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RISPOSTA DELL'ESPERTO

"Utilità della silice organica"

La silice organica viene commercializzata anche come G5 (su internet e/o presso spa, istituti estetici, centri fisioterapici), proposta come integratore utile per tante cose e soprattutto per i tessuti connettivi, per l'osteoporosi ecc.. , disponibile in forma liquida e in gel. Domanda: è veramente utile?

Il silicio organico è un elemento nutritivo essenziale della materia vivente, presente nei tessuti dell’organismo, nelle ghiandole endocrine, nel fegato, nelle pareti dei vasi sanguigni e, in modo particolare, nei capelli. Secondo alcuni autori il silicio organico ha dimostrato di essere un ottimo aiuto nella cura di tutti i tumori e delle malattie equivalenti, inoltre mantiene giovani le articolazioni, i muscoli, la pelle, i capelli, nonché le pareti dei vasi sanguigni. Conosciuto anche con il nome di silice organica, è sicuramente un valido aiuto per facilitare la guarigione di tumori che interessano l'apparato scheletrico, ossa tendini e muscoli. Secondo altri autori la silice organica rinnova i tessuti di sostegno dell’organismo e favorisce la mineralizzazione ossea è un potente e rapido antidolorifico e antinfiammatorio nel processo d’artrosi, d’artrite e nei postumi da trauma. Produce effetti positivi rigeneranti nei problemi d’invecchiamento della pelle e attiva la cicatrizzazione. Combatte l’invecchiamento cellulare, i suoi benefici effetti anti-sclerosi possono manifestarsi per la sua azione di fissazione nei tessuti al posto del Calcio. Da tutto ciò si potrebbe ritenere che la silice organica sia indispensabile al nostro organismo per affrontare numerose patologie, tuttavia si tratta di un rimedio naturale poco conosciuto e ignorato dalla medicina ufficiale.


Ha risposto Gatti Patrizia Maria

Pgatti

Patrizia Maria Gatti

Specialista in Scienza dell’Alimentazione

Laureata in Medicina e Chirurgia nel 1983 presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Milano si è Specializzata in Scienza dell’alimentazione (indirizzo dietetico) presso il medesimo Ateneo nel 1986. Nel 1994 ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Biochimica e la Specializzazione in Biochimica Clinica (indirizzo diagnostico) nel 1997

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