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Metti in moto la digestione

Se la digestione è lenta e difficile, praticare una regolare attività fisica può essere la soluzione.

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Digestione attività fisica

Se la digestione è lenta e difficile, praticare una regolare attività fisica può essere la soluzione.

La vita di tutti i giorni sottopone l’organismo a diverse insidie. Lo stress per un appuntamento importante, l’ansia di non riuscire a fare tutto perfettamente e in tempo, le preoccupazioni per i figli che crescono.

Ecco che la giornata può diventare un susseguirsi di ansie e nervosismo. E senza un attimo di respiro. Se, in più, viene fatto tutto di corsa, il nostro sistema digestivo ne risente quasi sicuramente.

Sbadigli e abbiocco dopo mangiato, sensazione di peso, gonfiore, bruciori, mal di testa, notti disturbate dall’acidità di stomaco, alito cattivo la mattina al risveglio. Solo per citare i più frequenti.

Sono i segnali che il nostro stomaco ci invia per farci capire che non lo mettiamo nelle condizioni di lavorare bene.

Piccoli o grandi disturbi che con il passare del tempo, se trascurati, possono soltanto peggiorare. Perciò, prima di essere costretti a consultare il medico, è bene darsi da fare.

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Muoversi bene fa bene allo stomaco

Innanzitutto, cominciamo a muoverci di più. Un po' di moto scioglie le tensioni e lo stress. E già questo esercita un effetto positivo sulla digestione.

Fare una regolare attività fisica poi aiuta a mantenere sotto controllo il peso corporeo, e anche questo è positivo per lo stomaco.

Inoltre accelera lo svuotamento gastrico e a normalizza la produzione degli acidi. Mettere al bando la pigrizia e infilarsi le scarpe da ginnastica è alla lunga la soluzione migliore per chi soffre di cattiva digestione.

Naturalmente, l’attività fisica deve essere fatta senza eccessi. Quelle molto intense, a causa dell'elevata tensione dei muscoli addominali, potrebbero addirittura avere un effetto contrario, inducendo il reflusso del cibo dallo stomaco all’esofago.

Scegliere l’attività in base al proprio allenamento

Per prima cosa è bene tenere a mente che chi non è allenato, perché si muove soltanto la domenica e durante la bella stagione, deve iniziare l’attività fisica con moderazione.

Una passeggiata non troppo lunga né troppo stancante dopo mangiato è la soluzione migliore per tutti e per tutte le età.

Da fare tutti i giorni e clima permettendo. Perché quando le giornate sono troppo calde oppure quando piove o fa molto freddo è meglio evitare di mettersi in cammino subito dopo mangiato.

Bastano 30 minuti di buon passo, per poi tornare a casa dopo una breve sosta. Dopo di che, i più piccoli e i più anziani sono autorizzati anche a fare un riposino rilassante.

Il classico pisolino pomeridiano subito dopo mangiato, infatti, non aiuta per nulla la digestione. La posizione sdraiata favorisce il reflusso dei succhi digestivi acidi che risalgono dallo stomaco all’esofago e alla bocca, dando bruciore e dolore.

Per chi invece è allenato perché già fa del movimento almeno due o tre volte la settimana, ci sono comunque alcune regole da rispettare.

Per esempio: non si dovrebbe mai fare un pasto subito prima di andare in palestra o in piscina. Si può invece bere abbondantemente, ma non troppo in una sola volta, né prima né dopo l’allenamento.

Errori che restano sullo stomaco

Molti la mattina escono di casa senza aver fatto colazione, e la prima cosa che mangiano, poi, è un panino consumato in piedi e non prima dell’una e trenta. Sbagliatissimo. Soprattutto se poi si torna a casa la sera tardi e si ingurgita qualche boccone prima di coricarsi.

Purtroppo però è proprio questa la giornata-tipo di molti italiani. Costellata di ripetuti errori che rendono la digestione laboriosa e difficile. E, infatti, i disturbi digestivi sono in aumento, specie nei Paesi a stile di vita occidentale.

Bisognerebbe invece mangiare più volte al giorno, inserendo tra i pasti principali (colazione, pranzo e cena) uno spuntino leggero a metà mattinata e uno a metà pomeriggio.

Così facendo si affronterà la cena un po’ meno affamati a vantaggio del peso, della forma e anche della digestione.

In ultimo, bisognerebbe cercare di programmare i pasti principali sempre alla stessa ora: in tal modo si regolarizzano le funzioni del sistema digestivo e si attivano quelle metaboliche che servono per ottenere energia e nutrimento da ogni cibo consumato.

Patrizia Maria Gatti

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Samanta mazzocchi Samanta Mazzocchi
Specialista in Gastroenterologia ed endoscopia digestiva

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Sette trucchi per digerire meglio

  • Digerire pranzo stress

    Mangia con calma

    La fretta è il peggior nemico della digestione. Meglio prendersi il tempo necessario per mangiare e masticare con calma, boccone dopo boccone. Meglio evitare quindi il panino ingurgitato in fretta e furia al bancone del bar perché è il modo migliore per sentirlo andare su e giù per tutta la giornata. Se possibile, nella pausa pranzo, vanno evitate anche le fonti di stress. Quindi niente discussioni di lavoro, almeno a tavola.

  • Digestione pantaloni

    Evita le cinture che “strizzano” la vita

    Almeno un merito la tanto vituperata moda dei pantaloni “a vita bassa” ce l’ha: lascia libero lo stomaco da inutili costrizioni, facendo appoggiare le cinture o fasce sui fianchi. Chi invece preferisce vestirsi in modo più classico deve orientarsi verso tagli più morbidi e tessuti meno rigidi. E le donne che indossano gonne o shorts e collant dovrebbero evitare di posizionare gli elastici proprio all’altezza dell’ombelico.

  • Digerire fritto

    Stai lontano dai cibi grassi

    Fritti e condimenti a base di burro sono tra gli alimenti più difficili e lunghi da digerire. Lo stomaco deve lavorare un bel po’ prima di riuscire a smaltirli. Chi soffre di problemi digestivi deve quindi evitare, a pranzo e a cena, di mettere troppi grassi nel piatto.

  • Pennicchella digestione

    No alla pennichella

    Dopo un pranzo abbondante, a volte anche dopo un pasto leggero, viene l’abbiocco. Non è nulla di grave: il sangue scorre copioso verso lo stomaco, per favorire la digestione, e diminuisce l’afflusso al cervello. Stanchezza, spossatezza, palpebre abbassate sono un fenomeno naturale. Meglio evitare però la classica pennichella se si fa fatica a digerire perché la posizione orizzontale e il sonno non facilitano il lavoro dello stomaco.

  • Acqua digestione

    L’acqua frizzante non serve

    C’è chi pensa che l’acqua gassata aiuti a digerire. Sarebbe bello, ma in realtà è soltanto un’impressione. L'anidride carbonica non ha alcuna proprietà digestiva: le bollicine si limitano a dilatare lo stomaco, favorendo l'espulsione del gas. Ma questo non certo è sinonimo di digestione.

  • Digestione freddo

    Niente sbalzi di temperatura dopo mangiato

    Anche il classico colpo d’aria allo stomaco, così come il tuffarsi in acqua, subito dopo un pasto è un deterrente alla digestione. Il freddo è un ostacolo al lavoro dello stomaco e se per alcune fortunate persone non cambia nulla, per quelli che soffrono di difficoltà digestive può rappresentare un problema.

  • Antiacido

    Un antiacido all’occorrenza

    Se dopo il pasto insorgono bruciori e dolori allo stomaco è molto probabile che ci sia un problema di iperacidità gastrica. Niente di grave, se succede di tanto in tanto. Nella gran parte dei casi può bastare un antiacido, di quelli che si comprano in farmacia senza ricetta medica. Si tratta di sostanze che reagiscono con l'acido cloridrico, neutralizzandolo. Si presentano sotto forma di compresse o granulati, come per esempio i preparati a base di carbonato di calcio e di magnesio. Neutralizzano rapidamente l'iperacidità e sono rimedi efficaci per facilitare la digestione.


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