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Vegetarianesimo, pro e contro

La dieta vegetarina può essere un regime molto salutare. A patto che, come in tutte le cose, la si segua con criterio e sapendo quali sono le esigenze del nostro organismo.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti
Vegetarianesimo dieta vegetariana pro contro

La dieta vegetariana è salutare, ma bisogna fare attenzione a eventuali carenze di nutrienti, specie nell’età dell’accrescimento e nella gravidanza.

In maniera grossolana si possono chiamare vegetariani coloro che non mangiano carne. Per essere più precisi, però, è meglio specificare che esistono svariate “sfumature” della dieta vegetariana.

Si va da una dieta ricca di vegetali, ma che non elimina latte e uova (latto-ovo-vegetariana) alle diete vegetariane “strette” che non prevedono alcuna traccia animale e che rifiutano tutto ciò che è prodotto da esseri viventi, persino il miele (vegana).

Ci sono poi anche quelli che mangiano soprattutto vegetali e anche il pesce, ma non la carne. Infine, esistono anche le diete vegetariane a base di sola frutta (dieta fruttariana).

Lasciando tutto lo spazio possibile alla “fantasia vegetale”, dal punto di vista dei reali fabbisogni nutritivi che cosa significa adottare una dieta vegetariana? È rischioso per la salute?

Quello che c’è

Si è data grande enfasi alla salubrità dei regimi vegetariani, puntando il dito sui colpevoli di sempre: i grassi saturi presenti soprattutto nelle carni rosse e dei prodotti da queste derivati (salumi, insaccati, strutto, lardo).

In realtà, le loro proprietà negative sono arcinote, ma a volte sono ingiustamente denigrati.

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È ormai accertato, dai risultati di differenti studi, come la dieta vegetariana rappresenti un regime alimentare salutare, grazie al contenuto in fibre (funzioni intestinali) e altri fitoderivati (derivati vegetali).

Queste componenti sono molto importanti per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Le persone che ne consumano buone quantità, di fatto, appaiono meno esposte al rischio di ipertensione, ictus, infarto e di alcuni tipi di tumori. E anche al sovrappeso.

Un altro pregio importante delle diete vegetariane è il contenuto in minerali (legumi) e vitamine con alto potenziale antiossidante (la C, la A e la E).

Quello che manca

Abbandonare del tutto gli alimenti di provenienza animale, significa però rinunciare a ferro, zinco, acidi grassi omega-3 (pesci) e alla vitamina B12 (carni).

E queste rinunce si ripercuotono soprattutto sulla struttura e le funzioni del tessuto nervoso.

Anche la vitamina D e il calcio sono alquanto carenti: specie nelle diete dei vegani lo sono così tanto da intaccare la densità minerale ossea.

E questo, come è stato dimostrato, comporterebbe i danni più gravi nei bambini e negli adolescenti, nei quali l’accrescimento osseo e in piena attività. Per non parlare delle giovani donne in gravidanza.

Pro o contro?

Come sempre la scelta migliore starebbe nel mezzo. Noi mediterranei abbiamo la fortuna di avere a disposizione tanta buona frutta e verdura fresca, ma da sole, almeno in determinati periodi della vita, rischiano di essere del tutto insufficienti.

Ricordarsi di inserire legumi, per le proteine, e cereali integrali (ma che lo siano davvero) per il ferro e, almeno un paio di volte la settimana, aggiungere formaggi e uova, per assicurare l’apporto adeguato di vitamina B12.

E, in ogni modo, prima di iniziare a seguire un qualsiasi regime alimentare ristretto è sempre opportuno verificare se sono presenti carenze particolari, per esempio di ferro o altri minerali, o se si soffre di qualche intolleranza o malassorbimento.

È davvero possibile comprare frutta e verdura a chilometro zero? Scoprilo in questo video.

Patrizia Maria Gatti

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Specialista in Scienza dell’Alimentazione

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A cosa servono le vitamine

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    Vitamina A

    Fondamentale per la vista, una sua eventuale carenza comporterebbe problemi agli occhi. Ma non solo: è anche un potente antiossidante ed è dotata di proprietà antinfiammatorie. Secondo una ricerca pubblicata su Neuroscience, la vitamina A sembra essere coinvolta anche nei processi cerebrali di apprendimento e memoria, dal momento che agisce su alcune cellule dell’ippocampo deputate a queste funzioni.

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    Vitamine del gruppo B

    L’unione fa la forza: se prese tutte assieme, le vitamine del gruppo B danno una grossa mano soprattutto agli studenti. Oltre a partecipare alle reazioni a cui vanno incontro i nutrienti per essere trasformati in energia, infatti, sono coinvolte a vari livelli nei processi cognitivi, come l’apprendimento, la memoria e la capacità di concentrazione.

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    Vitamina B9 (acido folico)

    È la vitamina delle future mamme: se è in arrivo un bebè è importante che la donna assuma un integratore a base di acido folico, per prevenire la spina bifida nel figlio. Oltre a ciò, l’acido folico lavora in stretta collaborazione con la vitamina B12 nella formazione dei globuli rossi e nella funzionalità del ferro.

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    Vitamina C

    Nota soprattutto per le sue proprietà di rinforzo del sistema immunitario, preziosa quindi durante il periodo dei malanni invernali, la vitamina C esercita anche un’azione positiva sulla sintesi di collagene, quindi è in grado di irrobustire i vasi sanguigni, favorire la guarigione delle ferite e delle fratture ossee e mantenere sani i denti e le gengive.

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    Vitamina D

    Essenziale per le ossa e i denti, la vitamina D interviene anche nella regolazione del metabolismo del calcio e del fosforo, regolandone l'assorbimento intestinale. È prodotta dalla pelle soltanto se esposta alla luce del sole.

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    Vitamina E

    È un potentissimo antiossidante, quindi protegge i vari tessuti (compresa la pelle) dai danni provocati dai radicali liberi, responsabili dei processi di invecchiamento cellulare. Svolge un ruolo importante anche nel rinforzare il sistema immunitario.

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    Vitamina H (biotina)

    Svolge un ruolo importante nel funzionamento del midollo osseo e nella salute della pelle e soprattutto dei capelli. In più contribuisce alla formazione degli acidi grassi e facilita il metabolismo degli aminoacidi e dei carboidrati.

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    Vitamina K

    Nota anche vitamina antiemorragica, nel senso che la vitamina K è coinvolta nella coagulazione del sangue: è infatti indispensabile per la normale produzione, a livello del fegato, dei fattori della coagulazione.

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    Vitamina P (niacina)

    Coinvolta nella regolazione del sistema nervoso (sembra svolgere un ruolo nel controllo dell’ansia) e nel metabolismo di carboidrati, grassi e proteine. La sua azione più nota è quella di prevenzione nei confronti della pellagra, una malattia legata alla sua carenza un tempo molto diffusa.


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