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Polmonite: prevenirla con il vaccino

È una patologia che può dare complicanze anche gravi. Ecco perché la prevenzione con la vaccinazione può rivelarsi davvero utile.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti

È una patologia che può dare complicanze anche gravi. Ecco perché la prevenzione con la vaccinazione può rivelarsi davvero utile.

Tosse, febbre alta, difficoltà respiratorie, dolore alla cervicale e all’addome: questi sono soltanto alcuni dei sintomi che possono mettere in allerta e far pensare che quella che sembrava una bronchite in realtà è una polmonite.

Ma molto spesso, purtroppo, questa patologia si manifesta in modo più insidioso, senza quei campanelli d’allarme che fanno correre dal medico. Ecco perché in molti pazienti viene diagnosticata non tempestivamente e, soprattutto, curata tardi, con la possibilità di incorrere in complicanze anche gravi per la salute: versamenti pleurici, ascessi polmonari, infezioni generalizzate che coinvolgono tutto l’organismo.

I soggetti più a rischio di polmonite

Si calcola che ogni anno siano circa 150.000 i ricoveri ospedalieri per polmonite.

I soggetti più a rischio sono, naturalmente, quelli più deboli: bambini, persona anziane, i lungodegenti, i fumatori e chi soffre di patologie croniche che coinvolgono l’apparato respiratorio, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), ma anche diabete, insufficienza renale o cardiopatie.

La polmonite può essere scatenata da vari microrganismi: virus, batteri, funghi, ecc. Ma nella maggior parte dei casi, circa l’80% secondo le stime, il responsabile è lo Streptococcus pneumoniae, un batterio che fisiologicamente convive con il nostro organismo senza creare danni.

In caso di abbassamento delle difese immunitarie, però, può spostarsi dalle sue sedi abituali (le mucose del naso e la gola) e passare nel sangue, attraverso il quale raggiunge i polmoni. Qui, a seconda della risposta immunologica individuale, può scatenare un’infezione.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità nei prossimi anni si assisterà a una diffusione di questa forma infettiva, proprio per l’aumentare della vita media nei Paesi Occidentali e per il conseguente aumento di persone con malattie croniche degenerative o in cura con farmaci immunosoppressori (come il cortisone).

Come si previene la polmonite

Per prevenire l’infezione la difesa più efficace è il vaccino contro lo Streptococcus pneumoniae, lo stesso batterio responsabile anche di alcune forme di meningite e di altre infezioni.

Il vaccino stimola le difese a riconoscere il batterio e a schierare velocemente ed efficacemente le difese anticorpali.

Nel piano vaccinale nazionale 2017-2019 del Ministero della salute è stata infatti inserita anche questa vaccinazione tra quelle gratuite per gli over 65.

Per gli adulti è sufficiente un’unica dose, a meno che non soffrano di sindrome nefrosica, quadro clinico comune a molte patologie, o che non siano asplenici, cioè non abbiano subito l’asportazione della milza. In questi casi, come per i bambini al di sotto dei 2 anni, sono previsti più richiami.

Da non sottovalutare, nell’ottica di prevenire questa patologia, anche la vaccinazione antinfluenzale, in quanto una delle complicanze dell’influenza è proprio la polmonite, soprattutto nei soggetti più deboli, che rischiano infezioni gravi, complicazioni e ricoveri ospedalieri.

Raffaella Tavan

CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
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