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DA DONNA A DONNA - Ostetricia

Contraccezione in allattamento: è possibile?

Contraccezione allattamento 2

Dopo il parto, il regolare ciclo mestruale non riprende subito, ma viene preceduto da un periodo di amenorrea che dura, di solito, 6 settimane, ma che può protrarsi più a lungo in caso di allattamento al seno. In questo periodo, è possibile che l’allattamento al seno inibisca l’attività ovulatoria e protegga quindi la donna dal rischio di una gravidanza, a patto però che siano soddisfatte contemporaneamente tre condizioni: non siano trascorsi più di 6 mesi dal parto, le mestruazioni non siano ricomparse e l’allattamento al seno sia ancora esclusivo con intervalli fra le poppate non superiori alle sei ore di notte e alle quattro ore di giorno. Attenzione però, perché l’attività ovulatoria può riprendere già dopo 3 mesi dal parto ed è quindi possibile rimanere incinta in allattamento anche in assenza del ciclo mestruale.
 
Per non rischiare una nuova gravidanza è possibile fare affidamento su metodi anticoncezionali compatibili con l’allattamento. Tra questi, i metodi di barriera, come il preservativo (che può essere utilizzato non appena viene ripresa l’attività sessuale) oppure il diaframma e la spirale, per i quali è necessario invece aspettare 6-8 settimane dopo il parto, per dare tempo all’utero di tornare alla forma e al volume che aveva prima della gravidanza.
 
Altre opzioni  per le donne che allattano al seno sono i metodi contraccettivi che contengono solo progestinico, come la  minipillola e i sistemi intrauterini. Entrambi svolgono la funzione contraccettiva senza alcuna influenza negativa sulla produzione di latte materno e sulla sua composizione (a differenza delle pillole estroprogestiniche con un contenuto medio/alto di estrogeni, che sembrano invece ridurre la quantità e alterare la qualità del latte materno), né tantomeno sulla crescita e sullo sviluppo del neonato, in quanto è stato dimostrato che la percentuale di ormoni, presenti nella minipillola e nei sistemi intrauterini, che passa nel latte materno è del tutto trascurabile.
 
Pur essendo a base di solo progestinico, la pillola e i sistemi intrauterini con progestinico devono comunque essere prescritti dal ginecologo, che valuterà la vostra storia personale e terrà conto delle vostre preferenze per individuare il contraccettivo più adatto durante i mesi dell’allattamento, proprio come avviene in qualunque altra fase della vita di una donna. 

Sabrina Allegra

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