Pubblicità
Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 9 minuti

Mal di gola e febbre: le soluzioni utili

Mal di gola e febbre arrivano spesso in coppia. Le strategie per contrastarle esistono e, quasi mai, prevedono l'uso di antibiotici.

Mal di gola e febbre arrivano spesso in coppia, creando un disagio significativo per alcuni giorni. Le strategie per contrastarle esistono e, quasi mai, prevedono l'uso di antibiotici.

A volte, compare per prima la febbre, mentre un mal di gola più o meno intenso insorge in un secondo tempo: in questi casi, all'origine di entrambi i disturbi c'è quasi sempre una malattia da raffreddamento, come l'influenza o un altro malanno stagionale causato da virus.

In altri casi, a manifestarsi per primo è il mal di gola, mentre la febbre si sviluppa secondariamente, come effetto della risposta immunitaria innescata a livello delle vie aeree. Anche in questo caso, a causare l'infiammazione locale e l'aumento della temperatura sono soprattutto virus respiratori, generalmente intercettati nell'ambiente o stando vicino a persone già ammalate.

I mal di gola con febbre riferibili a infezioni batteriche sono, invece, un'esigua minoranza, soprattutto in età adulta, e tendono a interessare principalmente persone con una specifica suscettibilità a questo livello, di tipo costitutivo o promossa dal fumo, da un consumo alcolico eccessivo, dalla presenza di difese immunitarie ridotte o di malattie respiratorie croniche (broncopneumopatia cronica ostruttiva, asma, fibrosi cistica ecc.).

Benché possa sembrare strano, il primo approccio utile per alleviare infiammazione, bruciore e dolore a livello delle mucose di bocca e gola, fare meno fatica a parlare e deglutire è lo stesso in tutti i casi di mal di gola e febbre citati e si basa sull'uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e su alcuni accorgimenti pratici. Vediamo quali.

I farmaci di riferimento

Per scegliere il farmaco più adatto in caso di contemporanea presenza di mal di gola e febbre è, innanzitutto, necessario stabilire qual è la manifestazione prevalente.

In particolare, se la temperatura è aumentata soltanto di poco (37,5-38,0°C), mentre il fastidio alla gola è decisamente intenso, è consigliabile concentrare l'attenzione sulla cura di quest'ultimo, da cui dipende con ogni probabilità anche la febbricola. A riguardo, va ricordato che, secondo le linee guida sulla gestione della febbre, i farmaci antipiretici di qualunque tipo (compresse, granulati effervescenti, supposte ecc.) dovrebbero essere assunti soltanto quando la temperatura è superiore a 38,0-38,5°C, a meno che il malessere generale non sia francamente eccessivo.

Quando il primo obiettivo del trattamento è il mal di gola, dunque, i farmaci cui fare riferimento sono FANS locali, disponibili perlopiù come pastiglie da sciogliere lentamente in bocca o spray. Tra le più efficaci, acquistabili in farmacia senza ricetta medica, ci sono quelle a base di flurbiprofene, ketoprofene o naprossene, indicate per adulti e bambini con più di 12 anni.

In alternativa, possono essere acquistati in farmacia anche prodotti ad azione locale a base di antisettici. A differenza di questi ultimi, i prodotti ad azione antinfiammatoria sono caratterizzati da una durata d’azione più lunga (fino a sei ore) e dalla capacità di agire direttamente sull’infiammazione, che causa i fastidiosi sintomi tipici del mal di gola (dolore, difficoltà a deglutire, gola gonfia).


Questo approccio è valido sia quando mal di gola e febbre sono dovuti a un'infezione virale sia nei rari casi in cui sono sostenuti da un'infezione batterica, generalmente da streptococchi. Contrariamente a quanto molti erroneamente pensano, infatti, diversi studi hanno dimostrato che contro la maggioranza delle infezioni batteriche della gola non è necessario assumere antibiotici per guarire, dal momento che il sistema immunitario è perfettamente in grado di contrastare da solo i germi ed eliminare il disturbo in pochi giorni.

Anche in caso di un mal di gola di origine batterica, nei primi 2-3 giorni, viene quindi consigliato di limitarsi ad assumere un farmaco antinfiammatorio locale, come i già citati pastiglie e spray a base di flurbiprofene, ketoprofene o naprossene, per alleviare i sintomi più fastidiosi. In un secondo tempo, se il mal di gola non dovesse migliorare o fossero presenti anche catarro o difficoltà respiratorie di una certa importanza, sarà bene rivolgersi al medico per avere indicazioni precise su come proseguire il trattamento.

Quando il problema prevalente è la febbre alta (≥ 38,5°), a fronte di un mal di gola di poco conto, diventa, invece, prioritario il ricorso a un farmaco antinfiammatorio sistemico che sia anche un efficace antipiretico. In questo caso, i rimedi più utili sono i preparati per bocca a base di ibuprofene o acido acetilsalicilico (quest'ultimo utilizzabile soltanto dopo i 16 anni). In alternativa, soprattutto nei bambini, in gravidanza e nelle persone con ipersensibilità (allergia) ai FANS si può utilizzare paracetamolo, privo però di una reale azione antinfiammatoria.

È bene inoltre ricordare la necessità di evitare l’assunzione di troppi antinfiammatori contemporaneamente. Perciò, in caso si ricorra a un farmaco per bocca a base di ibuprofene o acido acetilsalicilico per combattere la febbre, è meglio distanziare il ricorso a pastiglie e spray antinfiammatori contro il mal di gola di almeno 4 ore.

Gli accorgimenti che aiutano

In presenza di mal di gola e febbre, il primo consiglio da seguire è restare a riposo per permettere all'organismo di risparmiare energie e di concentrarsi sulla lotta ai virus (o, più raramente, ai batteri) che l'hanno aggredito. Di norma, è una raccomandazione facile da seguire perché innalzamento della temperatura corporea e difficoltà respiratorie fanno sentire decisamente affaticati e fuori forma.

Quindi, seguite l'istinto e restate a letto, al caldo, ma in una stanza con aria ben umidificata per facilitare l'idratazione delle mucose della gola e dei bronchi. Sempre a questo scopo, cercate di bere il più possibile, sorseggiando ripetutamente acqua o altri liquidi, preferibilmente non zuccherati o dolcificati con un po' di miele, a temperatura ambiente o tiepidi. Sono indicati, tisane calmanti (per esempio, a base di malva, erisimo, altea ecc.), camomilla o tè, latte, brodi leggeri (ideale quello di pollo, se piace, soprattutto in caso di influenza), spremute e centrifughe di frutta o verdura fresche non acide.

Tra un sorso e l'altro si possono anche succhiare caramelle senza zucchero a base di menta, eucaliptolo, rabarbaro o tronchetti di liquirizia (questi ultimi con parsimonia e soltanto se non si soffre di ipertensione arteriosa o altre malattie cardiovascolari o renali). Ma, in genere, se già si assumono pastiglie a base di flurbiprofene, ketoprofene o naprossene ogni 4-6 ore e si beve a sufficienza, non si dovrebbe sentire l'esigenza di altri rimedi locali.

Articolo scritto da:
TAG
CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
Torna su