Naso chiuso? Non è detto che sia influenza

Naso chiuso: ecco tutte le possibili cause della congestione nasale e i trattamenti più adatti a ciascun caso.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti
Rinite influenza cause

Anche se lo associamo spesso all’influenza, il muco che occlude il naso non è un sintomo esclusivo di questa malattia.

Il naso chiuso, o congestione nasale, non è un disturbo grave né pericoloso, ma sicuramente è molto fastidioso.

Si verifica quando la mucosa nasale si gonfia, riducendo o impedendo la normale respirazione.

Sebbene sia comune quando è in corso un’influenza, il disturbo, in realtà, può riconoscere un gran numero di cause diverse.

Le possibili cause

  • Virus e batteri. L’ostruzione nasale può comparire in seguito a un’infezione delle prime vie aeree, come l’influenza (rinite infettiva).

Di solito è il primo sintomo di una infezione virale, ma può anche evolvere per la sovrapposizione di batteri. Il segno più evidente di una rinite batterica è la comparsa di uno scolo di muco giallastro.

  • Allergie. La congestione nasale può accompagnare anche un’allergia (rinite allergica), sia essa stagionale scatenata da piante e pollini, sia che si tratti di una forma perenne, come per esempio quella alla polvere.

In questi casi compare anche il classico prurito all’interno del naso.

  • Risposta vasale anomala. Il naso chiuso può essere dovuto anche a una risposta anomala dei vasi sanguigni (rinite vasomotoria) ad alcuni stimoli, quali variazioni di temperatura o di umidità, fumo, stress emozionali.

  • Anomalie anatomiche. Alcune anomalie, quali deviazione del setto nasale o malformazioni delle cavità nasali, così come l’ipertrofia dei turbinati dovuta a infiammazione cronica, possono impedire il normale flusso dell’aria, ovvero risultare una cronica ostruzione del naso.

Terapie

Nelle anomalie anatomiche, l’unico trattamento efficace è quello chirurgico. Negli altri casi è possibile utilizzare diversi rimedi.

  • Lavaggi nasali. Consistono nell’inserire nelle cavità nasali, in genere attraverso apposite pompette, specifiche soluzioni saline, acque termali o soluzione fisiologica.

Molto utili per asportare le particelle che causano allergie e, comunque, sono indicate nei bambini sotto i 12 anni, nei quali non vanno utilizzati decongestionanti.

  • Decongestionanti. Sono soluzioni di farmaci somministrabili in gocce o spray nasali. Efficaci nel ridurre la congestione nasale e ripristinare, quindi, una normale respirazione. Non devono essere utilizzati per un tempo superiore a una settimana, né nei bambini sotto i 12 anni.

  • Antistaminici. Sono indicati soprattutto in caso di riniti allergiche nelle quali eliminano anche il prurito caratteristico di queste forme.

  • Aerosol. Con l’aerosol si possono somministrare diversi farmaci, tra cui anche mucolitici, antibiotici e corticosteroidi.

Il rischi della congestione nasale

Qualunque ne sia la causa, il naso chiuso provoca altri disturbi legati alla difficoltà di respirare.

Nei neonati può essere pericoloso, poiché fino a 6 mesi il bambino non è in grado di respirare attraverso la bocca.

In tutti gli altri , il naso chiuso disturba o impedisce il sonno, con comparsa di stanchezza e irritabilità.

Inoltre, respirare attraverso la bocca può provocare secchezza e irritazione alla gola e tosse, altro sintomo presente nell’influenza.

Infine, l’aria che non viene filtrata può trasportare nelle basse vie respiratorie pulviscolo, irritanti o altri agenti infettivi.

VIDEO

Influenza: che fare ai primi sintomi?

Primi sintomi influenza come intervenire

Intervista a Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università di Milano

LEGGI TUTTO
Fotogallery

Cinque leggende sul raffreddore: che cosa dice la scienza?

  • Raffreddore coperti caldo

    Vestiti bene altrimenti ti ammali

    È il classico tormentone che ogni madre riserva ai propri figli. Da piccoli, sempre. Ma a volte anche da grandi. Uscire di casa, in autunno e in inverno, senza il cappotto e la maglia di lana non aumenta il rischio di buscarsi un raffreddore. A causare il classico malanno invernale non è altro che un virus. Colpisce di più durante la stagione fredda per la semplice ragione che trascorriamo più ore al chiuso, in casa e al lavoro, e assieme a più persone. Per cui il rischio di contagio aumenta.

  • Raffreddore capelli bagnati

    Se non asciughi bene i capelli ti viene un malanno

    Uscire di casa con la testa bagnata in inverno non è certo una bella sensazione. Ma a parte questo semplice disagio non si corrono altri rischi. Il vero responsabile del raffreddore, a dispetto del nome, non è il freddo, ma un virus. E a meno che non si prenda così tanto freddi da andare in ipotermia, e quindi essere più suscettibili alle infezioni, la temperatura esterna non è così importante.

  • Raffreddore appetito

    Mangia che ti passa

    Il raffreddore toglie l’appetito, su questo non ci sono dubbi. E sforzarsi di mangiare non serve a nulla. Al limite è importante bere liquidi in abbondanza per restare ben idratati. Tuttavia, è bene evitare, in un’ottica di prevenzione, di sottoporsi a diete ipocaloriche in vista della stagione dei malanni invernali: uno studio del 2008 pubblicato sul Journal of Nutrition ha scoperto che mettersi a dieta in questo periodo non fa altro che indebolire le difese naturali dell’organismo. E se si prende un raffreddore ci mette di più per guarire.

  • Raffreddore brodo di pollo

    Bevi il brodo di pollo che guarisci prima

    È il classico rimedio della nonna contro i raffreddori. In questo caso però potrebbe avere ragione: uno studio pubblicato sulla rivista Chest ha infatti dimostrato che una tazza di brodo di pollo aiuta l’organismo a reagire, attraverso il sistema immunitario, contro i virus del raffreddore.

  • Raffreddore superalcolico

    Un bicchierino di whisky lo manda via

    È la classica leggenda metropolitana, che piace a molti uomini. Eppure non è mai stato dimostrato che gli alcolici aiutino a superare il raffreddore. Anzi, in teoria l’alcol è nemico del sistema immunitario, nel senso che chi ne abusa va spesso in contro a un deficit nelle difese naturali dell’organismo. Meglio dunque evitare alcolici e superalcolici.


CONSULTA L’ARCHIVIO DI MALANNI INVERNALI
Torna su