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Dieta dimagrante e ipotiroidismo: come perdere peso?

Quando il peso è “over”, a volte la colpa è della tiroide che funziona poco. Ma come fare a perdere peso se è davvero così?

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 4 minuti

Quando il peso è “over”, a volte la colpa è della tiroide che funziona poco. Ma come fare a perdere peso se è davvero così?

Capita sempre più spesso a chi vuole buttare giù i chili di troppo: prima di mettere a punto la dieta, lo specialista prescrive le analisi del sangue per controllare la funzionalità della tiroide e verificare se è presente una forma di ipotiroidismo.

È un disturbo caratterizzato da un malfunzionamento della tiroide, che lavora troppo lentamente rispetto alle esigenze dell’organismo. Si manifesta tipicamente nelle donne e nella maggior parte dei casi viene diagnosticato dopo i 55 anni. Colpisce infatti il 7-8% delle donne prima della menopausa, per arrivare a circa il 10-15% dopo la menopausa.

Le regole per una dieta sana

Attenzione a non seguire diete fai-da-te: lo specialista è sempre necessario per impostare un regime personalizzato sulla base dei disturbi legati all’ipotiroidismo, del peso e dello stile di vita.

Vale per tutti comunque il consiglio di ridurre le porzioni di ciò che si porta in tavola. Non è difficile, basta ingannare l’occhio. Per farlo potete per esempio scegliere formati di pasta piccoli e cucinarne 50 grammi con verdure a scelta tagliate a piccoli pezzetti, come zucchine, verza, carote. Il risultato è un piatto abbondante, ma in realtà poco calorico.

Almeno tre volte alla settimana è bene inserire nel menù il pesce, che contiene acidi grassi omega 3, che aiutano a eliminare l’eccesso di colesterolo e trigliceridi dal sangue.

Sì anche ai cereali integrali tutti i giorni perché, rispetto a quelli raffinati, fanno alzare meno la glicemia, cioè lo zucchero nel sangue. E almeno quattro, cinque volte alla settimana scegliere i legumi, come ceci, lenticchie, fagioli, in quanto ricchi di fibre.

Ma è davvero colpa della tiroide?

Non è detto che quella di controllare subito la funzionalità tiroidea sia la strada giusta da percorrere. «Bisogna per prima cosa escludere che la causa sia l’eccesso calorico, da solo oppure associato alla sedentarietà – spiega Vincenzo Toscano, Presidente dell’Associazione medici endocrinologi (Ame)–. Per questo la prima visita deve prevedere un lungo colloquio in modo da mettere a fuoco lo stile di vita di chi vuole dimagrire e formulare un regime alimentare il più possibile su misura e la giusta attività fisica. E, solo in caso di insuccesso, si può verificare la salute della tiroide».

Va detto fra l’altro che in chi soffre di ipotiroidismo “vero” l’aumento di peso è solo uno dei segnali. Ce ne sono anche altri, come sonnolenza e stanchezza anche dopo aver dormito tutta la notte, perdita di forze, formicolii e crampi muscolari, scarsa capacità di concentrazione, stipsi, aumento del senso di freddo. È tipico anche svegliarsi la mattina con le classiche “borse” sotto gli occhi e in generale con gonfiore causato da ritenzione idrica.

«La corretta diagnosi deve essere fatta valutando non solo i sintomi», afferma Toscano. «È fondamentale anche l’anamnesi medica e di famiglia, perché le malattie della tiroide possono essere ereditarie, almeno in termini di predisposizione. E richiedere un’analisi del sangue per verificare il valore dell’ormone TSH».

Questo ormone è una vera e propria spia per la verifica della funzionalità della ghiandola tiroidea. Se i valori sono elevati non bisogna assolutamente preoccuparsi. L’attività della tiroide si può riportare “nei ranghi” con farmaci ad hoc. E già nell’arco di qualche mese il peso ed eventuali disturbi associati potrebbero cominciare a migliorare.

Cinzia Testa

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Le 5 cose da sapere sulla tiroide

  • Tiroide 1

    Così piccola, ma così importante per l’organismo

    La tiroide è una piccola ghiandola situata alla base del collo. Serve per produrre, su stimolazione dell’ipofisi, gli ormoni tiroidei T3 (triiodiotironina) e T4 (tiroxina), che influenzano numerose funzioni fisiologiche: agiscono per esempio sul sistema nervoso e su quello cardiovascolare, regolano il ciclo sonno-veglia e la temperatura corporea, garantiscono il normale sviluppo del feto, ecc.

  • Tiroide 2

    Quando il “troppo stroppia”

    Se la tiroide produce quantità eccessive di ormoni tiroidei, si sviluppa il cosiddetto ipertiroidismo, patologia caratterizzata da un generale aumento delle attività metaboliche dell’organismo. Le causa più comune è il morbo di Basedow, una malattia autoimmune che stimola la tiroide a funzionare più del dovuto. Tra i sintomi più comuni si riscontrano perdita di peso, tachicardia, aumentata sudorazione, irritabilità.

  • Tiroide 3

    L’ipotiroidismo è la disfunzione tiroidea più comune

    Per non causare disturbi, la tiroide non deve funzionare troppo, ma neanche troppo poco. In quest’ultimo caso si parla di ipotiroidismo: i sintomi tipici sono gonfiore del viso e delle palpebre, perdita dei capelli, difficoltà di concentrazione e di memoria, rallentamento della frequenza cardiaca, ipotensione, stanchezza, aumento di peso, ecc. L’ipotiroidismo è una patologia cronica e irreversibile, ma curabile grazie alla terapia sostitutiva a base di levotiroxina (farmaco analogo all’ormone tiroideo T4), da assumere quotidianamente per tutta la vita.

  • Tiroide 4

    Attenzione alla carenza di iodio

    Gli ormoni tiroidei sono costituiti principalmente da iodio; perché la tiroide funzioni correttamente e ne produca a sufficienza, è quindi necessario assumere la giusta quantità di iodio. Il corretto apporto di iodio è facilmente raggiungibile sostituendo il comune sale da cucina, del quale viene comunque raccomandato un consumo moderato, con il sale arricchito con iodio. Da sfatare invece il mito secondo cui respirare l’aria di mare può aumentare la concentrazione di iodio nell’organismo.

  • Tiroide 5

    Si può vivere senza

    Nella stragrande maggioranza dei casi le disfunzioni tiroidee possono essere controllate farmacologicamente. Esistono però casi in cui può essere necessaria l’asportazione chirurgica dell’intera tiroide, per esempio in presenza di neoplasie benigne o maligne a carico della ghiandola, oppure se la terapia farmacologica per l’ipertiroidismo non funziona a dovere. Nonostante la rimozione della ghiandola, è comunque possibile condurre una vita perfettamente normale grazie all’assunzione giornaliera della terapia sostitutiva a base di levotiroxina.


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