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Allergia agli acari: ecco come si gestisce

Sono microscopici e innocui, ma non per tutti. Gli acari della polvere sono infatti responsabili di allergie che possono essere tenute sotto controllo con l’aiuto dell’allergologo e mettendo in pratica qualche piccolo accorgimento tra le mura di casa.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 5 minuti

Sono microscopici e innocui, ma non per tutti. Gli acari della polvere sono infatti responsabili di allergie che possono essere tenute sotto controllo con l’aiuto dell’allergologo e mettendo in pratica qualche piccolo accorgimento tra le mura di casa.

Si nascondono nella polvere, e sono talmente piccoli da essere invisibili a occhio nudo, ma per alcuni la loro presenza può essere comunque davvero fastidiosa.

Sono gli acari della polvere, microrganismi in grado di scatenare reazioni allergiche anche di tipo asmatico.

Cause e conseguenze dell’allergia agli acari

A differenza delle allergie stagionali, come per esempio quella alle graminacee, l’allergia agli acari è di tipo perenne, in quanto dura per tutto l’anno, anche se di solito i sintomi tendono a peggiorare in autunno: in questo periodo viene infatti acceso in tutte le case il riscaldamento, creando così un habitat perfetto per la proliferazione di questi organismi.

Gli acari per vivere e moltiplicarsi prediligono infatti ambienti con temperature sopra i 20°C e percentuali di umidità oltre il 50%.

A provocare il vero e proprio attacco allergico non sono gli acari in quanto tali, ma ciò che ne rimane in seguito alla loro decomposizione, oltre a sostanze presenti nelle loro feci.

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I sintomi sono quelli tipici delle più comuni reazioni allergiche, come la rinite (che comporta la sensazione di prurito al naso, continui starnuti, ecc), la congiuntivite e l’eczema.

Nelle forme più gravi si possono verificare anche veri e propri attacchi d’asma: quasi la metà dei pazienti asmatici soffre infatti di allergia agli acari.

Qualche semplice, ma utile, accorgimento

Nell’ambiente domestico gli acari tendono a colonizzare principalmente letti, divani e tessuti d’arredamento come tende e tappeti, oltre naturalmente a tutti i mobili sui quali si accumula la polvere.

In particolare, materasso e cuscino rappresentano l’habitat perfetto per gli acari, grazie all’aumento di temperatura e di umidità che si sviluppa con il contatto prolungato del corpo, e alla grande quantità di squame che si distaccano da pelle e cuoio capelluto (alimento prediletto dagli acari) in seguito allo sfregamento contro lenzuola e federa; ecco perché spesso i sintomi dell’allergia, soprattutto quelli respiratori, si acutizzano durante la notte.

Come per tutte le allergie, l’unica vera soluzione per non sviluppare alcun sintomo è evitare il contatto con l’allergene: nel caso degli acari, nonostante sia impossibile eliminarli completamente, esistono alcuni accorgimenti in grado di ridurne significativamente la concentrazione nell’ambiente domestico:

  • utilizzare materassi, cuscini e biancheria da letto “anti-acaro”, ovvero impermeabili agli allergeni e traspiranti;
  • cambiare la biancheria da letto un paio di volte a settimana, lavando tutto ad alte temperature per uccidere gli acari (60°C)
  • eliminare dalla stanza da letto tutti gli arredi e i soprammobili che possono favorire l’accumulo di polvere, utilizzando tessuti sintetici per tende e coperte ed eliminando dal pavimento moquette e tappeti
  • per le pulizie, da effettuare tutti i giorni soprattutto in camera da letto, utilizzare panni umidi o elettrostatici per non sollevare la polvere e aspirapolveri dotati di filtro Hepa (dall’inglese High Efficiency Particulate Air), che permette di trattenere al suo interno anche le particelle di piccole dimensioni, come gli allergeni
  • Areare di frequente tutti gli ambienti della casa e utilizzare deumidificatori per evitare che aumenti la percentuale di umidità
  • Mantenere la temperatura della casa sotto i 20°C

Farmaci e vaccini

Come per le altre allergie, la diagnosi viene eseguita da uno specialista sulla base dell’anamnesi, della sintomatologia e degli esiti del prick test o di esami del sangue per la ricerca di anticorpi che svelino la sostanza responsabile delle reazioni allergiche.

Anche i farmaci per lenire i sintomi sono gli stessi prescritti nel caso di altre allergie, come antistaminici, decongestionanti, corticosteroidi, broncodilatatori, ecc, che però non sono efficaci in tutti i pazienti, soprattutto nel caso di crisi asmatiche.

Negli ultimi anni si è aperta in campo allergologico anche una nuova frontiera terapeutica, ovvero quella dell’immunoterapia: sono stati infatti sviluppati cosiddetti “vaccini” in grado di ridurre sia la sintomatologia, sia il ricorso a farmaci.

Queste proprietà sono state dimostrate recentemente anche per un vaccino contro gli acari, che non diminuisce solo i sintomi della rinite allergica e il bisogno di corticosteroidi, ma sembra anche diminuire significativamente le crisi respiratorie asmatiche.

Lisa Trisciuoglio

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Dagostino Marco D'Agostino
Allergologo

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