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Vitamina D ossa donne pesce

Vitamina D amica delle donne

Più belle, in linea e con una pelle invidiabile? E, perché no, socievoli e affabili anche in “quei giorni”? Prova con la vitamina D.

Più belle, in linea e con una pelle invidiabile? E, perché no, socievoli e affabili anche in “quei giorni”? Potrebbe essere più facile di quanto si pensi: cominciamo con il tenere sotto controllo i nostri livelli d vitamina D.

Per chi si mette a dieta

Fate fatica a perdere peso nonostante la dieta? Magari è soltanto una questione di carenza vitaminica.

Nello specifico parliamo della vitamina D, sul cui possibile ruolo nei meccanismi deputati al controllo e alla perdita del peso si sono pronunciati alcuni esperti dell’Università del Minnesota.

Per verificare l’ipotesi i ricercatori hanno tenuto in osservazione 38 soggetti in sovrappeso misurandone sia la distribuzione di grasso, sia i livelli circolanti di vitamina D prima e dopo l’adozione di un regime dietetico ipocalorico della durata di 11 settimane.

I risultati? A livelli più elevati di vitamina D corrispondeva una maggior probabilità di successo della dieta, in modo del tutto proporzionale.

Esiste quindi la possibilità che integrazioni di vitamina D nel corso di diete ipocaloricche possano determinare più consistenti perdite di peso. Una teoria che deve essere ancora confermata da trial clinici controllati.

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Emilio Arisi
Ginecologo
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Patrizia Maria Gatti
Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Leggi anche l'articolo Vitamina D in gravidanza.

Se l’adolescente è cicciottella

È indubbio, però, che ci sia un legame tra vitamina D e peso corporeo. Alcuni studi hanno infatti evidenziato che insufficienti quantità di tale nutriente durante la pubertà sono associate a sovrappeso negli adolescenti. Oltre che a bassa statura.

Ma ciò che ha colpito di più i ricercatori è la percentuale di carenza vitaminica tra i giovani. I livelli di vitamina D andrebbero quindi monitorati maggiormente, in particolare tra gli adolescenti apparentemente in buona salute.

Pelle luminosa

Un fisico magro e in forma (e con una buona struttura ossea) è già un traguardo per il benessere delle donne e per la loro bellezza. Ma i benefici della vitamina D possono andare oltre.

Regolando sia la proliferazione delle cellule che costituiscono lo strato più superficiale dell’epidermide sia la qualità del film idrolipidico, questo prezioso nutriente è in grado di conferire alla pelle un aspetto luminoso e sano.

Proprio per questo motivo la cosmetica sta proponendo oggi prodotti che contengono un precursore della vitamina D (l’ergocalciferolo, o vitamina D2).

Oltre a idratare, illuminano la carnagione, restituiscono vitalità alla pelle e rendono il film idrolipidico più compatto e più resistente alle aggressioni esterne.

Protetta anche sotto il sole

Il sole, si sa, danneggia l’epidermide. Ma è anche un fattore determinante per la produzione di vitamina D: preso nella dose giusta, sostengono ricercatori della Stanford University, potrebbe aiutare a riparare danni all’epidermide causati proprio da un’esposizione troppo prolungata ai raggi UV.

I loro studi suggeriscono esista, a livello dell’epidermide, un meccanismo analogo a quello che avviene nei reni e nel fegato quando il precursore della vitamina D (inattivo) viene trasformato nella sua forma attiva.

La vitamina D così prodotta a livello locale a seguito dell’esposizione al sole stimolerebbe le cellule T a migrare verso gli strati superiori della pelle per distruggere le cellule danneggiate dai raggi solari.

Addio sindrome premestruale

Dolori al basso ventre, ansia e depressione, sbalzi d’umore, stanchezza, nervosismo e irritabilità. Ne soffre un numero non indifferente di donne soprattutto nei giorni immediatamente precedenti le mestruazioni.

Un malessere che, talora, può interferire anche con le normali attività quotidiane e lavorative.

Uno studio della Massachusetts University, pubblicato su Archives of Internal Medicine, ha dimostrato però che carenze nutrizionali, in particolare di calcio e vitamina D, possono essere un fattore determinante nell’insorgenza della sindrome premestruale.

Cosa che non sorprende, visto che già altre ricerche hanno chiamato in causa carenze di vitamina B1, magnesio e calcio nella genesi della sequela di sintomi che caratterizzano la sindrome.

La tabella seguente riporta gli alimenti a maggior contenuto di vitamina D:

Alimento
Contenuto di vitamina D/100 grammi
Aringa
19,0 µg
Tonno
16,3 µg
Pesce spada
11,0 µg
Salmone
8,0 µg
Acciughe sott’olio
5,0 µg
Tuorlo d’uovo
4,9 µg
Tonno sott’olio sgocciolato
4,9 µg
Funghi porcini
3,1 µg

A cura della redazione

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