinunciare all’esposizione al sole, o quantomeno limitarla, e applicare sempre una protezione solare elevata, utilizzando prodotti a schermo totale consigliati dal dermatologo, per evitare componenti potenzialmente irritanti o in grado di aumentare sfavorevolmente la sensibilità cutanea.

Continua il professor Di Pietro: «Attenzione anche alla pulizia, perché la pelle del viso è molto delicata: è bene usare piccole quantità di detergenti leggeri non schiumogeni, diluendoli in acqua tiepida, e risciacquare bene dopo il lavaggio per rimuoverne ogni residuo. Se l’acne presenta segni di irritazione sono utili prodotti lenitivi e antinfiammatori privi di corticosteroidi. Al momento di asciugarsi, non si deve sfregare, ma tamponare con un telo in tessuto morbido, picchiettando l'asciugamano delicatamente sul viso per non peggiorare l'irritazione».

Truccarsi si può se si soffre di rosacea? Sì, ma meglio preferire fondotinta e altri prodotti da make-up specifici per pelli con elevata sensibilità (senza sostanze irritanti, come mentolo, profumi, alcol, sostanze grasse ecc.) e struccarsi sempre accuratamente a fine giornata, con latti detergenti e acque micellari altrettanto specifici, di buona qualità e ipoallergenici.

Lo schema riassume i consigli utili per contrastare l’acne rosacea.


Sole

Usare una protezione solare a schermo totale o con fattore di protezione elevato Spf (≥ 50)

Evitare le lampade abbronzanti

Detergenti, creme e cosmetici

Utilizzare detergenti non aggressivi e non schiumogeni, idratanti e delicati

Evitare prodotti in crema contenenti corticosteoidi

Usare fondotinta e make-up privi di sostanze irritanti, come mentolo, profumi, alcol, sostanze grasse ecc.

Non strofinare guance e naso, occhi, fronte o mento per asciugare o rimuovere il make-up

Temperatura
Evitare ambienti molto caldi e gli sbalzi termici
Alimentazione

Evitare il consumo di bevande alcoliche e cibi piccanti

Consumare verdura e frutta fresche in abbondanza


Da non sottovalutare l’aspetto psicosomatico

Il volto è la prima cosa che si osserva di una persona e l'aspetto della pelle del viso ha un ruolo determinante nel mediare l'interazione sociale. Per questa ragione, ogni alterazione dell'epidermide, fisiologica (come rughe o macchie solari) o patologica (come l'acne, la rosacea o una dermatite localizzata nell'area facciale), può incidere notevolmente sull'autostima individuale e sulle relazioni interpersonali. Fino a creare un serio disagio psicologico.

Dalla ricerca Face Value Global Perception Survey, condotta su oltre 6.800 persone con o senza rosacea e pubblicata sulla rivista scientifica Dermatology & Therapy, è emerso che nove persone su dieci sono rassegnate a non veder migliorare la loro condizione, oltre il 25% ha affrontato l'arrossamento della pelle del viso cambiando il proprio stile di vita e la propria alimentazione e soltanto il 14% ha deciso di ricorrere a cure mediche. Nonostante ci siano molte terapie che possono notevolmente migliorare il problema.

«La pelle è lo specchio del nostro vissuto e teatro delle emozioni», commenta Katia Vignoli, psicoterapeuta. «Non c’è organo più psicosomatico della pelle: spazio di incontro tra corpo e mente, due aree difficilmente scindibili. Diversi studi compiuti su pazienti affetti da malattie come l'acne rosacea hanno dimostrato quanto importanti siano i risvolti psicologici e sociali di queste malattie, che possono portare fino all’abbassamento dell’autostima, alla depressione, all'isolamento sociale, all'anoressia o alla bulimia, spesso provocate dalla convinzione che siano condizioni croniche da cui è difficile, se non impossibile guarire».

Di seguito una tabella riassuntiva delle differenze tra rosacea e acne giovanile.



Acne giovanile
Rosacea
Età d'insorgenza prevalente
Tra i 14 e i 30 anni
Dopo i 30 anni
Prevalenza per sesso
UominiDonne
Segni cutanei tipici

Comedoni, papule, pustole, cisti, cicatrici

Seborrea pronunciata

Papule o pustole

Teleangectasie 

Arrossamento e flushing (rossore improvviso al volto)

Localizzazione prevalente delle lesioni
Volto, collo, spalle, torace, schiena
Naso, guance, mento, fronte
Risposta al trattamento
Risposta lenta alla terapia antibiotica, locale o sistemica
Risposta rapida ai farmaci topici, compresi gli antibiotici



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