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Vitamina A proprietà carote

Tutti i vantaggi della vitamina A

Ecco le innumerevoli attività positive di questo nutriente essenziale.

Se pensiamo alla vitamina A la prima cosa che ci viene in mente, probabilmente, sono gli occhi. La carenza di tale nutriente fu infatti correlata, all’inizio, con la comparsa di disturbi della vista. Ma le sue attività sono innumerevoli.

Grazie al suo potere antiossidante, alle proprietà antinfiammatorie, alla capacità di favorire i processi riparatori del tessuto connettivo e di stimolare la produzione di melanina nonché la differenziazione e lo sviluppo cellulare, gli ambiti d’azione della vitamina A vanno ben oltre la classica funzione nella visione.

Ecco alcune delle proprietà benefiche consolidate o anche solo suggerite da diversi studi scientifici, delle quali possiamo avvalerci.

A protezione degli occhi

Lunghe ore passate sui libri o davanti al computer mettono a dura prova la vista. Gli occhi iniziano a bruciare, tendono a lacrimare, talora ci sembra che sia entrato un bruscolino.

Ma la ribellione del nostro apparato visivo non si ferma qui: compaiono dolore e secchezza oculari, mal di testa, visione annebbiata o sdoppiata.

Uno stress che, soprattutto se continuativo, non va sottovalutato perché può provocare una progressiva riduzione della funzionalità della vista.

È bene quindi adottare alcuni accorgimenti, specie se si lavora al computer, come mantenere l’ambiente correttamente illuminato, tenersi almeno a 40 cm dal monitor.

Distogliere lo sguardo almeno per 15 minuti ogni due ore, utilizzare colliri e sostituti lacrimali ai primi sintomi di secchezza oculare ed eseguire, durante il giorno, esercizi di rilassamento, socchiudendo le palpebre per 1 o 2 minuti.

Ma non meno importante è il contributo degli antiossidanti assunti con la dieta. In particolare, l’apporto di vitamina A e carotenoidi in grado di proteggere gli occhi dallo stress da affaticamento visivo, dalle aggressioni dell’ambiente, dai radicali liberi.

E oltre a contrastare i processi di degenerazione causati dai radicali liberi, la vitamina A, insieme con la C e la E, sono un importante investimento per il futuro.

Numerosi studi hanno infatti dimostrato la loro efficacia nella prevenzione di patologie legate all’avanzare dell’età come la cataratta e la degenerazione maculare senile, principale causa di cecità nei Paesi del mondo occidentale.

A come Apprendimento

E, se con una vista buona e riposata si possono leggere pagine e pagine di nozioni, ci vuole poi anche un aiuto per elaborarle e memorizzarle.

Niente paura: secondo uno studio pubblicato su Neuroscience, la vitamina A giocherebbe infatti un ruolo importante nei processi cerebrali di apprendimento e memoria, influenzando l’attività di alcune cellule nell’ippocampo, regione del cervello che presiede a tali funzioni.

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Per la salute di bronchi

Bassi livelli plasmatici di vitamina A e vitamina C espongono a un maggiore rischio di asma. È questo l’esito di una metanalisi, pubblicata su Thorax, condotta all’Università di Nottingham passando in rassegna 40 importanti studi effettuati negli ultimi trent’anni.

L’intake alimentare di vitamina A è risultato molto ridotto nei pazienti asmatici (un terzo della dose raccomandata) rispetto ai non asmatici, sottolineano gli autori. E i soggetti che assumevano poca vitamina C avevano un rischio più elevato del 12% di sviluppare la malattia.

Sebbene non sia ancora possibile confermare un rapporto di causa-effetto tra consumo di vitamine e asma, le note proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, sia della vitamina A, sia della C rendono ragione di questi riscontri.

Uno scudo antitumorale per fumatori ed ex fumatori

Sono numerosi gli studi che hanno messo in evidenza, nei fumatori, la carenza di importanti sostanze antiossidanti, come vitamina A, vitamina C, vitamina E e selenio.

Cosicché i radicali liberi, prodotti in quantità elevata nei fumatori, possono agire indisturbati causando danni di diverso tipo.

Tra gli effetti nocivi c’è l’incremento del rischio di tumore del polmone, che rimane piuttosto elevato anche per molti anni in chi le sigarette le ha abbandonate.

Una speranza in più arriva da un derivato della vitamina A in grado di far regredire alcune lesioni precancerose nei polmoni degli ex fumatori aumentando i recettori per l’acido retinico (generalmente più basso tra i fumatori), sostanza necessaria per il normale sviluppo delle cellule epiteliali che rivestono i polmoni.

Ma anche contro il tumore del seno

E sempre un derivato della vitamina A, la fenretinide, sembra capace di prevenire le recidive del cancro mammario.

Lo afferma un team italo statunitense (National Cancer Institute e Istituto Europeo di Oncologia di Milano): nelle donne sotto i 40 anni, purché non siano ancora in menopausa, il trattamento con fenretinide è in grado di dimezzare il rischio di un secondo tumore.

Gli effetti cosmetici e non solo

Nota per le sue proprietà anti-rughe, in quanto in grado di favorire i processi riparatori del tessuto connettivo, la vitamina A è un’amica della pelle a tutto campo.

Aiutata anche dalla vitamina E e dalla vitamina C, contrasta gli effetti nocivi di inquinamento e invecchiamento rendendo la cute giovane, sana, luminosa.

Alla Michigan University Medical School, hanno dimostrato come lozioni a base di retinolo (una forma di vitamina A) danno evidenti risultati: aumento dei livelli di idratazione e dei processi di turn-over cellulare, significativa riduzione delle rughe. Anche nelle persone anziane.

Senza dimenticare che la vitamina A stimola anche la produzione di melanina, che agisce da schermo solare su tutto il corpo, proteggendo dalle radiazioni gli strati più profondi della pelle.

E non è tutto

Secondo uno studio pubblicato su Pediatrics e condotto da ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimore, la vitamina A potrebbe salvare la vita a molti bambini.

Somministrare una dose orale di tale sostanza ai neonati dei Paesi in via di sviluppo può ridurre il rischio di mortalità del 15%.

Il meccanismo? La somministrazione in primissima età sembra essere fondamentale per ridurre l’incidenza di malattie infettive, che nei Paesi meno sviluppati sono una delle maggiori cause di morte di neonati e bambini.

A cura della redazione

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Patrizia Maria Gatti
Specialista in Scienza dell’Alimentazione

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