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Sovrappeso: quali sono i rischi?

I chili in eccesso non sono solo un problema estetico: sovrappeso e obesità sono vere emergenze sanitarie, specie in Occidente.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti

I chili in eccesso non sono solo un problema estetico: sovrappeso e obesità sono vere emergenze sanitarie, specie in Occidente.

Secondo quanto riporta l'Istituto superiore di sanità sulla base dei risultati dell'indagine Istat Aspetti della vita quotidiana in Italia, nel 2015 più di un terzo della popolazione adulta era in sovrappeso, mentre era obesa una persona su dieci.

Soprattutto in caso di obesità (definibile in presenza di un indice di massa corporea superiore a 30), la causa dell'eccesso ponderale è multifattoriale: contano cioè fattori che vanno dalla predisposizione genetica allo stile di vita.

A oggi l'eccesso di peso rappresenta un primario problema di salute pubblica, soprattutto nei Paesi occidentali, dove obesità e sovrappeso sono in costante aumento a causa di un'alimentazione sempre più dominata da cibi industriali invitanti, ma poco sani e che causano dipendenza.

A rendere un alimento irresistibile sono infatti i grassi, che nell’era preistorica rappresentavano solo l’11 per cento della dieta, mentre oggi arrivano a una quota compresa tra il 35 e il 40 per cento.

Se chi vive nei Paesi freddi può assumerne in abbondanza, in quanto preparano l’organismo alle basse temperature, alle nostre latitudini è solo una questione di “gola”.

Quali sono i rischi del sovrappeso

Il peso in eccesso è un importante fattore di rischio per varie patologie e condizioni croniche: dal diabete di tipo 2 alle malattie cardiovascolari, fino ai tumori. Secondo i dati del Ministero della salute, in particolare, il 44 per cento dei casi di diabete tipo 2, il 23 per cento dei casi di cardiopatia ischemica e il 40 per cento circa di alcuni tumori sono attribuibili proprio a obesità o a sovrappeso.

Ma l'eccesso ponderale è anche connesso alla sindrome metabolica, condizione che riguarda il 25 per cento della popolazione adulta e che comporta il deposito di grasso in eccesso a livello addominale, valori elevati di pressione arteriosa, iperglicemia (cioè eccesso di zuccheri nel sangue) e livelli patologici di colesterolo e di trigliceridi.

I vantaggi della dieta mediterranea

Stare meglio però è possibile: accanto a una maggiore attenzione all'attività fisica, commisurata alle condizioni di salute, secondo alcuni studi basterebbe iniziare con una minima riduzione del peso corporeo.

Lo dimostra una ricerca, condotta dai ricercatori dell'Università di Washington e pubblicata su Cell Metabolism, che ha confrontato gli effetti del dimagrimento sulla glicemia. «Già perdendo il 5 per cento del peso», ha spiegato Samuel Klein, uno degli autori dell'indagine, «la funzionalità delle cellule del pancreas che producono insulina migliora». Ciò non toglie che, dimagrendo di più, i risultati siano ancora più evidenti.

Il primo passo? La dieta mediterranea, di cui fu Ancel Keys a parlare per primo. Nel secondo Dopoguerra questo medico americano visse in provincia di Salerno e qui scoprì come l’alimentazione povera del Cilento fosse correlata a una ridotta mortalità per problemi cardiocircolatori.

Alla base di questo tipo di alimentazione ci sono poche e semplici regole: pochi grassi saturi, molta verdura, una discreta quantità di frutta, cereali, farine e legumi integrali, pochissima carne e pochi formaggi, molto pesce e come unico condimento grasso l'olio extravergine d'oliva a crudo.

Ancora oggi questa dieta, purtroppo sempre meno seguita, è considerata l'unica arma contro obesità e sovrappeso.

Andrea Porta

CONSULTA L’ARCHIVIO DI ALIMENTAZIONE E DIETA
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