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Influenza cuore infarto cardiologia

Influenza? Attenti al cuore

Le patologie cardiovascolari aumentano il rischio legato alle complicanze dell’influenza. Meglio prevenire il contagio.


Le patologie cardiovascolari aumentano il rischio legato alle complicanze dell’influenza. Fondamentale la prevenzione dei malanni invernali.

Chi è cardiopatico deve fare tutto il possibile per evitare di contrarre virus influenzali. Diversi studi scientifici hanno infatti dimostrato che chi soffre di malattie cardiovascolari può andare incontro a complicanze dell’influenza più rischiose. Più di quanto succeda in altre malattie croniche.

Le patologie del cuore e del circolo sanguigno non rendono più vulnerabili al virus, nel senso che il rischio di ammalarsi di influenza è identico a quello della popolazione generale. Il problema è che l'influenza diventa più difficile da debellare.

Sappiamo anche che una banale influenza può provocare stress che possono interferire con la pressione sanguigna, la frequenza cardiaca e la funzionalità generale del cuore.

Alcune ricerche hanno anche scoperto che il rischio di avere un infarto o un ictus raddoppia nella settimana che segue un'infezione respiratoria, come per esempio un'influenza.

I ricercatori ritengono che questo possa spiegare anche perché tali eventi cardiovascolari si presentano più frequenti durante i mesi invernali.

Sintomi in presenza di cardiopatie

I sintomi dell’influenza nelle persone cardiopatiche non sono diversi da quelli che insorgono in tutti gli altri:

  • febbre (solitamente alta) a insorgenza improvvisa
  • dolori articolari e muscolari
  • debolezza generalizzata
  • mal di testa
  • tosse secca
  • mal di gola e rinite

Complicazioni particolari

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Oltre alle “normali” complicazioni che possono colpire chiunque, dopo un’influenza, coloro che soffrono di malattie cardiovascolari sono più a rischio di complicanze cardiache, come l’infarto.

Sembra infatti che lo stato infiammatorio conseguente all’infezione da virus influenzale possa portare alla rottura di placche aterosclerotiche quiescenti, con successiva formazione di trombi che causano l’infarto.

Quando chiamare il medico

I cardiopatici dovrebbero sempre comunicare al proprio medico l’insorgenza di sintomi influenzali, in modo tale da permettere al curante di prescrivere, se lo ritiene, un antivirale che può contribuire a fare diminuire l'intensità dei sintomo e la durata dell’influenza.

È opportuno chiamare subito il medico anche se compaiono i seguenti problemi:

  • difficoltà a respirare
  • i sintomi non migliorano dopo tre o quattro giorni di influenza
  • i sintomi peggiorano
  • dopo un primo miglioramento insorgono mal di stomaco, vomito, febbre alta, brividi, dolore al torace, o tosse con muco spesso e giallo-verde.

Vaccino antinfluenzale e igiene

Chi soffre di patologie cardiovascolari dovrebbe sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale. Il momento migliore è tra ottobre e novembre. Tuttavia, se non ci si è vaccinati in questi due mesi, è possibile ancora avvantaggiarsi del vaccino in gennaio o addirittura più avanti, dal momento che la stagione dell’influenza può proseguire fino a maggio.

Inoltre occorre lavarsi spesso le mani per eliminare tutti gli eventuali germi presenti, evitando che ci infettino quando ci tocchiamo la bocca, il naso, o gli occhi.

Le terapie consigliate

I cardiopatici e chi soffre di ipertensione devono fare attenzione nell’uso dei farmaci sintomatici contro l’influenza, è bene che si rivolgano al proprio medico curante per trovare la cura più adatta senza interferire con le medicine usate per curare le malattie cardiovascolari.

A cura della redazione

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Panciroli
Claudio Panciroli
Cardiologo

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