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Stanchezza cronica o passeggera? Ecco le differenze

Distinguere è importante. Scopri come fare.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 3 minuti
Stanchezza cronica o passeggera?

La sindrome da stanchezza cronica è una vera e propria malattia, ma per fortuna è molto rara. Nella maggior parte dei casi si tratta di fenomeni passeggeri e facilmente risolvibili.

A chi non è mai capitato di sentirsi stanco già al mattino, far fatica ad alzarsi dal letto per poi iniziare la giornata di malumore ed affrontare gli impegni di tutti i giorni con la sensazione di non avere le energie necessarie?

Capita non di rado che lo stress o il superlavoro, ma anche i cambiamenti climatici tipici dell’autunno e della primavera o il caldo afoso della stagione estiva mettano alla prova il nostro organismo.

In questi casi il risultato è una estrema stanchezza psicofisica anche dopo un adeguato riposo notturno. Calano le energie, l’attenzione e la concentrazione vengono meno, si hanno vuoti di memoria e sbalzi d’umore. Talvolta anche riduzione dell’appetito e alterazioni del ritmo sonno-veglia.

Se questa condizione perdura da mesi, è associata ad altri disturbi non specifici, come per esempio mal di testa, dolori muscoloscheletrici, malessere generale, è consigliabile consultare il proprio medico per escludere malattie che potrebbero essere alla base di questo sintomo.

Compresa la Sindrome da Stanchezza Cronica, o Sindrome da Fatica Cronica, caratterizzata da una stanchezza prolungata e debilitante che per definizione si protrae per almeno sei mesi, e che va attentamente monitorata dallo specialista.

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Fatica passeggera, ecco che cosa fare

Per fortuna nella grande maggioranza dei casi lo stato di spossatezza psicofisica è passeggero e spesso si accompagna a una carenza di minerali quali magnesio e potassio e vitamine del gruppo B, essenziali per il buon funzionamento del sistema muscolare e di quello nervoso.

Ritrovare energia e recuperare tutta la nostra efficienza allora è molto più facile: basta seguire alcune semplici regole e rifornire il nostro organismo di tutto ciò di cui ha bisogno.

Anzitutto, com’è ovvio, è necessario concederci un buon riposo notturno, cercando di dormire almeno sette, otto ore a notte.

Poi, si deve porre massima attenzione anche all’alimentazione. Per fare il pieno di vitamine e minerali mettiamo a tavola frutta e verdura fresche in quantità, e consumiamo pasti leggeri e vari, privilegiando cereali integrali e legumi, yogurt, pesce e uova.

Ma se la sonnolenza ci accompagna comunque durante il giorno e la nostra mente fatica a seguire i ritmi normali, possiamo aiutarci con integratori appositamente formulati, che contengono il giusto mix di minerali associati a vitamine del gruppo B e vitamina C.

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Pgatti Patrizia Maria Gatti
Specialista in Scienza dell’Alimentazione

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Sali minerali: ecco chi rischia di andare in riserva

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