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Verme solitario: come riconoscerlo ed eliminarlo

Spesso la presenza della tenia nell’intestino non causa alcun sintomo, ma in alcuni casi può creare seri disagi, non soltanto a livello gastroenterico.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 7 minuti

Spesso la presenza della tenia nell’intestino non causa alcun sintomo, ma in alcuni casi può creare seri disagi, non soltanto a livello gastroenterico.

La passione per carpacci e tartare di carne e pesce, molluschi e crostacei crudi che ha invaso l’Italia negli ultimi anni espone a un discreto numero di rischi alimentari legati alla possibile contaminazione da parte di batteri, virus e parassiti in grado di causare disturbi più o meno importanti, principalmente (ma non solo) a livello gastroenterico.

Non si tratta soltanto dell’epatite A o dell’ormai celebre infestazione da Anisakis (temibile verme intestinale trasmesso soprattutto dal tonno crudo o poco cotto non correttamente "abbattuto"), ma anche di una vecchia conoscenza come la tenia, meglio nota come “verme solitario”, di cui spesso ci si preoccupa troppo poco.

Le specie che possono infettare l’uomo per via alimentare sono soprattutto la Taenia solium (tenia del maiale), la Taenia saginata (tenia dei bovini) e il Diphyllobothrium latum (tenia del pesce).

Sintomi non solo gastroenterici

Le tenie sono un gruppo di parassiti dell’animale e dell’uomo caratterizzati da un ciclo vitale abbastanza complesso che può differire da specie a specie. L’uomo può esserne infettato per ingestione sia delle uova, rilasciate nell’ambiente con le feci di animali (o persone) che ospitano la tenia nell’intestino, sia delle larve (cisti) presenti nei muscoli di animali contaminati.

Nel primo caso, dopo l’ingresso nell’apparato digerente, le uova arrivano nell’intestino e si sviluppano le larve, che diventano mobili e possono diffondersi in altri organi e tessuti, come il fegato, i polmoni, il sistema nervoso. In queste sedi, le cisti si moltiplicano interferendo con il funzionamento degli organi infettati e causando disturbi seri e potenzialmente letali.

Se arrivano al cervello possono provocare cefalea, convulsioni, confusione o sintomi neurologici, come crisi epilettiche; negli occhi possono determinare cecità; nel midollo spinale, possono provocare debolezza muscolare o paralisi. Questa forma di infestazione invasiva, chiamata cisticercosi, è pressoché assente in Paesi con buoni standard igienico-sanitari.

Più frequente, ancorché non comune, è invece l’ingestione delle cisti attraverso carne e pesce crudi o poco cotti. In questo caso, una volta nell’intestino, le larve si sviluppano nella forma adulta del verme, che può crescere fino a raggiungere una lunghezza di diversi metri.

Come accorgersi della sua presenza

Nella maggior parte delle persone, la presenza della tenia adulta nell’intestino non causa sintomi di alcun tipo: ciò permette al verme di crescere indisturbato e di rilasciare a poco a poco le uova attraverso le feci.

In alcuni casi, tuttavia, l’apparato digerente non tollera la presenza dell’ospite indesiderato e possono comparire nausea, inappetenza, fastidi gastrointestinali e diarrea. La tenia trasmessa dal pesce può causare anche anemia poiché sottrae vitamina B12, necessaria per la formazione dei globuli rossi.

Al di là dei sintomi citati e dell’eventuale dimagrimento (poco specifici), in genere il primo sospetto di aver contratto la tenia è legato al riscontro di pezzettini del verme nelle feci (chiamati “proglottidi”), spesso riconoscibili a occhio nudo come frammenti biancastri mobili. Per la conferma della diagnosi serve l’esame delle feci, che può rilevare sia le proglottidi di minori dimensioni sia le uova della tenia.

Segnalare al medico le proprie abitudini alimentari e, in particolare, il fatto di aver mangiato carni o pesci crudi o poco cotti nei giorni/settimane precedenti l’esordio dei sintomi, precisando anche in quali contesti, aiuta a indirizzare la diagnosi.

Consigli per stare alla larga dalla tenia

Una volta stabilito che è stata contratta una tenia intestinale, la terapia prevede l’assunzione di una sola dose di un farmaco antiparassitario chiamato praziquantel. Se il parassita ha dato luogo a cisticercosi, invece, il trattamento è previsto soltanto se le cisti hanno contaminato il cervello. In questo caso, possono essere somministrati antiparassitari (albendazolo o praziquantel) e corticosteroidi.

Oltre ai disturbi più o meno seri che può causare, ospitare una tenia nell’intestino mette anche a rischio di infezione tutte le persone con cui si condividono i pasti e i servizi igienici (a partire dai familiari). La strategia migliore per evitare problemi a se stessi e agli altri è adottare alcune semplici misure preventive.

Tra le principali raccomandazioni da seguire, va ricordato soprattutto di cuocere bene la carne (in particolare, quella di maiale) e il pesce (soprattutto quello di acqua dolce), mantenendo la temperatura abbastanza elevata (oltre 60°C) per tempi sufficienti a riscaldare anche le parti più interne, poiché tutta la porzione di muscolo è a rischio.

Il congelamento preventivo per almeno 24-48 ore a una temperatura inferiore a -20°C offre una protezione aggiuntiva nei confronti della tenia e di altri parassiti e deve essere sempre previsto per tutti i pesci che vengono consumati crudi (carpacci, tartare, sushi, sashimi ecc.). Il pesce d’acqua dolce, particolarmente a rischio di contaminazione da tenia, dovrebbe essere sempre portato in tavola cotto al punto giusto. Da considerare, inoltre, che marinatura, affumicatura ed essiccamento non eliminano le cisti.

Se si mangia fuori casa, oltre a scegliere i cibi giusti, bisogna fare attenzione all’affidabilità del ristorante, allo stato igienico degli ambienti, delle stoviglie e del personale, alla vicinanza tra la cucina e servizi igienici e a come vengono gestiti i piatti durante il servizio: se qualcosa non convince, meglio cambiare locale. Questo aiuterà a evitare non soltanto la tenia, ma tutto un ampio ventaglio di tossinfezioni alimentari.

Avvertenze analoghe valgono al momento di fare la spesa: per l’acquisto di carne e pesce meglio rivolgersi a negozi di fiducia, che si riforniscono da produttori certificati, regolarmente sottoposti ad attenti controlli sanitari e con una completa tracciabilità della filiera.

Rosanna Feroldi

CONSULTA L’ARCHIVIO DI DISTURBI E PATOLOGIE
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