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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Ansia, colite e "paura del cibo""

Da un po’ di anni evito di fare colazione alla mattina, e la mia alimentazione non è molto varia, mi limito a pasta, carne bianca e rossa, un po’ di verdura e dolci non abbondanti. Niente frutta, uova, latte, insaccati freschi (salame), pizza, caffè, tè, alcolici. Sono fumatore (6/8 sigarette al giorno). Ho, diciamo, paura del cibo, infatti non mangio mai fuori casa, e se lo faccio, lo faccio non volentieri; soffro di colite e sono ansioso. A chi dovrei rivolgermi?

I sui problemi intestinali, che hanno una forte componente ansiosa, sono molto comuni. Si tratta, probabilmente, della sindrome da intestino irritabile (più nota come colite o anche colon irritabile) cioè un insieme di disturbi addominali concentrati a livello del basso intestino, nella zona del colon. È un disordine che provoca dolore e gonfiore addominale accompagnati da alvo alterno. Ovvero, ci sono forme d’intestino irritabile nelle quali prevale la stipsi cronica (stitichezza) e altre, nelle quali invece prevale la diarrea, altre ancora nelle quali i periodi di diarrea si alternano a quelli di stipsi. E può comparire anche una serie di altri fastidi quali mal digestione, inappetenza e mal di testa. Le cause di tutto ciò non sono ben chiare, tuttavia si sa che alcuni fattori di disagio come stress e ansia, insieme a fattori alimentari e abitudini di vita poco salutari, possono promuovere l’insorgenza di questa sindrome. Il mio consiglio è quello di variare il più possibile l’alimentazione affidandosi a un esperto nutrizionista e contemporaneamente di consultare anche uno psicologo che potrà trovare con l’aiuto del suo medico di famiglia.


Ha risposto Gatti Patrizia Maria

Pgatti

Patrizia Maria Gatti

Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 1983 presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Milano si è Specializzata in Scienza dell’alimentazione (indirizzo dietetico) presso il medesimo Ateneo nel 1986. Nel 1994 ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Biochimica e la Specializzazione in Biochimica Clinica (indirizzo diagnostico) nel 1997

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