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Luce pulsata sicurezza pelle

Luce pulsata

La luce pulsata è un raggio di energia luminosa che, tramite un apposito apparecchio, i centri medici ed estetici attrezzati utilizzano per particolari trattamenti.

Dici luce pulsata e il pensiero corre generalmente a una delle soluzioni che promette di dire addio, una volta per tutte, ai peli superflui, senza ceretta, crema depilatoria o rasoi: negli ultimi anni, infatti, il ricorso a macchinari che sfruttano questa particolare emissione della luce ha preso sempre più piede nel campo dell’epilazione, pur trovando applicazione anche in altri ambiti della medicina estetica.

Nonostante l’ampia diffusione, non tutti sanno effettivamente che cos’è la luce pulsata, come funziona, i pro ma anche i contro del suo utilizzo sul corpo umano.

Che cos’è

La luce è energia elettromagnetica che viaggia nello spazio sotto forma di onde di diversa lunghezza e frequenza e come tale trova molti utilizzi in campo medico ed estetico: un esempio su tutti riguarda i raggi infrarossi, usati da molti anni per la terapia del dolore articolare e muscolare.

A differenza dei raggi infrarossi o ultravioletti, la luce pulsata non è un particolare tipo di luce con lunghezza d’onda e frequenza prestabilita, ma è una modalità di emissione della luce, come il laser: in pratica si sfrutta una lampada in grado di emettere, a impulsi, un fascio di luce composto da più raggi luminosi. La lampada è usata generalmente con filtri che permettono, di volta in volta, l’uso di una o più lunghezze d’onda combinate secondo le necessità.

Con “luce pulsata”, quindi, si indica un raggio di energia luminosa che, tramite un apposito apparecchio, i centri medici ed estetici attrezzati utilizzano per particolari trattamenti come la depilazione definitiva (fotoepilazione),  il fotoringiovanimento e la fotocoagulazione dei capillari.

Come funziona

Come il laser, la luce pulsata si basa sul principio della fototermolisi selettiva: ogni organo o tessuto contiene sostanze “esca”, dette cromofori, in grado di assorbire particolari lunghezze d’onde; tra i cromofori principali ci sono l’acqua, l’emoglobina, e la melanina, il pigmento che conferisce il colore alla pelle, al bulbo pilifero, ai capelli e alla peluria in generale.

La luce pulsata ha, quindi, la caratteristica di raggiungere i tessuti passando attraverso la cute e, tramite l’utilizzo di filtri selettivi, di poter essere indirizzata in modo preciso verso una specifica area di interesse a una determinata profondità.

Nel caso della depilazione, per esempio, l’apparecchio viene impostato sui parametri più adatti a seconda della colorazione dei peli (biondi, rossicci, castani o neri) e della pelle del soggetto. Va però detto che questa modalità di azione richiede che il pelo sia particolarmente ricco di melanina: l’uso dell’epilatore a luce pulsata è, quindi, particolarmente efficace solo su peli scuri (neri, marroni o biondo scuro), mentre lo è poco o per nulla su peli bianchi o comunque molto chiari (rossi, biondi o grigi).

Una volta indirizzata verso la cute, la luce pulsata viene attratta dalla melanina del pelo e grazie alla differenza di colore riesce a “distinguere” tra il follicolo pilifero - il suo obiettivo - e il tessuto circostante. Per questo è importante che la pelle da trattare non sia né abbronzata né appartenente a un fototipo naturalmente troppo scuro: la fototermolisi è tanto più efficace quanto maggiore è il contrasto tra la pelle chiara e i peli scuri. Inoltre, una pelle chiara ha una soglia di tollerabilità al calore maggiore rispetto a quella scura, più ricca di melanina, che è il bersaglio della luce pulsata in questi trattamenti. Di conseguenza, pelli scure sono più a rischio di effetti collaterali.

Una volta raggiunto il follicolo, l’energia luminosa si trasforma in calore e danneggia soltanto le cellule responsabili della crescita del pelo. Per essere precisi, il pelo non viene bruciato, ma il calore disattiva la matrice alla base del follicolo, responsabile della continua crescita del pelo.

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Per che cosa è utilizzata

Depilazione: la luce pulsata è in grado di danneggiare il follicolo dei peli in fase “attiva”, ossia nella fase della crescita; per questo motivo sono necessarie diverse sedute di trattamento delle medesime aree, a distanza di circa un mese l’una dall’altra, per colpire i follicoli che non si trovavano nella fase attiva durante le sedute precedenti.

Non solo serve più di una seduta per disattivare la crescita di tutti i peli dell’area trattata, ma tale disattivazione può perdurare per molto tempo, restare così definitivamente o essere lentamente riparata dall’organismo, portando alla ricrescita del pelo: ciò dipende dalla risposta soggettiva. Va pur detto, comunque, che difficilmente si ottiene una vera e propria epilazione definitiva; ecco perché sarebbe più corretto parlare di epilazione a lungo termine.

In genere, occorre rasare i peli due giorni prima della seduta e, a seconda del tipo di epilatore, può essere richiesta l’applicazione di un gel attivatore sulla pelle prima del passaggio dell’apparecchio. Una volta finita la seduta può essere applicata una crema lenitiva.

È possibile utilizzare la luce pulsata non solo per la rimozione della peluria presente sulle gambe e sulle braccia, ma anche su parti del corpo delicate come:

  • la zona dell’inguine
  • le ascelle
  • il contorno delle labbra (per eliminare i cosiddetti baffetti)
  • la zona delle sopracciglia
  • le guance.

La luce pulsata può essere usata, meglio se dopo valutazione medica, anche su quelle zone in cui la presenza di peli è conseguenza di irsutismo (per esempio, nella donna, sul seno, nell’area attorno all’areola mammaria, o sulla pancia ).

Fotocoagulazione dei capillari: con la luce pulsata si possono trattare i capillari (più correttamente detti teleangectasie) visibili sul viso (couperose) e sul corpo; in questi casi il calore generato dal raggio di luce, indirizzato alla giusta profondità, riscalda l’emoglobina all’interno dei vasi che di conseguenza si restringono e diventano molto meno visibili o scompaiono del tutto alla vista.

“Ringiovanimento” della pelle: la luce pulsata è in grado anche di ridurre pigmentazioni della pelle come, per esempio, quelle legate all’avanzare dell’età su viso, mani e collo; in questo caso l’energia luminosa dapprima scurisce le macchie che, nel giro di circa due settimane, si desquamano e lasciano il posto a pelle rigenerata. La luce pulsata viene inoltre utilizzata per la distensione delle rughe: alcune lunghezze d’onda impiegate, infatti, agiscono stimolando la formazione di nuovo collagene.

Acne: alcuni centri specializzati utilizzano la luce pulsata anche per il trattamento dell’acne con buoni risultati. In particolare, viene utilizzata per disinfettare l’acne attiva: si usa una particolare frequenza degli impulsi di luce, in grado di stimolare le difese immunitarie a distruggere i batteri responsabili dell’acne. Anche in questo caso sono necessarie più sedute.

Effetti collaterali

L’utilizzo della luce pulsata genera un leggero pizzicore nel momento del trattamento e può provocare arrossamento della zona trattata per una durata anche di qualche giorno; questo effetto è comunque generalmente transitorio e innocuo.

Durante il trattamento di solito è necessario indossare occhiali protettivi. In genere, poi, dopo la seduta, la pelle va riparata dai raggi del sole, evitando l’esposizione diretta senza filtro solare per le due settimane successive e occorre aspettare mediamente un mese prima di sottoporsi a un nuovo trattamento con la luce pulsata.

Luce pulsata: controindicazioni

Un trattamento con luce pulsata non è consigliato se le zone da trattare presentano eczemi, lesioni cutanee, escoriazioni, ferite, dermatite atopica o infezioni virali come quelle da Herpes. Allo stesso modo è controindicato in presenza di tumori cutanei e altre malattie della pelle.

In presenza di tatuaggi, macchie cutanee scure (nei, voglie, lentiggini), ma anche vene varicose e cicatrici, occorre coprire la parte e non esporla agli impulsi.

Inoltre, è bene che non si sottoponga a questo tipo di trattamenti chi assume farmaci fotosensibilizzanti, cioè che aumentano la sensibilità della cute alla luce, il cui uso abbinato alla luce pulsata potrebbe favorire la comparsa di manifestazioni cutanee impreviste, quali macchie e lesioni cutanee. Attenzione quindi a  medicinali come la pillola anticoncezionale e alcuni antinfiammatori, diuretici, antistaminici, antidepressivi, antiaritmici e antibiotici (soprattutto sulfamidici e chinolonici). Infine,  per i motivi già detti, deve evitare questo trattamento chi ha la pelle abbronzata o di un fototipo naturalmente scuro, le donne in gravidanza e, di solito, anche a quelle che allattano.

Dove si fa

I trattamenti con la luce pulsata possono essere effettuati nei centri estetici, affidandosi quindi all’opera degli estetisti, ma anche in centri medici, in genere eseguiti da dermatologi o medici estetici.

Inoltre, si trovano in commercio piccoli depilatori a luce pulsata, per lo più destinati all’eliminazione dei peli superflui, che possono essere utilizzati a casa: poiché sono piuttosto costosi, è bene sapere che i loro risultati non sono paragonabili a quelli di un trattamento professionale e che la depilazione ottenibile con il loro utilizzo in gran parte non è definitiva. Ciò nonostante, bisogna ricordare che, anche con questi macchinari, è necessario prendere le dovute precauzioni.

A cura della redazione

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Garonzi
Francesco Garonzi
Dermatologo2

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