La digestione teme il freddo!

Prendere freddo allo stomaco in corso di digestione può arrecare disturbi molto spiacevoli. Ecco come proteggerci.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 5 minuti
digestione inverno freddo

Pranzi e cene in compagnia sono piacevoli momenti di relax e divertimento. Ma in questa stagione si può rischiare di rovinarli se non si sta attenti a ripararsi dal freddo.

Spesso dopo un pasto ricco e abbondante, magari annaffiato con un buon vino, ci si ferma a parlare ancora un po’ con gli amici, magari fuori dal ristorante o sotto casa del nostro ospite.

Ma, soprattutto in questa stagione, per non rischiare di ritrovarsi con un bel mal di pancia è importantissimo coprirsi prima di affrontare l’esterno e aver cura di non prendere freddo, soprattutto allo stomaco.

Temperature basse: nemiche del nostro stomaco

Il processo digestivo comporta un aumentato afflusso di sangue nella zona della pancia, che diventa molto sensibile agli sbalzi di temperatura.

La digestione è infatti un procedimento sofisticato, si tratta della trasformazione delle sostanze alimentari complesse in sostanze semplici, cioè proteine, grassi e zuccheri, ed ha bisogno di condizioni adatte.

Il freddo, in particolare, può provocare un’irritazione della mucosa delle parenti interne che rivestono stomaco e intestino. Un colpo di freddo può causare, quindi, un’improvvisa mobilità intestinale, con conseguenti crampi e dissenteria ed episodi di vomito.

Ma il freddo durante la digestione può causare anche disturbi più gravi, come la “sincope vaso vagale”, che si manifesta con nausea, tachicardia, pallore, calo di pressione e può portare allo svenimento. In questo caso, è necessario sdraiarsi, liberarsi da indumenti stretti e stare più possibile al caldo. Non esitare di recarsi al Pronto Soccorso se i sintomi non recedono in breve tempo.

Come difendere la digestione?

Vale sempre la buona regola di gustare ogni cibo lentamente, masticando più e più volte prima di inghiottire. Questa semplice abitudine è in grado di evitare molti problemi digestivi. Ma ci sono altri piccoli accorgimenti che dovrebbero sempre essere adottati.

  • Durante il pasto può capitare di sentirsi un po’ accaldati: non è il caso di spogliarsi, anzi, soprattutto la pancia deve rimanere al caldo.

Secondo la medicina cinese, sono più sensibili ai colpi di freddo e ai conseguenti problemi digestivi le donne durante e nei primi giorni successivi al ciclo mestruale.

  • Ai primi sintomi di disagio (nausea, crampi, gonfiore) bere a piccoli sorsi una bevanda calda, per esempio tè o camomilla, per riscaldare velocemente il corpo ed evitare la costrizione dei vasi sanguigni specie a livello gastrico.

  • Immergere le mani nell’acqua calda (e se possibile anche i piedi) consente un ritorno del sangue dallo stomaco alle zone periferiche, con sollievo pressoché immediato.

  • Va ricordato che anche le bevande troppo fredde possono provocare uno choc termico alla pancia: da evitare o da sorbire avendo cura di tenere in bocca qualche secondo in più lo spumante prima di deglutire.

Ma quanto tempo ci vuole per digerire?

Ogni individuo ha il suo ritmo personale, che dipende dalla masticazione, dall’acidità gastrica e dalla motilità intestinale. Per semplificare, un pasto leggero resta nello stomaco un paio d’ore, un pranzo completo ma non troppo elaborato dalle tre alle quattro ore, mentre per un cenone in grande stile è bene calcolare fino a sei ore.

Se ci siamo fatti sorprendere dal freddo in piena digestione, la medicina naturale può curare in modo dolce le conseguenze gastrointestinali. Tra i diversi rimedi, i più indicati sono:

  • Magnesia phosphorica, se prevalgono crampi e coliche addominali
  • Dioscorea Villosa, quando ai dolori addominali si accompagna meteorismo.
  • Nux vomica, se il pasto è stato particolarmente ricco e compare nausea.

Oppure, rivolgiamoci al farmacista che saprà consigliarci rimedi adatti al caso.

Shamiran Zadnich

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Samanta mazzocchi Samanta Mazzocchi
Specialista in Gastroenterologia ed endoscopia digestiva

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Sette trucchi per digerire meglio

  • Digerire pranzo stress

    Mangia con calma

    La fretta è il peggior nemico della digestione. Meglio prendersi il tempo necessario per mangiare e masticare con calma, boccone dopo boccone. Meglio evitare quindi il panino ingurgitato in fretta e furia al bancone del bar perché è il modo migliore per sentirlo andare su e giù per tutta la giornata. Se possibile, nella pausa pranzo, vanno evitate anche le fonti di stress. Quindi niente discussioni di lavoro, almeno a tavola.

  • Digestione pantaloni

    Evita le cinture che “strizzano” la vita

    Almeno un merito la tanto vituperata moda dei pantaloni “a vita bassa” ce l’ha: lascia libero lo stomaco da inutili costrizioni, facendo appoggiare le cinture o fasce sui fianchi. Chi invece preferisce vestirsi in modo più classico deve orientarsi verso tagli più morbidi e tessuti meno rigidi. E le donne che indossano gonne o shorts e collant dovrebbero evitare di posizionare gli elastici proprio all’altezza dell’ombelico.

  • Digerire fritto

    Stai lontano dai cibi grassi

    Fritti e condimenti a base di burro sono tra gli alimenti più difficili e lunghi da digerire. Lo stomaco deve lavorare un bel po’ prima di riuscire a smaltirli. Chi soffre di problemi digestivi deve quindi evitare, a pranzo e a cena, di mettere troppi grassi nel piatto.

  • Pennicchella digestione

    No alla pennichella

    Dopo un pranzo abbondante, a volte anche dopo un pasto leggero, viene l’abbiocco. Non è nulla di grave: il sangue scorre copioso verso lo stomaco, per favorire la digestione, e diminuisce l’afflusso al cervello. Stanchezza, spossatezza, palpebre abbassate sono un fenomeno naturale. Meglio evitare però la classica pennichella se si fa fatica a digerire perché la posizione orizzontale e il sonno non facilitano il lavoro dello stomaco.

  • Acqua digestione

    L’acqua frizzante non serve

    C’è chi pensa che l’acqua gassata aiuti a digerire. Sarebbe bello, ma in realtà è soltanto un’impressione. L'anidride carbonica non ha alcuna proprietà digestiva: le bollicine si limitano a dilatare lo stomaco, favorendo l'espulsione del gas. Ma questo non certo è sinonimo di digestione.

  • Digestione freddo

    Niente sbalzi di temperatura dopo mangiato

    Anche il classico colpo d’aria allo stomaco, così come il tuffarsi in acqua, subito dopo un pasto è un deterrente alla digestione. Il freddo è un ostacolo al lavoro dello stomaco e se per alcune fortunate persone non cambia nulla, per quelli che soffrono di difficoltà digestive può rappresentare un problema.

  • Antiacido

    Un antiacido all’occorrenza

    Se dopo il pasto insorgono bruciori e dolori allo stomaco è molto probabile che ci sia un problema di iperacidità gastrica. Niente di grave, se succede di tanto in tanto. Nella gran parte dei casi può bastare un antiacido, di quelli che si comprano in farmacia senza ricetta medica. Si tratta di sostanze che reagiscono con l'acido cloridrico, neutralizzandolo. Si presentano sotto forma di compresse o granulati, come per esempio i preparati a base di carbonato di calcio e di magnesio. Neutralizzano rapidamente l'iperacidità e sono rimedi efficaci per facilitare la digestione.


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