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Le cause del prurito: come riconoscere un’allergia

Può comparire ovunque. Quando non esiste un chiaro elemento che lo provoca, il prurito è uno dei segnali del nostro corpo per indicarci che qualcosa non va.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti

Può comparire ovunque. Quando non esiste un chiaro elemento che lo provoca, il prurito è uno dei segnali del nostro corpo per indicarci che qualcosa non va.

In molti casi il problema nasce direttamente a livello cutaneo: un’infiammazione, magari dovuta al contatto con una sostanza irritante, la secchezza della cute (xerosi), tipica degli anziani e di chi soffre di dermatite atopica. Oppure patologie dermatologiche che si associano a manifestazioni cutanee come l’eritema solare, caratterizzato da piccole lesioni, l’orticaria cronica o la dermatite da contatto, che si manifesta anche con desquamazione . O ancora la scabbia, causata da un acaro che vive sotto la pelle e che può dare come unico sintomo il prurito, soprattutto notturno.

Se la pelle non c’entra

Ma il prurito può anche nascere “lontano” dalla pelle, coinvolgere tutto il corpo e persistere a lungo. Succede quando la patologia che lo causa non è dermatologica, come per esempio malattie renali croniche, epatiche, diabete, problemi alla tiroide, alcune forme di tumore o malattie neurologiche. In alcuni casi all’origine del prurito ci può essere un semplice disagio psicologico.

Come si riconosce un’allergia

Una cosa è certa: il prurito, se non è associato ad alcuna manifestazione cutanea, non è mai di natura allergica. Quando invece si accompagna a sintomi cutanei simili a una dermatite, la causa può essere un’allergia da contatto. A scatenarla possono essere prodotti usati per l’igiene personale o creme, tinture per capelli o detersivi. La prima mossa, quindi, è capire da dove nasce il problema.

«Per determinare se una sostanza può provocare un’infiammazione della cute con meccanismo allergico esiste una metodica chiamata patch test– spiega Patrizia Bonadonna, specialista in allergologia e immunologia clinica all’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona –. Si posiziona una piccola quantità di sostanza in cellette di plastica o alluminio adese a un cerotto (o patch) che viene applicato sulla cute della schiena e mantenuto per 48-72 ore, al termine delle quali il medico lo rimuove e verifica il risultato».

Allergie alimentari

Oltre che da un’allergia da contatto, il prurito può essere causato anche da un’allergia alimentare. In questo caso i sintomi sono istantanei: pizzicore in bocca, in gola e a livello delle orecchie, la comparsa di orticaria, gonfiore in viso, in particolare attorno a occhi, labbra, lingua e palato. In alcuni casi la reazione può essere molto violenta con la comparsa di difficoltà respiratorie.

Gli allergeni più comuni sono contenuti in uova, latte, crostacei, grano, arachidi, noccioline e nocciole, ciliege, pesche, susine, albicocche, kiwi, carote, patate crude, sedano e legumi.

«Importante è non confondere un’allergia con un’intolleranza alimentare. Una prima distinzione è nella comparsa dei sintomi: nel primo caso – chiarisce Bonadonna – sono immediati e possono essere causati anche dall’assunzione di piccole quantità dell’alimento, mentre nel secondo il quadro è più complesso e si manifestano a distanza di ore. Inoltre, se si tratta di intolleranze i sintomi sono solitamente gastro-intestinali (diarrea, difficoltà alla digestione, gonfiore e dolore addominale) o alquanto aspecifici come la cefalea».

Livia Gamondi

CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
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