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Pubblicato: 20 Luglio 2020 Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre 2020

Orticaria da stress

È una forma di orticaria probabilmente più diffusa di quanto si pensi. Causa intenso prurito e la formazione di pomfi che compaiono all’improvviso quando si vivono momenti di particolare ansia e tensione.

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La pelle è la prima barriera con il mondo esterno, ma può rispecchiare anche il nostro stato di salute interiore. Se siamo stressati, stanchi e giù di corda potrebbero fare la loro comparsa o peggiorare malattie di cui già soffriamo, come dermatiti e herpes labiale. Non solo, alcune persone possono manifestare il proprio disagio emotivo anche con la cosiddetta orticaria da stress.

Che cos’è l’orticaria

L’orticaria è la manifestazione cutanea più frequente in assoluto: colpisce circa una persona su tre, almeno una volta nella vita. Interessa sia adulti sia bambini e può essere acuta, quando dura pochi giorni e comunque regredisce entro le sei settimane, oppure cronica, quando l’eruzione della pelle persiste oltre le sei settimane. 

Le forme acute sono in genere provocate da reazioni allergiche ad alimenti, farmaci, imenotteri (api, vespe ecc.): spesso ci si sensibilizza in modo improvviso, per cui allergeni che non hanno mai creato problemi, di punto in bianco scatenano la reazione cutanea. Talvolta forme acute di orticaria sono associate a recenti malattie infettive, soprattutto nei bambini. 

Le forme croniche hanno meno spesso una causa strettamente allergica, ma sono piuttosto di origine autoimmune (quindi causate da una reazione anomala del sistema immunitario) o possono essere una spia di malattie come l’epatite, le malattie infiammatorie croniche intestinali o infiammazioni polmonari; o ancora possono essere dovute a fattori fisici (temperatura calda o fredda, sole, acqua molto calda, pressione ecc.), a uno sforzo fisico o rappresentare una reazione al fatidico stress. Purtroppo in oltre la metà dei casi non è possibile individuare la causa dell’orticaria cronica. 

Le cause e i sintomi dell’orticaria da stress

Sebbene sia considerato un fattore psicologico, lo stress può avere ricadute sul nostro corpo e in particolare sulla pelle. Il rapporto tra orticaria e stress è infatti più stretto di quanto si pensi. 

Quando siamo stressati, fisicamente o mentalmente, il nostro organismo rilascia alcuni ormoni, come il cortisolo, che viene definito non a caso “ormone dello stress”. Se non si interviene in alcun modo, il corpo può iniziare a produrre istamina in eccesso. Il rilascio da parte dell’organismo di questo mediatore chimico in genere si verifica quando si viene a contatto con sostanze a cui si è allergici, inducendo la formazione dei tipici pomfi pruriginosi che caratterizzano l’orticaria.

L’orticaria da stress, come del resto l’orticaria in generale, a prescindere dalla causa ha infatti in genere una sintomatologia inconfondibile. I pomfi ricordano le punture di zanzara e di solito causano un intenso prurito. Queste lesioni così tipiche possono:

  • essere localizzate solo a livello di una parte del corpo o essere diffuse
  • essere di piccole dimensioni oppure presentarsi sotto forma di agglomerati
  • persistere da pochi minuti ad alcune ore, per poi scomparire e tornare a manifestarsi in altre zone cutanee. 

In alcuni casi, sono accompagnati da un gonfiore che interessa la parte più profonda del derma e il tessuto sottocutaneo.

Come l'orticaria, anche la dermatite può essere causata o peggiorata dallo stress. L'unico sintomo che però le accumuna è il prurito; la dermatite, infatti, a differenza dell'orticaria, si manifesta con uno sfogo cutaneo da stress caratterizzato non da pomfi, ma da aree di cute infiammata, secca e in alcuni casi desquamata o con presenza di vescicole e croste.

Orticaria da stress: come riconoscerla

Capire la causa all’origine dell’orticaria non è così semplice. Se il rash cutaneo è isolato e non molto esteso, non occorre approfondire. Ma se il paziente non risponde al trattamento di base con antistaminici oppure si presentano episodi ricorrenti con una reazione cutanea forte, vale la pena sottoporsi a una visita specialistica e ad alcuni esami per una diagnosi più precisa. 

Il primo passo di solito è escludere che le manifestazioni cutanee siano legate un’allergia. Per questo motivo, soprattutto se l’orticaria non è un fenomeno occasionale, è utile sottoporsi ad alcuni test allergologici come i prick test o esami del sangue per la ricerca nel siero di anticorpi IgE specifici per gli allergeni che si sospettano come possibile causa dell’orticaria. Per escludere invece allergie ai farmaci si possono effettuare test di scatenamento (challenge). 

È bene tenere presente che i test cutanei non vanno eseguiti quando è in corso un episodio di orticaria perché i pomfi e il prurito già presenti e/o la reattività delle cute possono dare luogo a risultati falsamente positivi. Allo stesso modo i test cutanei vanno rimandati se il soggetto ha già iniziato ad assumere una terapia antistaminica, in quanto può “mascherare” eventuali risultati positivi (in questo caso si parla di “falsi negativi”).

Se viene esclusa una componente allergica, possono essere utili:

  • l’esame parassitologico delle feci e lo scotch test per escludere infezioni parassitarie intestinali (più frequenti nei bambini in età prescolare)
  • la ricerca di autoanticorpi anti-tiroide responsabili di una patologia definita tiroidite autoimmune, a cui spesso si associa l’orticaria
  • la ricerca dell’infezione da Helicobacter pylori, il batterio che colonizza lo stomaco e che talora è responsabile di una forma di orticaria associata a gastrite

L’orticaria da stress, che in genere è un fenomeno ricorrente o addirittura cronico, può quindi essere ipotizzata solo dopo aver escluso altre cause più facilmente “dimostrabili”.

Orticaria da stress in gravidanza

Durante il periodo della gravidanza non è così raro che la futura mamma sviluppi un forte prurito, a volte circoscritto, in altri casi diffuso. Le cause possono essere diverse: anche durante la dolce attesa è possibile per esempio che si manifesti un’orticaria da stress pruriginosa. In altri casi il prurito può essere la conseguenza dello “stiramento” della pelle a causa dell’aumento di volume della pancia nelle ultime settimane, o di una patologia chiamata colestasi gravidica.

Se il prurito è intenso, si accompagna a pomfi e non si risolve da solo in pochi giorni, è sempre buona regola parlarne con il proprio ginecologo per valutare il da farsi.

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Rimedi per l’orticaria da stress

Per contrastare prurito e gonfiore che si associano all’orticaria si usano in prima battuta gli antistaminici. Se questi non portano ai risultati sperati e il problema persiste si può prendere in considerazione l’uso del cortisone per via orale, che va assunto solo per alcuni giorni per attenuare il disturbo. Purtroppo, spesso, una volta sospesa la terapia, l’orticaria può ricomparire, soprattutto se non è chiara la sua origine e non si riesce a intervenire sui fattori scatenanti. 

Quando l’orticaria da stress è un fenomeno cronico si può fare un tentativo protraendo per lunghi periodi (mesi) la terapia antistaminica al massimo dosaggio. Nei casi che non rispondono a questo trattamento si può ricorrere alla somministrazione di farmaci biologici per via sottocutanea. Tale terapia viene effettuata in ambiente ospedaliero e rappresenta uno strumento terapeutico molto efficace nei casi di orticaria cronica di più difficile gestione, che devono essere attentamente selezionati dallo specialista.

Sul fronte dell’alimentazione, se non sono emerse correlazioni con un particolare cibo, non occorre modificare la propria dieta. In alcuni casi si consiglia di sospendere per un periodo i prodotti alimentari ricchi di istamina (formaggi, salame, vino rosso, pesce, salsa di soia, aceto, pomodori, spinaci, melanzane ecc.) che potrebbero provocare l’eruzione cutanea. Tuttavia, non ci sono dati che dimostrino l’efficacia di questo approccio, tranne nelle situazioni in cui sia evidente un’intolleranza all’istamina.

Consigli anti-stress

Come già accennato, un presupposto indispensabile per prevenire nuovi episodi di orticaria da stress è contrastare lo stress stesso, sia esso fisico o psicologico. Alcuni espedienti potrebbero aiutare: innanzitutto, imparare a rilassarsi ricorrendo a tecniche di rilassamento, meditazione o yoga, da praticare ogni giorno, anche solo per pochi minuti. È utile anche inserire nella routine quotidiana un’attività fisica aerobica come la camminata o sport come il nuoto, e ritagliarsi del tempo per stare gli amici o dedicarsi a un hobby. 

Se si è sopraffatti dal lavoro, magari perché si riveste una posizione di responsabilità, bisognerebbe cercare di delegare, quando possibile, e di prendersi degli spazi per se stessi. 

Dormire bene è un presupposto indispensabile per affrontare giornate dense di impegni ed evitare lo stress. Ovviamente più si è stressati, maggiori sono le difficoltà a dormire sonni sereni, ma una buona igiene del sonno e alcuni accorgimenti possono essere d’aiuto, come per esempio:

  • andare a dormire e svegliarsi a orari regolari
  • utilizzare la stanza da letto solo per dormire
  • evitare pasti serali abbondanti
  • evitare gli alcolici e il fumo nelle ore serali
  • non intraprendere attività impegnative e coinvolgenti sul piano fisico e mentale prima di coricarsi
  • ridurre i caffè

Per favorire il sonno si può anche ricorre a rimedi naturali con proprietà calmanti, come la passiflora e la valeriana, oppure a integratori base di melatonina.


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