Chi dorme tanto non ingrassa

Il sonno contribuisce a mantenersi in forma e persino a perdere peso.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 5 minuti
Sonno sovrappeso

Dormire bene e per molte ore contribuisce a mantenersi in forma e persino a perdere peso tanto che esiste anche una dieta per smaltire chili durante il riposo notturno.

Mai rinunciare al “beauty sleep”, il sonno di bellezza, prima di una giornata importante. Ma riposare non distende solo i tratti del viso. Una bella dormita di almeno sette ore ogni notte allontana il rischio di obesità.

Lo sostiene un’indagine condotta tra 10.000 americani: le probabilità di ingrassare, infatti, aumentano del 60% tra coloro che dormono cinque ore per notte rispetto a chi ne dorme sette.

Come si spiega?

Il sistema neuroendocrino che regola il sonno ha punti di contatto con quello regolatore dell’appetito. E chi soffre di insonnia produce maggiore grelina, l’ormone che segnala al cervello la fame e minori quantità di leptina, l’ormone che, al contrario, è responsabile del senso di sazietà.

Insomma, la notte in bianco favorisce l’abitudine allo spuntino, con conseguenze pesanti per la linea, quantificabili in 200 calorie extra ogni volta che si fanno le ore piccole.

È noto, inoltre, che le persone in forte sovrappeso hanno una peggiore qualità del sonno in quanto più esposte a disturbi respiratori e cardiocircolatori. Meno sonno, più fame, più ciccia: un circolo vizioso da stroncare al più presto.

Inoltre, il cibo assunto di notte agisce in modo sfavorevole all’attivazione dell’insulina, l’ormone che stimola l'uso del glucosio per la produzione di energia. Con il risultato che gli alimenti sono trasformati in grasso anziché in energia.

L’arte di riposare

Come dimagrire, allora, sfruttando le nuove scoperte della biologia del sonno?

  • È buona norma andare a letto e svegliarsi sempre alla stessa ora, weekend compresi.
  • Dormire tra le sette e le nove ore: è questo il tempo considerato ideale affinché l’organismo consumi i grassi in modo corretto.
  • I pisolini pomeridiani non valgono, anzi, possono disturbare il metabolismo.
  • Riposare bene è un’arte: silenzio, oscurità e una stanza ben areata favoriscono l’abbandono tra le braccia di Morfeo e il buon funzionamento dell’ipofisi, la ghiandola che rilascia la melatonina, l’ormone del sonno.

Imparare a dormire può, quindi, rivelarsi l’idea perfetta per chi non ama sudare in palestra, come hanno scoperto Mike e Stuart McInnes, ideatori della Hibernation Diet.

Non si tratta di ibernarsi in attesa che i grassi si sciolgano, bensì di un semplice regime alimentare che consenta al metabolismo una certa accelerazione naturale durante il riposo.

Secondo i due ricercatori è possibile consumare circa 600 calorie durante le prime 4 ore di sonno e 120 per ogni ora successiva: 1.080 calorie in meno con una comoda dormita di otto ore.

Le regole per dimagrire dormendo

Pochi carboidrati, meglio se integrali o comunque non raffinati, verdura, frutta, carni bianche e pesce. Ecco gli alimenti principali della dieta.

Fondamentale lo snack preserale che predispone il fegato a recepire la cena: un frutto, per esempio banana, e due fette biscottare con una sottile fetta di formaggio magro.

La cena è leggera, a base di minestre di verdure, un contorno altrettanto verde, carne o pesce alla griglia senza condimenti e un frutto.

Un paio d’ore dopo aver mangiato, fare una breve passeggiata oppure, se il tempo o il luogo non lo consentono, qualche semplice esercizio fisico casalingo non aerobico.

Prima di andare a nanna, un paio di cucchiaini di miele aiuteranno a mantenere la glicemia stabile durante il digiuno notturno. Ricordate però di lavarvi i denti: i grassi magari se ne vanno ma gli zuccheri continuano a lavorare.

Per non ingrassare, dunque, è importante dormire bene, sette-otto ore filate senza interruzioni.

Siete insonni? Se il vostro stato dura da un mese o più è consigliabile rivolgersi al medico per una diagnosi precisa poiché dormire poco o male potrebbe avere cause diverse: dall’ansia, che colpisce il 25% degli insonni, a disturbi fisici quali la sindrome delle gambe senza riposo o le apnee notturne.

Shamiran Zadnich

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Pgatti Patrizia Maria Gatti
Specialista in Scienza dell’Alimentazione

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