Pubblicità

FANS: ecco come agiscono

Spengono l'infiammazione, tolgono il dolore e abbassano la febbre. Con un unico meccanismo d'azione.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 5 minuti
fans azione farmacologica

Spengono l'infiammazione, tolgono il dolore e abbassano la febbre. Con un unico meccanismo d'azione.

I farmaci antinfiammatori non steroidei, comunemente noti con la sigla FANS, sono una classe abbastanza ampia ed eterogenea di composti accomunati dalla capacità di ridurre l’infiammazione e il dolore.

A questa proprietà si aggiunge anche l’azione antipiretica, vale a dire la capacità di abbassare la temperatura corporea in caso di febbre.

Quali sono

Sono FANS l’acido acetilsalicilico e l’ibuprofene (di norma utilizzati a scopo analgesico e antipiretico), il naprossene, il ketoprofene e il diclofenac (normalmente usati come antinfiammatori e antidolorifici in caso di disturbi articolari, mal di testa intenso, il mal di denti e le nevralgie).

Dal momento che l’infiammazione è un meccanismo fisiologico dell’organismo che può svilupparsi sia localmente, in risposta a traumi accidentali o a microlesioni di organi e tessuti, sia a livello sistemico (di solito, a causa di patologie infiammatorie su base immunitaria), i FANS in medicina trovano un impiego estremamente esteso e diversificato.

Per avvalersi al meglio delle loro proprietà, nel corso degli anni, per ciascuno dei diversi principi attivi sono state sviluppate molteplici formulazioni allo scopo di consentirne un uso ottimale in relazione alla ragione che ne motiva l’assunzione.

Pubblicità

Contro dolore e infiammazione

In caso di dolore e infiammazione acuta localizzata (una contusione, il mal di schiena eccetera) sono indicate formulazioni topiche da applicare sulla zona interessata, come creme, gel, unguenti, spray e cerotti a lento rilascio.

In presenza di condizioni infiammatorie generalizzate (come l’artrite o la gotta), di dolore molto intenso o in caso di febbre o mal di testa si deve, invece, optare per formulazioni orali, quali compresse da masticare, da deglutire o effervescenti, capsule e bustine di granulato solubile, oppure supposte.

In genere, l’azione dei FANS è rapida e si instaura nell’arco di 30-60 minuti. Che siano assunti per bocca o localmente, il meccanismo alla base del loro effetto terapeutico non cambia.

Tutti i FANS, seppur con intensità leggermente diversa a seconda dello specifico principio attivo, riducono l’infiammazione e il dolore bloccando la trasformazione dell’acido arachidonico in prostaglandine, sostanze naturalmente prodotte dall’organismo in caso di traumi o lesioni tissutali e da cui dipende l’avvio del processo infiammatorio.

Due enzimi bersaglio

I FANS tradizionali (come quelli già citati) agiscono bloccando entrambi gli enzimi necessari per la produzione delle prostaglandine, chiamati COX-1 e COX-2.

FANS di introduzione più recente, invece, agiscono soltanto sulle COX-2, principalmente implicate nella risposta infiammatoria periferica.

Questa caratteristica li rende preferibili in caso di uso prolungato (per esempio, nel trattamento dei disturbi articolari cronici) o nei soggetti sensibili a livello gastrico perché l’inibizione della COX1, specie se prolungata, può esporre le pareti dello stomaco all’azione lesiva dell’acido cloridrico.

Tuttavia, gli inibitori selettivi della COX-2 possono avere effetti negativi sul sistema cardiocircolatorio, ragione per cui il loro impiego è più limitato degli altri FANS e richiede il controllo del medico.

Inoltre, per evitare problemi di irritazione gastrica in persone adulte prive di disturbi gastroenterici specifici e che non facciano un uso prolungato di FANS, è sufficiente assumere questi farmaci a stomaco pieno, senza mai superare i dosaggi e i tempi di trattamento indicati sulla confezione o prescritti dal medico.

Abbassare la temperatura

Anche l’effetto antipiretico di FANS come l’acido acetilsalicilico e l’ibuprofene si instaura attraverso un meccanismo in cui sono implicate le prostaglandine, ma in questo caso l’azione specifica si esplica a livello del sistema nervoso centrale, ossia nel centro cerebrale che regola la temperatura corporea.

Quando la concentrazione delle prostaglandine nel cervello aumenta questo “termostato naturale” si regola verso una temperatura più alta, oltre la soglia di normalità (37,0-37,5°C), perché l’aumento della temperatura corporea contrasta la replicazione degli agenti infettivi (batteri e virus).

Bloccando la produzione di prostaglandine, i FANS indirettamente ripristinano la regolazione della temperatura verso i valori fisiologici, contrastando la febbre.

Rosanna Feroldi

CONSULTA IL DOSSIER "MAL DI TESTA"
VIDEO

Antidolorifici, conoscerli per usarli al meglio

Foto corrado giua

Ne esistono diversi tipi e non tutti agiscono alo stesso modo. Intervista al farmacologo Corrado Giua.

LEGGI TUTTO
Fotogallery

Influenza, i vantaggi della corteccia del salice

  • Fotolia 49584851 s

    Antinfiammatori, molecole dalle mille virtù

    Sono molti i disturbi che accompagnano i malanni invernali, ma possiamo tenerli a bada tutti affidandoci a un antinfiammatorio non steroideo (Fans), come per esempio l’acido acetilsalicilico scoperto, già nell’antichità, nella corteccia del salice da cui prende il nome. Grazie all’inibizione della ciclossigenasi riduce la produzione di prostaglandine coinvolte nella comparsa di febbre, infiammazione e dolore.

  • Fotolia 20197114 s

    Quando la febbre ci abbatte

    Il rialzo della temperatura corporea è una reazione che il nostro organismo mette in atto per difendersi dalle aggressioni di virus e batteri. Ma quando sale troppo, però, causa molti disagi. La riduzione di prostaglandine mediata dai Fans, come per esempio l’acido acetilsalicilico, agisce sui centri ipotalamici della termoregolazione abbassando in breve tempo la febbre.

  • Fotolia 20193853 s

    Quei dolori diffusi misti a malessere

    È esperienza comune che durante l’influenza ci si senta “tutti rotti”. L’attivazione dei nostri sistemi di difesa dalle infezioni causa infatti il rilascio di sostanze che inducono infiammazione anche nei tessuti muscoloscheletrici. Ecco perché i Fans, con la loro attività antinfiammatoria, alleviano efficacemente anche i dolori muscolari.

  • Fotolia 55751882 s

    Non lasciamoci prendere per il naso

    A seguito di un’infezione delle vie respiratorie si ha un aumento dei mediatori dell’infiammazione nelle mucose, che si traduce in una congestione nasale e nella produzione di muco. La spiccata azione antinfiammatoria dei Fans è utile anche in questo caso: aiuta a ridurre la congestione e a evitare che l’infiammazione si estenda ai seni paranasali e alla gola.

  • Fotolia 38391794 xs

    Se a far male è la gola

    Può essere stato l’abbondante muco che cola di continuo nella gola oppure uno sbalzo di temperatura che ha favorito un’infezione, o ancora un’irritazione dovuta ad agenti esterni. Fatto sta che quando la gola brucia, si fa fatica a deglutire e anche a parlare si vorrebbe che il dolore passasse in un soffio. Anche in questo caso l’acido acetilsalicilico è in grado di ridurre infiammazione e dolore alla gola.

  • Fotolia 52131918 s

    Quell’odioso cerchio alla testa

    A volte è proprio la febbre a causare cefalea, altre volte compare per l’infiammazione dei seni paranasali, ma può insorgere anche per stanchezza, stress, e per mille altre cause. In ogni caso, l’acido acetilsalicilico oltre ad abbassare la febbre e ridurre l’infiammazione ha anche un effetto antidolorifico, che risulta assai utile per spegnere in fretta il mal di testa.


CONSULTA L’ARCHIVIO DI FARMACI
Torna su