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Pubblicato: 13 Luglio 2020 Ultimo aggiornamento: 14 Luglio 2020

Acne cistica

Caratterizzata dalla comparsa di noduli e cisti, l’acne cistica è la forma più acuta di acne della pelle. Per affrontarla è necessario affidarsi a una terapia dermatologica mirata.

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Acne cistica: cos’è

L’acne cistica, anche detta nodulo-cistica o conglobata, è la più severa forma di acne, un’infiammazione della pelle che interessa i follicoli piliferi e le ghiandole sebacee e che comunemente presenta le seguenti caratteristiche:

  • comparsa di comedoni chiusi (dette punti bianchi) e comedoni aperti (chiamati anche punti neri) causati dall’accumulo di sebo (materiale rilasciato dalle ghiandole sebacee che contribuisce a formare il microfilm idrolipidico che protegge la pelle) e cellule morte che ostruiscono lo sbocco del follicolo pilifero sulla superficie cutanea
  • presenza di papule, lesioni dell’epidermide che si manifestano come piccoli rilievi solidi
  • apparizione di pustole, ovvero brufoli superficiali contenenti pus.


Sia le papule sia le pustole si sviluppano a causa dell’eccessiva proliferazione di batteri nei follicoli. 

L’acne cistica, in particolare, è una forma di malattia rara, che può interessare entrambi i sessi, con una preferenza per il genere maschile. Solitamente si presenta durante la pubertà, oppure più tardivamente tra i 20 e 30 anni di età. 

Si contraddistingue per la presenza sul viso di:

  • noduli sottocutanei, derivanti dalla raccolta di secrezioni in profondità
  • cisti contenenti pus.

Le dimensioni di noduli e cisti, che possono essere conglobate fra loro e, in alcuni casi, interessare anche il tronco e la parte alta del corpo, variano in buona parte da soggetto a soggetto: possono andare da 2-3 millimetri a diversi centimetri. Queste formazioni tendono inoltre a ingrossarsi, possono provocare dolore e portare alla comparsa di lesioni e cicatrici permanenti

Purtroppo l’acne cistica ha un lungo decorso e spesso i sintomi persistono per anni, con un effetto negativo non solo sulla salute della pelle, ma anche sulla qualità di vita di chi ne soffre. Il primo effetto collaterale è sicuramente il malessere psicologico derivante dell’aspetto della propria pelle, che appare irregolare e fortemente compromessa a causa dell’attività infiammatoria in corso. 

Cause dell'acne cistica

Le cause dirette dell’acne cistica non sono a oggi ancora note ed è quindi difficile parlare di prevenzione. 

Si crede che possa essere collegata a uno stimolo neuroendocrino che causa un’iper-attivazione delle ghiandole sebacee e, di conseguenza, un eccesso di produzione di sebo che genera l’occlusione del follicolo pilifero. Ciò facilita la proliferazione batterica dei germi che normalmente si trovano nella cute e l’infiammazione di follicolo e ghiandola, provocando rossore, dolore, gonfiore e accumulo di pus.

Parlando in termini generici, però, esistono diversi fattori riconosciuti che possono favorire lo sviluppo dell’acne, di cui l’acne cistica è, lo ricordiamo, la forma più grave:

  • familiarità
  • squilibrio ormonale, che provoca un eccessivo aumento di testosterone nel sangue degli uomini e di estrogeni nelle donne, tipicamente durante l’adolescenza
  • disturbi ginecologici, come per esempio la sindrome dell’ovaio policistico
  • stress, che fa aumentare la produzione di insulina, la quale agisce a sua volta sugli ormoni
  • uso di farmaci quali cortisonici, antidepressivi, antiepilettici, steroidi, acido folico, vitamina B12 ecc.
  • agenti inquinanti
  • trattamento inadeguato della pelle, come utilizzo di cosmetici grassi e prodotti aggressivi per la pulizia del viso o eccessivo sfregamento.

Ingerire alimenti grassi, come cioccolato, salumi e formaggi, non sembra invece essere tra le possibili cause dell’acne. Una dieta non equilibrata e troppo calorica, però, può peggiorare una patologia già in atto.  

Come curare l'acne cistica

Per il trattamento dell’acne cistica è necessario procedere con una specifica terapia dermatologica. Benché siano infatti opportuni accorgimenti per la cura della pelle interessata dall’infiammazione, l’uso di prodotti topici e metodi fai da te non è risolutivo. 

Il primo passo da compiere è quello di rivolgersi a un dermatologo per una corretta diagnosi. Durante la visita di controllo, attraverso l’esame obiettivo, lo specialista potrà rilevare l’effettiva presenza di noduli e cisti e stabilire il modo migliore di procedere al trattamento. In questa fase è importante agire tempestivamente per scongiurare la formazione di lesioni durature e cicatrici.

I trattamenti indicati in caso di acne cistica mirano a ridurre la produzione di sebo e prevenire l’ostruzione dei follicoli, consentendo la regressione di noduli e cisti in un arco temporale che va dai quattro ai sei mesi. Si può assistere così a un progressivo miglioramento dei sintomi e, infine, alla guarigione del paziente. 

È importante consultare sempre il medico prima di iniziare qualsiasi trattamento in modo da valutare eventuali effetti collaterali e la possibilità o meno di assumere determinate sostanze in gravidanza.

Accanto ai rimedi farmacologici, per ridurre l’incidenza dei sintomi si può ricorrere ad altri rimedi, come il micropeeling e la terapia fotodinamica. La guarigione, in questi casi, avviene però in un periodo di tempo più lungo. 

Il micropeeling è un peeling chimico che prevede l’applicazione, prima di dormire, di un siero a concentrazioni molto basse direttamente sulle zone interessate dall’acne cistica. A seguito dell’uso di un detergente sulla pelle, si applicano alcune gocce di prodotto trasparente su un dischetto di cotone, che deve quindi essere strofinato sull’area oggetto di trattamento. Nonostante all’inizio del trattamento (prime 4-8 settimane di applicazione) si possa notare un apparente peggioramento delle proprie condizioni, a lungo termine la pelle viene “riparata”. Per vedere la scomparsa dei comedoni e delle cisti di piccole dimensioni, la terapia deve infatti essere portata avanti per alcuni mesi sotto l’osservazione del medico. Data l’azione antisettica della lozione, inoltre, non è necessario accompagnare al micropeeling l’uso di antibiotici

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La terapia fotodinamica si basa invece sull’irradiazione della cute e sull’applicazione di una crema fotosensibilizzante da parte di medici specializzati. La crema agisce sulla pelle in profondità, raggiungendo le cellule danneggiate, che vengono poi distrutte grazie allo stimolo di una luce rossa a led. Gli effetti collaterali di questo trattamento sono limitati; i più comuni sono il bruciore durante la seduta e una prolungata infiammazione della cute post-trattamento.

In combinazione a questi trattamenti, l’uso di integratori può aiutare la pelle sensibile a respingere l’aggressione degli agenti esterni e a ritrovare il proprio equilibrio.

Come già evidenziato, infatti, se l’acne è curata tempestivamente in modo efficace la pelle è in grado di rigenerarsi e la malattia non lascia traccia del proprio passaggio. Tuttavia, nel caso in cui la terapia non avvenga per tempo, l’infiammazione degeneri, sia prolungata o aggravata da infezioni, si può incorrere nel rischio di esiti cicatriziali, che danno alla cute un aspetto disomogeneo. 

Le cicatrici da acne sono sostanzialmente di due tipi:

  • pigmentate, ovvero rappresentate da piccole macchie che compaiono a seguito della scomparsa dei brufoli
  • a forma di pozzo, che si configurano come piccoli buchi della pelle e appaiono in seguito a un accumulo di pus.

Benché si tratti di un problema prettamente estetico, per riportare la superficie della pelle al suo aspetto originale esistono diversi metodi attualmente in uso:

  • laser frazionato o laser Co2 (fototerapia)
  • peeling chimico o esfoliazione chimica
  • riempimento delle depressioni attraverso fillers di collagene
  • dermoabrasione per eliminare lo strato più superficiale della pelle
  • innesti di pelle o di grasso prelevati dal paziente stesso.

Inoltre, la rimozione delle cicatrici o il sollevamento degli avvallamenti può avvenire anche tramite interventi di chirurgia. 

Rimedi per l'acne cistica

Accanto alla terapia dermatologica, necessaria per ottenere un risultato efficace e duraturo, lo specialista può fornire alcuni consigli per favorire la cura dell’acne cistica, nonché per prevenire danni maggiori. In particolare, sono raccomandati al paziente i seguenti comportamenti:

  • eseguire la pulizia della pelle due volte al giorno con l’uso di acqua e prodotti delicati e non schiumogeni, al fine di eliminare cellule morte e sebo in eccesso senza provocare irritazioni
  • evitare, ove possibile, lo sfregamento della pelle con i tessuti degli abiti. Sono indicate maglie scollate e di cotone
  • non utilizzare trucchi in crema, che tendono a ingrassare la pelle, preferendo quelli minerali in polvere
  • struccarsi sempre prima di coricarsi per consentire alla pelle di “respirare”
  • in estate, evitare l’esposizione diretta al sole dell’area interessata dall’acne cistica. A tal fine è bene impiegare prodotti minerali fotoriflettenti, preferendoli sempre all’uso di creme solari.


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