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Celiachia: può diminuire l’efficacia della pillola anticoncezionale?

La celiachia può condizionare la scelta dei metodi contraccettivi: è bene valutare con il medico se affidarsi alla pillola anticoncezionale.

La celiachia può condizionare la scelta dei metodi contraccettivi: è bene valutare con il medico se affidarsi alla pillola anticoncezionale.

La pillola anticoncezionale è uno dei sistemi anticoncezionali più diffusi, sia per la praticità e la semplicità d’uso, sia per l’efficacia che arriva al 99% fin dai primi giorni di utilizzo. Agisce bloccando l’ovulazione, grazie all’azione degli ormoni che contiene (estrogeni, progesterone, estradiolo, in combinazioni e dosaggi differenti a seconda del tipo di pillola).

La sua efficacia, come quella di tutti i farmaci assunti per via orale, può essere però compromessa da particolari condizioni dell’apparato digerente che ne impediscono l’assorbimento completo e non rendono quindi disponibili i principi attivi nelle concentrazioni necessarie perché siano efficaci. Si pensi, per esempio, a episodi di vomito e diarrea o al trattamento con antibiotici che modificano la flora intestinale, oppure alla celiachia, infiammazione cronica dell'intestino tenue scatenata dall'ingestione di glutine.

Il danno ai villi intestinali

Nelle persone con celiachia l’ingestione del glutine, un complesso proteico presente in molti cereali, scatena una reazione immunitaria che danneggia i villi della mucosa intestinale. È grazie ai villi che i nutrienti vengono assorbiti attraverso le pareti dell’intestino tenue, per poi passare nel sangue. Se i villi sono danneggiati, anche se ci si nutre non si trattengono le sostanze nutritive. Oppure, nonostante si assumano farmaci, non si ottengono gli effetti sperati.

Il malassorbimento incide sull’attività del farmaco

Una dieta priva di glutine, nella quasi totalità dei casi, “spegne” la malattia. Progressivamente i villi intestinali danneggiati si riparano e l’assorbimento dei nutrienti a livello intestinale torna normale.

Quando la celiachia è in remissione e gli anticorpi specifici (EMA e IgA ) sono negativi non vi è alcuna controindicazione all’utilizzo della pillola ormonale, perché vi sono tutte le condizioni perché il farmaco possa essere assorbito nel dosaggio corretto e possa quindi avere un’azione contraccettiva efficace.

Se la remissione della patologia non è ancora completa o la donna non è consapevole di soffrire di celialchia, gli ormoni possono non essere assorbiti completamente e quindi la pillola può perdere parte o addirittura tutta la sua efficacia: nel primo caso possono comparire irregolarità del ciclo o perdite ematiche, nel secondo si può essere esposte al rischio di gravidanze non desiderate.

Quando vi sono problemi di malassorbimento, quindi, è più sicuro optare per altri metodi contraccettivi ormonali, come il cerotto transdermico o l’anello vaginale, che agiscono indipendentemente dall’attività dell’intestino.

La scelta del contraccettivo giusto si fa con il medico

Secondo le stime, 5 celiaci su 6 non vengono individuati e sarebbero circa 248.000 in Italia le donne celiache inconsapevoli. I sintomi, infatti, sono spesso sottovalutati.

I segnali che devono mettere in allarme sono vari da persona a persona, ma i più frequenti sono alcuni disturbi gastrointestinali persistenti, come vomito, diarrea, costipazione, gonfiori e dolori addominali, dimagrimento immotivato, ma anche mal di testa o anemie.

Quando si discute di anticoncezionali orali con il proprio ginecologo è importante riferire anche questi sintomi. Questo consente al medico di avere tutte le informazioni per valutare correttamente la situazione e consigliare il metodo contraccettivo più indicato per ottenere la massima affidabilità e sicurezza.

Raffaella Tavan

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