Micosi delle unghie: l’approccio combinato funziona

Garantisce buoni i risultati, testati clinicamente, e in minor tempo.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti
onicomicosi, micosi delle unghie

Eliminare progressivamente l’unghia malata e quindi trattare con un antimicotico per uso esterno: buoni i risultati, testati clinicamente, e ottenuti in minor tempo.

Le micosi delle unghie (onicomicosi) hanno la pessima fama di essere molto difficili e laboriose da contrastare, richiedendo trattamenti quotidiani, ripetuti per lunghi periodi di tempo e dagli esiti non sempre soddisfacenti.

In realtà, oggi, se si sceglie l’intervento antimicotico corretto in molti casi non è più così.

Una strategia individuata di recente, in grado di fornire risultati terapeutici rapidi senza un eccessivo impegno di tempo né competenze mediche specifiche, si basa su un “doppio approccio” all’onicomicosi, comprendente una prima fase di eliminazione progressiva dell’unghia malata e una seconda fase di protezione dai microrganismi patogeni durante la ricrescita di una nuova lamina sana.

Fase 1: eliminare la lamina contaminata

Non appena sia stato verificato che si è in presenza di una colonizzazione dell’unghia da parte di funghi dermatofiti o lieviti per favorire la rimozione della porzione della lamina contaminata, ci si può avvalere di un kit appositamente studiato, comprendente una crema all’urea al 40% per ammorbidire l’unghia da asportare, cerotti anatomici (con alucce) per coprire perfettamente l’unghia trattata e un raschietto in plastica.

In pratica, la procedura prevede che, ogni giorno, per circa 2-3 settimane (a seconda dell’estensione dell’onicomicosi), l’unghia malata sia ricoperta uniformemente con uno strato di unguento all’urea al 40% e, quindi, protetta con uno dei cerotti forniti.

Unguento e cerotto vanno lasciati in sede per 24 ore, evitando di bagnarli o sporcarli.

Trascorso questo periodo, il cerotto va rimosso e l’unghia va immersa in acqua calda per dieci minuti (se si preferisce, durante il bagno o la doccia quotidiani).

Dopo aver asciugato delicatamente, si passa alla fase del “raschiamento”, facilitato dall’unguento all’urea al 40% che avrà reso più “tenere” le zone malate dell’unghia rispetto a quelle sane.

Terminata questa operazione ed eliminati tutti i frammenti, non resta che applicare un nuovo strato di unguento e coprire con un nuovo cerotto.

Fase 2: proteggere l’unghia in ricrescita

Quando tutta l’unghia interessata dalla micosi sarà stata progressivamente asportata in questo modo, per altro non doloroso, si può passare alla seconda fase del trattamento, che consiste semplicemente nell’applicare una volta al giorno per alcune settimane un antimicotico topico, per evitare che l’unghia ancora fragile in ricrescita e i tessuti che la circondano vengano attaccati nuovamente da microrganismi patogeni.

A questo scopo è particolarmente indicata una crema antimicotica a base di bifonazolo, poiché questo composto, oltre a essere molto attivo contro funghi e lieviti, esercita anche un’azione antibatterica e antinfiammatoria che permette di evitare ulteriori infezioni e di ridurre l’eventuale dolore/bruciore presente.

L’ideale è applicarla la sera, prima di coricarsi, e coprire l’unghia con un comune cerotto di dimensioni adeguate.

Questa seconda fase dura in media altre 2-3 settimane, ma i tempi esatti del trattamento vanno stabiliti dal medico in relazione alla gravità dell’onicomicosi e alla risposta individuale alle terapie.

Durante tutto il periodo di cura, per evitare contaminazione ulteriori, va ricordato che quando si tocca un’unghia interessata da un’onicomicosi (propria o altrui) è necessario indossare guanti protettivi, disinfettare tutti gli strumenti impiegati (prima e dopo l’uso) e gettare nella spazzatura tutto il materiale non riutilizzabile subito dopo aver finito.

Leggi il dossier Onicomicosi.

Emma Leoni

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Garonzi Francesco Garonzi
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