Bruciore e prurito intimo

Potrebbe dipendere solo da una banale irritazione e scomparire presto, ma è sempre meglio indagare su un prurito intimo maschile o femminile che insorge durante o dopo i rapporti sessuali, specie se è frequente o persiste.

Una sensazione di prurito e bruciore intimo che compare in concomitanza o dopo un rapporto sessuale sono segnali che non dovrebbero essere sottovalutati, nell’uomo come nella donna.

Specie se si hanno rapporti non protetti, il disagio potrebbe essere il campanello d’allarme di una malattia sessualmente trasmissibile o di un’infezione di altra origine, causate da funghi, batteri, protozoi o virus. Per questo è sempre opportuno contattare il proprio medico o uno specialista (ginecologo per le donne, urologo o andrologo per gli uomini).

Anche se si utilizza il preservativo un prurito intimo è sempre un avvertimento che qualche cosa non va. Ecco le principali cause e alcuni rimedi che possiamo adottare.

Bruciore e prurito intimo, quando la causa è l'allergia

Un’evenienza che deve essere presa in considerazione quando compaiono eritema, puntini rosso vivo o piccoli pomfi pruriginosi sulla cute dei genitali maschili (pene, glande, scroto) o dei genitali femminili (area vulvare) oppure arrossamento sulla mucosa vaginale è una reazione allergica locale.

A scatenarla può essere il lattice, con il quale è fatta la maggior parte dei preservativi, ma anche additivi di vario tipo (profumi, lubrificanti ecc.) o prodotti quali spermicidi e simili. A volte, anche i prodotti per la depilazione dell'area genitale possono causare ipersensibilità o allergie.

Può accadere anche che la donna sia sensibilizzata allo sperma, una situazione rara e che può variare da un partner a un altro a seconda delle particolari proteine contenute nel liquido seminale di ciascuno.

Nel primo caso la soluzione è utilizzare profilattici privi di lattice, mentre nel secondo è proprio quella di usare il preservativo per proteggersi dalle proteine allergizzanti.

Per capire quali sono le cause del prurito e delle altre manifestazioni dell'allergia è necessario prestare attenzione ai dispositivi e ai prodotti che si applicano localmente nell'area genitale prima, durante o dopo il rapporto sessuale, per cercare di individuare una correlazione. Quindi, si deve provare a evitare quelli "sospetti", eliminandone uno per volta per verificare se i sintomi scompaiono o se si presentano comunque.

Se ci si accorge che a creare problemi è un materiale o un prodotto specifico, sarebbe utile consultare il medico di fiducia o uno specialista per eventuali approfondimenti allergologici (Patch test cutanei ed, eventualmente, Rast test sul sangue), necessari per precisare la natura delle allergie presenti e individuare soluzioni appropriate. Per esempio, in caso di allergia al lattice, si dovrà evitare il contatto con oggetti che lo contengono anche al di là della vita sessuale (guanti, cannule per procedure mediche ecc.).

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Bruciore intimo: se la causa non sono le infezioni 

Nella donna, rapporti sessuali in presenza di una scarsa o assente lubrificazione vaginale possono provocare micro abrasioni che causano prurito e bruciore intimo o che peggiorano tali sintomi, se già presenti.

Scarse secrezioni intime possono derivare da un qualunque fattore che modifichi il normale equilibrio della flora batterica preposta a proteggere e a mantenerne la naturale umidità e lubrificazione vaginali.

In questi casi, i principali imputati sono un’igiene intima non idonea (per esempio, a causa dell'uso di detergenti intimi aggressivi o non adatti all'area intima, di lavande vaginali oppure di lavaggi troppo frequenti), l’uso di slip e altra biancheria intima sintetica (anziché in cotone o in altri tessuti traspiranti) e indumenti troppo attillati che non favoriscono l'aerazione della cute degli organi genitali esterni. Abitudini che sono pertanto da modificare.

Anche bassi livelli di ormoni estrogeni, quali si riscontrano nelle donne in menopausa, possono interferire negativamente con la fisiologia delle mucose e causare secchezza vaginale, rendendo il coito particolarmente irritante o, addirittura, doloroso.

Bruciore intimo causato da infezioni

Il prurito intimo maschile o femminile può indicare la presenza di un’infezione. Nella donna, se il sintomo è accompagnato da perdite vaginali non usuali, caratterizzate da odore sgradevole e un colore insolito è bene consultare il ginecologo per la corretta diagnosi e individuare la terapia adatta.

Si può trattare di un'infezione sessualmente trasmissibile come la tricomoniasi, causata da un piccolo parassita (per la precisione, il protozoo Trichomonas vaginalis), oppure di gonorrea o clamidia, entrambe malattie di origine batterica (dovute, rispettivamente, alla proliferazione di Neisseria gonorrhoeae e Chlamydia trachomatis); o, ancora, di un herpes genitale, dovuto a un virus che causa lesioni caratteristiche formate da bollicine raggruppate, in rilievo, che si moltiplicano rapidamente (simili a quelle dell'herpes delle labbra).

Un caso a parte è rappresentato dall’infezione dei genitali da parte del fungo Candida albicans (candidosi), che è facilmente riconoscibile da chi ne è già stato colpito almeno una volta. Segni caratteristici della candidosi sono l'intenso arrossamento, dolore e gonfiore delle mucose vaginali e, a volte, della cute dell'area inguinale, che vengono rivestite di una patina grumosa e biancastra, simile a ricotta. Inoltre, la candidosi si può associare a vulvodinia, una sensazione di dolore cronico intenso persistente e bruciore a livello della vulva.

La vaginite da Candida può insorgere per un abbassamento delle difese immunitarie e uno squilibrio della flora batterica vaginale (per esempio, indotti da una terapia antibiotica per bocca, da un'altra malattia o dallo stress). Inoltre, l’assunzione della pillola anticoncezionale, una dieta a base di alimenti ricchi di zuccheri semplici o patologie come il diabete possono favorire episodi ricorrenti di candidosi.

Se è questa che causa prurito e bruciore durante o dopo i rapporti, per contrastare la proliferazione fungina e ottenere sollievo dai sintomi si possono usare in autonomia creme o altri preparati antimicotici (per esempio, capsule od ovuli vaginali), acquistabili in farmacia senza ricetta. Se si tratta del primo episodio, tuttavia, è comunque preferibile rivolgersi al medico prima di ricorrere a qualsiasi trattamento (compresi i rimedi naturali), per essere certi che si tratti proprio di candidosi e di curarla in modo adeguato.

Anche il partner potrebbe presentare eruzioni cutanee pruriginose sui genitali, ma spesso negli uomini la proliferazione della Candida albicans resta del tutto asintomatica. Per risolvere definitivamente il problema è consigliabile che anche il partner effettui il trattamento con una crema anti-fungina per uso esterno. 

Se non si adotta questa cautela di prevenzione, per la donna esiste un significativo rischio di nuova ricaduta nell’infezione dopo la guarigione del primo episodio di candidosi, con conseguente prolungamento dei fastidi e dei tempi di trattamento per entrambi i partner, nonché della necessità di astenersi dai rapporti intimi, con un impatto negativo sulla sessualità.

Infine, se il prurito e il bruciore sono particolarmente intensi durante la minzione e si accompagnano al bisogno frequente di urinare e, in alcuni casi, alla presenza di sangue nelle urine, allora la causa potrebbe essere un’infezione delle vie urinarie, che può provocare un’infiammazione della vescica (cistite). 

Il caso della vaginosi batterica

Un altro disturbo intimo frequente nella donna è la vaginosi batterica, determinata dall'eccessiva proliferazione di alcuni germi di norma presenti in piccole quantità nella flora vaginale sana, costituita principalmente da lattobacilli.

L'insorgenza di questa condizione è favorita da tutte le circostanze che possono alterare le difese della mucosa o far aumentare il pH vaginale (rendendolo meno acido, ossia pH > 4,5), come l'uso di un detergente intimo aggressivo, le terapie antibiotiche sistemiche, lo stress, nonché l'impiego dei preparati antibiotici locali necessari per combattere la vaginosi stessa o altre infezioni genitali.

La presenza di vaginosi batterica si riconosce soprattutto per l'intenso odore di pesce avariato delle secrezioni vaginali (che può essere più intenso dopo i rapporti sessuali o durante il ciclo mestruale), che assumono un colore bianco-grigiastro e possono diventare più abbondanti del normale. Sono invece di solito assenti sintomi tipici di un'infiammazione locale, come bruciore e prurito.

Per confermare la presenza di vaginosi batterica si possono effettuare test rapidi per l’autodiagnosi (con tampone vaginale), acquistabili in farmacia senza ricetta medica e molto semplici da usare, mentre per i trattamenti è necessario rivolgersi al medico o al ginecologo, che prescriverà le cure necessarie, valutando la presenza di eventuali controindicazioni. Risulta utile in questi casi, l’applicazione locale di gel per esempio a base di acido lattico e glicogeno, per riportare l'acidità vaginale a valori normali (pH 3,5-4,0),  promuovere la riformazione della flora vaginale sana e per la prevenzione di nuovi episodi  

Oltre che per eliminare il disagio intimo, riconoscere e trattare la vaginosi batterica è importante perché la sua presenza incrementa le probabilità di contrarre un'altra malattia sessualmente trasmissibile e, nella donna in gravidanza, aumenta il rischio di parto pretermine, complicanze gestazionali e basso peso alla nascita del bambino.

Nella seguente tabella sono riassunti i sintomi delle principali infezioni vaginali.

Candida vaginale Vaginosi batterica Tricomoniasi
Assenza di odori sgradevoli Presenza di intenso odore sgradevole simile al pesce avariato Presenza di odore sgradevole
Perdite vaginali bianche simili a ricotta Perdite grigio-biancastre liquide Dolore durante la minzione
Prurito, arrossamento/eritema Disagio vaginale Prurito o irritazione intima
Bruciore intimo intenso Raramente prurito, irritazione o bruciore intimo Dolore durante i rapporti sessuali (dispaurenia)
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Rimedi da adottare sempre

Per scongiurare o contrastare fastidi durante i rapporti sessuali, è comunque sempre bene seguire i consigli del ginecologo, come per esempio quello di evitare l'uso di un detergente troppo aggressivo che già di per sé irrita le parti intime, facilitando l'insorgenza di arrossamento, desquamazione e prurito intimo, fino a indurre vere e proprie dermatiti nelle persone più sensibili o predisposte.

Soprattutto in caso di prurito e fastidio si tende a lavare le parti intime più spesso: a maggior ragione devono essere usati prodotti delicati specifici, meglio se con prolungata azione lenitiva , come quelli che contengono glicina.

In ogni caso, bisogna fare attenzione a mantenere il corretto equilibrio della flora batterica vaginale. Se si soffre spesso di disturbi e bruciore intimo di diversa natura, specie in caso di candidosi ricorrente, è bene proteggere l’ecosistema vaginale riequilibrandolo con fermenti lattici probiotici (ceppi selezionati di lattobacilli), oggi disponibili anche per la somministrazione locale, sotto forma di capsule vaginali.

Rispetto ad analoghi prodotti probiotici contro l'infezione da Candida albicans da assumere per bocca, le formulazioni in capsule vaginali hanno il vantaggio di “somministrare” i fermenti lattici direttamente nel punto in cui devono agire e in quantità più elevata, senza interferenze legate all’assorbimento intestinale. 

Inoltre, per non incorrere in episodi ricorrenti di candida, è bene seguire un’alimentazione povera di zuccheri, cambiare spesso gli assorbenti interni e indossare biancheria traspirante.

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