RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Bruciore di stomaco: quali piante possono aiutare"

Ho fatto la terapia per eradicare l'Helicobacter, ma ora devo stare senza protettore gastrico per poter fare il test di verificata dell'eradicazione e ho forte bruciore, non so se è rimasta una forte gastrite o non è stato eliminato il batterio, come posso ridurre il bruciore nel frattempo con qualcosa di naturale?

Dato che l'infezione da Helicobacter pylori produce una risposta anticorpale oltre che a livello della mucosa gastrica anche sistemica, in caso di prima diagnosi sono disponibili in commercio test sierologici per la determinazione degli anticorpi IgG anti-Hp. Tuttavia questo test non è indicato per il controllo post-eradicazione. In questo caso invece esistono due esami entrambi significativi: test che permettono la ricerca diretta nelle feci degli antigeni dell'H. pylori, e infine, il breath test (test del respiro) all'urea con carbonio marcato, che permette di rilevare la presenza del batterio mediante l'analisi dell'espirato del paziente. Attualmente il breath test, se eseguito nel modo corretto, risulta essere il più affidabile test non invasivo per la ricerca dell'Helicobacter pylori, tuttavia questo è l’unico che necessita la sospensione della terapia antisecretiva almeno un mese prima, a differenza della ricerca dell’antigene fecale che si può eseguire anche in corso di terapia. A volte in caso di persistenza dei sintomi, prima di valutare l’avvenuta eradicazione non è sempre possibile sospendere la terapia con inibitori di pompa protonica, questo ultimo test ci viene in aiuto. In alternativa, si possono controllare i sintomi utilizzando fitoterapici che non inficiano l’affidabilità del breath test. Tra i più noti e diffusi fitoterapici vi è il Ficus carica, nome botanico della comune pianta di fico, il gemmoderivato viene utilizzato come macerato glicerico con azione antinfiammatoria, attenua l’iperacidità e riduce la motilità della parete dello stomaco. Altri ausili possono essere: la radice di liquirizia, che contiene flavonoidi con attività antispastica sulla muscolatura dello stomaco e glicirizzina con azione mucoprotettiva e cicatrizzante; lo zenzero, utilizzato come antiemetico e antiinfiammatorio. Anche il succo delle foglie di Aloe può essere utile; la pianta è conosciuta per la sua marcata azione colagoga, antinfiammatoria e cicatrizzante, ma soprattutto riepitelizzante.


Ha risposto Mazzocchi Samanta

Samanta mazzocchi

Samanta Mazzocchi

Specialista in Gastroenterologia ed endoscopia digestiva

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 2002 presso l’Università degli Studi di Pavia. Ha conseguito nel 2008 il diploma di Specializzazione in "Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva". Dal 2013 è dirigente medico presso l’Azienda Ospedaliere di Piacenza all’Ospedale di Castel San Giovanni e, in qualità di Medico Gastroenterologo, si occupa dell’ambulatorio di gastroenterologia e di endoscopia digestiva.

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