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Perché dopo una botta si forma un ematoma?

In genere, la presenza di un ematoma viene associata a un trauma, anche se non sempre ci si ricorda di essere andati a sbattere o di aver preso una botta.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti

In genere, la presenza di un ematoma viene associata a un trauma, anche se non sempre ci si ricorda di essere andati a sbattere o di aver preso una botta.

A volte basta un movimento brusco, una perdita dell’equilibrio o una caduta, magari mentre si pratica qualche sport. Sono molte le occasioni in cui è possibile provocarsi traumi con la conseguente comparsa di un ematoma, ovvero una raccolta di sangue all’interno di un organo o di un tessuto che, senza causare lesioni alla pelle, ha danneggiato un vaso sanguigno di un certo calibro.

Da cosa deriva e come scompare un ematoma

In genere, tale raccolta di sangue è dovuta a un trauma diretto di una certa importanza. La sede e le dimensioni dipendono dal tipo e dall’entità della causa che l’ha provocato, dal diametro del vaso danneggiato e dalle caratteristiche del tessuto nel quale l’ematoma si è formato.

Il più delle volte, un ematoma di una certa importanza provoca un fastidioso senso di tensione e un lieve dolore, che aumenta se si muove la parte colpita, mentre più raramente si manifesta con un dolore acuto.

Il sangue presente nei tessuti molli della pelle viene poi lentamente riassorbito e in parte inglobato dai macrofagi, i cosiddetti “spazzini” del corpo umano.

Il cambiamento di colore dell’ematoma (che passa dal viola scuro all’azzurro, dal verde al giallo) è dovuto alla degradazione dell’emoglobina, sostanza presente nei globuli rossi.

Come comportarsi

Per fortuna, di solito il problema si risolve da solo entro qualche giorno e senza conseguenze. Ma che cosa si può fare per accelerare la guarigione?

Per delimitare l'estensione dell’ematoma o prevenirne la comparsa, ridurre il dolore e il gonfiore è utile applicare del ghiaccio sulla parte dolorante. Il freddo causa infatti una riduzione del diametro dei capillari e limita la fuoriuscita di sangue. In alternativa, è sufficiente anche una benda bagnata con acqua fredda in cui sia stato sciolto un po’ di sale.

Gli impacchi devono essere effettuati per mezza giornata, avendo l’accortezza di ripeterli per 10-20 minuti ogni ora. Tolto l'impacco, può essere utile una fasciatura con bende compressive per aiutare a mantenere immobilizzata la parte interessata, facendo attenzione a non stringere troppo e a non bloccare la circolazione del sangue.

I rimedi

In caso di ematoma può essere opportuno ricorrere ad alcuni preparati contenenti sostanze naturali, in modo da agire su diversi fronti: infiammazione, dolore e riassorbimento dell’ematoma. Tra quelle più indicate ci sono l’escina, la bromelina e l’arnica.

L’escina viene estratta dall’ippocastano e favorisce il riassorbimento dei liquidi, riducendo il gonfiore.

La bromelina contrasta l’estensione dell’ematoma, disgregando i coaguli di sangue.

L’arnica esplica invece un’attività sia antinfiammatoria sia antidolorifica, oltre a stimolare la circolazione del sangue; consente quindi di ridurre il dolore in tempi rapidi e favorisce il riassorbimento degli ematomi e la scomparsa del gonfiore.

Cesare Betti

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