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Micosi delle unghie: perché molte cure falliscono

Sono spesso difficili da curare e tendono a ripresentarsi nel tempo: fondamentale seguire la terapia fino alla fine.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 5 minuti
onicomicosi, micosi delle unghie

Sono spesso difficili da curare e tendono a ripresentarsi nel tempo: fondamentale seguire la terapia fino alla fine e in modo scrupoloso. Ed evitare i comportamenti a rischio.

Può capitare a chiunque di essere occasionalmente interessato da una micosi delle unghie delle mani o dei piedi.

Riconoscerne subito i sintomi e curarla tempestivamente in modo specifico, dopo aver consultato il medico di famiglia, il podologo o il dermatologo, è il sistema più sicuro per ottenere la guarigione in tempi ragionevoli e per evitare di vederla ritornare dopo qualche settimana o mese.

Oltre che abbastanza difficili da contrastare, infatti, le onicomicosi hanno il brutto vizio di affezionarsi alle proprie vittime e di ripresentarsi periodicamente, dopo aver lasciato l’illusione di esserne andate in modo definitivo.

Terapie imprecise o troppo brevi

All’origine di questa tendenza alle recidive ci sono diversi fattori. Innanzitutto, i funghi dermatofiti e i lieviti che causano le micosi delle unghie sono particolarmente resistenti ai trattamenti.

Per riuscire a eliminarli una volta per tutte è essenziale seguire la cura indicata dal medico con precisione e costanza, applicando i rimedi topici e/o assumendo i farmaci per bocca ogni giorno, nel modo corretto e alle dosi efficaci, per tutto il periodo previsto.

Dimenticarsi più volte la terapia o interromperla prima del dovuto impedisce di “sterilizzare” l’unghia e i tessuti che la circondano, rendendo molto probabile nuove colonizzazioni fungine a breve distanza di tempo.

Queste “disattenzioni”, inoltre, favoriscono la selezione dei microrganismi meno sensibili ai farmaci antimicotici, che saranno quindi sempre più difficili da contrastare in occasione di micosi successive.

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Trattamenti inadeguati

Anche il tipo di trattamento scelto, ancorché apparentemente efficace nell’immediato, può poi esporre a un maggior rischio di recidive successive, poiché intrinsecamente incapace di neutralizzare tutti i funghi presenti nell’unghia.

È il caso, per esempio, degli smalti medicati che, seppur dotati di una buona attività contro i microrganismi che causano l’onicomicosi, restano confinati sulla superficie della lamina e non arrivano ad agire in modo sufficientemente aggressivo sui funghi nascosti nel letto dell’unghia o nei tessuti che la circondano.

Anche se applicati regolarmente per diversi mesi, quindi, in molti casi possono offrire una soluzione soltanto temporanea al problema.

Anche le abitudini contano…

Altri fattori che promuovono il ritorno delle micosi sono legati alle abitudini di vita.

Se si pratica regolarmente sport, per esempio, dopo una prima micosi della cute o delle unghie del piede è essenziale aumentare l’attenzione all’igiene (lavando e asciugando i piedi con cura e indossando calze pulite dopo ogni allenamento), sostituire le scarpe abituali con un nuovo paio (per evitare reinfezioni) e utilizzare periodicamente polveri antimicotiche a scopo preventivo.

In caso di onicomicosi delle mani, dopo la guarigione dall’episodio iniziale, ci si dovrà impegnare a proteggerle meglio in ambito domestico e professionale, usando sempre guanti in lattice o gomma quando si utilizzano liquidi, soprattutto se contenenti detersivi o altre sostanze irritanti che indeboliscono le difese della pelle e delle unghie.

C’è poi la predisposizione individuale

Nonostante un sincero impegno sul fronte terapeutico, dell’igiene personale e della prevenzione specifica, alcune persone devono rassegnarsi a fare periodicamente i conti con le onicomicosi.

Sono soprattutto coloro che hanno cute e unghie particolarmente predisposte alla colonizzazione da parte di funghi dermatofiti o lieviti (soprattutto, Candida albicans) o soffre di malattie croniche che aumentano il rischio di svilupparle (riduzione delle difese immunitarie, psoriasi, diabete ecc.).

In questi casi, la strategia migliore per ridurre le recidive è non scoraggiarsi e curare costantemente e con particolare attenzione l’igiene di mani e piedi, eventualmente concordando con il dermatologo anche periodici trattamenti antimicotici preventivi.

Qualora sia presente una patologia predisponente di base, assicurare un controllo ottimale di quest’ultima è, poi, una premessa fondamentale per rendere meno probabile il ritorno dell’onicomicosi.

Leggi il dossier Onicomicosi.

Emma Leoni

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Garonzi Francesco Garonzi
Dermatologo

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