La preparazione al parto inizia in casa

Alimentazione, attività fisica e qualche prodotto di bellezza sono alcune delle armi a disposizione delle future mamme per arrivare in forma al momento del parto.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 7 minuti

Alimentazione, attività fisica e qualche prodotto di bellezza sono alcune delle armi a disposizione delle future mamme per arrivare in forma al momento del parto.

La gravidanza non è una malattia né uno “stop” alla normalità: ma l’attesa andrebbe vissuta come l’occasione – unica – di prendersi finalmente del tempo per sé. Soprattutto nel primo trimestre, quando ci si dovrebbe concedere il lusso di un lento adattamento: non a caso è il corpo che spesso impone di rallentare, con il desiderio continuo di dormire, le nausee, e a volte anche le contrazioni.

Sport? Sì, grazie! Ma con giudizio

Tempo di attesa e di preparazione al parto: ma rallentare non significa diventare inattive, anzi. «Il movimento fisico continua a essere salutare, senza eccessi o forzature», spiega Sabina Pastura, ostetrica dell’Associazione La Lunanuova. «Step e aerobica non sono indicati, ma pilates, nuoto e yoga vanno benissimo. È vero il consiglio tradizionale di non sollevare pesi, perché la schiena è già molto sollecitata per il baricentro spostato a causa del pancione e per l’aumento di peso».

Camminate, ginnastica dolce, cyclette e golf si possono fare per tutta la gravidanza se non ci sono complicazioni. Ma è importante prevedere sempre esercizi di riscaldamento e defaticamento, non fare movimenti bruschi, non superare i venti minuti-mezz’ora di attività e non arrivare mai ad avere il fiatone.

A tavola senza esagerare

Diktat ormai completamente sfatato quello secondo il quale in gravidanza bisogna mangiare per due. Secondo l'Inran, Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, una donna normopeso, con indice di massa corporea (IMC) fra 18,5 e 25 – risultato che si ottiene dividendo il proprio peso per il quadrato dell'altezza – dovrebbe aumentare nei nove mesi tra gli 11,5 e i 16 chili; chi è sottopeso (IMC inferiore a 18,5) può arrivare fino a 18 chili, mentre chi parte sovrappeso (IMC superiore a 25) deve restare fra i 7 e gli 11,5 chili.

Nel primo trimestre si può mangiare come prima. Dal quarto mese occorrono 350 calorie in più: l'equivalente di un panino a pranzo e a cena. Per Giorgio Donegani, nutrizionista, «Meglio evitare l’eccesso di cibi integrali che rendono più difficoltoso l’assorbimento di ferro e calcio, ma siccome le fibre sono utili per combattere la stitichezza che affligge molte future mamme, una buona soluzione consiste nel mangiare frutta e verdura e assumere cereali integrali a colazione, per lo più già addizionati con alcuni minerali».

Sì al pesce 3-4 volte alla settimana, soprattutto salmone, tonno, spada e pesce azzurro in genere perché ricco di omega 3, utili sia al feto sia alla mamma per la circolazione. Gli omega 3 si trovano anche nella frutta a guscio, nelle verdure a foglia verde e nei legumi.

Facciamo un brindisi? Meglio di no

«Fino a qualche tempo fa si riteneva che gli effetti dell'alcol sul feto dipendessero dalla dose: più gravi quanto maggiore fosse la quantità assunta dalla madre» spiega il nutrizionista Giorgio Donegani.

«Si è invece visto che l'alcol, che passa al bambino attraverso la placenta, ha conseguenze più o meno gravi a seconda dell’istante in cui viene a contatto con il feto: in teoria, anche poco può nuocere al bambino se l'alcol raggiunge la placenta proprio nel momento in cui, a livello cellulare, si stanno costruendo dei tessuti, indipendentemente dal mese di gestazione. È ovvio, poi, che maggiore e più frequente è il consumo di alcol, più alto è il rischio di interferire con lo sviluppo del feto» precisa l’esperto.

Per non rischiare

Tra le infezioni più note della gravidanza c'è la toxoplasmosi, causata da un protozoo che può trovarsi nella verdura o nella carne e che può provocare danni al feto. Se il toxo-test all'inizio della gravidanza è negativo (la donna, cioè, non ha mai contratto l'infezione e non ha gli anticorpi) bisogna ridurre al minimo i rischi: consumare preferibilmente verdura e carne sempre ben cotte, e lavare gli ortaggi crudi molto accuratamente.

La sicurezza assoluta si ha solo immergendoli in una soluzione a base di acqua e ipoclorito di sodio, che però può dare alla verdura un sapore di cloro. Il bicarbonato, invece, non basta: facilita solo l'eliminazione di residui di terra, ma non ha un potere disinfettante.

Stop assoluto a carpaccio e tartare. I salumi sicuri sono quelli cotti: prosciutto cotto, mortadella e würstel. A rischio invece quelli freschi (salsicce). La maggioranza dei ginecologi consiglia inoltre di evitare, per cautela, anche quelli stagionati.

Capelli in ordine

Attenzione alle tinte: il rischio che le sostanze chimiche contenute nelle tinture passino nel cuoio capelluto, entrino in circolo e siano assorbite dalla placenta è molto basso. Ma per precauzione, secondo il dermatologo Antonino Di Pietro, «Meglio evitare quelle da supermercato e quelle chimiche del parrucchiere, optando per le tinture a base vegetale, come camomilla, henné, mallo di noce e olio di amla, vendute in erboristeria».

Nessun problema anche per mèche e colpi di sole, perché le sostanze sono distribuite solo sui capelli e non entrano in contatto col cuoio capelluto.

Niente sesso in gravidanza?

Secondo la ginecologa Alessandra Graziottin i motivi della cautela dei medici sono tre: «La paura di potenziali effetti negativi dell'attrito tra pene e collo dell'utero, il timore dell'effetto contrattile delle prostaglandine contenute nello sperma e la prevenzione di possibili infezioni trasmissibili dall'uomo alla donna e quindi al feto. Ma le ultime ricerche – rassicura la ginecologa – rivelano che un normale rapporto sessuale non può interrompere una gravidanza che sia ben avviata e ben annidata in utero. Inoltre, in una coppia stabile il rischio di infezioni è assente».

Bellezza e dintorni

Le tanto odiate smagliature dipendono dal forte stress a cui vengono sottoposte le fibre di collagene e quelle elastiche che compongono il derma, la parte più profonda della pelle. Seno, addome e fianchi sono le zone più colpite.

Le creme “lavorano” sull’epidermide, lo strato più superficiale, quindi non possono prevenire del tutto la comparsa delle smagliature, ma possono migliorare l’elasticità della pelle. Gli olii penetrano invece più in profondità: consigliati quelli emollienti, nutrienti e cicatrizzanti, come olio di mandorle dolci, germe di grano, jojoba, avocado, calendula, iperico o alla rosa musqueta. Utili anche le creme con fosfolipidi, alfairdossiacidi, vitamine e acido ialuronico.

Per la depilazione, meglio evitare la ceretta che può essere dannosa per le vene già dilatate dall’azione degli ormoni: il metodo più sicuro in gravidanza è il rasoio.

Maria Teresa Truncellito

CONSULTA L’ARCHIVIO DI SALUTE DONNA
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