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Tornare in forma dopo il parto

La dieta può fare molto, per ritornare nel peso forma e stare bene con se stesse.

Ico tempolettura 4d4ceff10709fc567a3b0d04cf7fe5fe311c0b603cdcdde16d5fa93daf9467a7 Tempo di lettura: 5 minuti
dieta post parto

La dieta può fare molto, per ritornare nel peso forma e stare bene con se stesse.

Ci sono voluti 9 mesi per mettere al mondo un bambino, prevederne altrettanti per tornare in piena forma è un obiettivo realistico.

Certo, molto dipende da quanti chili extra si sono accumulati, se si allatta o meno, se si trova il tempo di dedicarsi a qualche leggera attività fisica.

È probabile, infatti, che si riesca anche a dimagrire in minor tempo, ma se non si curano anche i muscoli, in particolare gli addominali, il risultato potrebbe non essere soddisfacente.

Quando cominciare

Prima di intraprendere un regime alimentare ipocalorico dovrebbero passare i canonici 40 giorni dal parto: l’organismo ha bisogno di questo tempo per riprendere a funzionare come prima (ma per il capoparto, il ritorno del ciclo mestruale, ci vorrà qualche settimana in più, se si allatta, qualche mese).

È certamente possibile iniziare anche prima ma, dato il grande impegno che richiede la cura del bambino (e non avendo uno chef a disposizione), il rischio è quello di aprire una busta di insalata, una di mozzarella e poi buttarsi sulle merendine.

Meglio sfruttare le prime settimane per instaurare una routine con il bebè dimenticandosi di bilancia e specchio.

I ginecologi consigliano di non “ingrassare” di oltre 9/12 chili durante la gravidanza. Se siete riuscite a stare entro questo limite, ve ne restano da smaltire 6 e questo perché tra bambino, liquido amniotico e placenta se ne vanno subito circa 6 chili.

Entro 3 mesi si perdono anche i liquidi in eccesso dovuti alla ritenzione idrica.

Non c’è bisogno quindi di una dieta drastica bensì di istaurare uno stile alimentare equilibrato e appetitoso, da mantenere nel tempo, anche in vista dello svezzamento del bambino. Qual è la migliore?

Per tutte le mamme

La dieta mediterranea è riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale la migliore dal punto di vista della prevenzione delle malattie cardiovascolari e della sindrome metabolica. Non ha alcuna controindicazione ed è adatta sia alle mamme che allattano sia a quelle che usano il biberon.

Comprende cereali, legumi, verdura e frutta, pesce, carne solo un paio di volte alla settimana, olio extravergine di oliva, pochi formaggi e ancor meno dolci. Come combinare gli ingredienti?

Colazione. Mai saltarla e consumarla entro un’ora dal risveglio. Le abitudini del mattino sono le più difficili da modificare quindi via libera a caffè, thè o caffellatte. Provare se mai a ridurre gradatamente lo zucchero aggiunto fino a eliminarlo (sarà più semplice poi non dolcificare latte e bevande al bambino). Una fetta biscottata o di pane integrale con un velo di marmellata o miele, uno yogurt al naturale, un frutto che piaccia o una spremuta (no succhi di frutta).

Spuntino di metà mattina. Un frutto o uno yogurt al naturale o 3 o 4 noci o nocciole.

Pranzo. Tanta verdura cotta o cruda, condita con olio extra vergine di oliva e limone ed erbe aromatiche. Una porzione di 50 grammi di pasta al pomodoro e basilico (oppure riso, orzo, cuscus, polenta, farro ecc) conditi con verdure o legumi. Un frutto.

Spuntino di metà pomeriggio. Un frutto.

Cena. Minestrone o crema di verdure, una porzione proteica a scelta tra legumi, pesce, petto di pollo o tacchino, prosciutto, bresaola, formaggio, uova. Verdure fresche o cotte.

In questo modo si assumono circa 1200/1400 calorie al giorno.

Le mamme che allattano al seno possono concedersi qualche caloria extra: una fetta biscottata in più al mattino, 70 grammi di pasta anziché 50, una scaglia di grana al posto dello yogurt.

Le sette regole da ricordare

  1. La varietà di frutta e verdura garantisce l’equilibrato apporto vitaminico e di sali minerali.
  2. Bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, l’idratazione è importante soprattutto se si allatta.
  3. La carne si può cuocere in umido o in padella antiaderente, il pesce al forno o lessato.
  4. Di tanto in tanto la pasta può essere di tipo integrale.
  5. I legumi si associano ai cereali ma sono molto gustosi anche in insalata.
  6. La quantità di olio extra vergine di oliva è di 2 cucchiai da tavola al giorno.
  7. Non è necessario eliminare dalla dieta delle mamme che allattano alimenti quali aglio, cipolla, cavolfiori, broccoli, soprattutto se apprezzati. Il latte ne assume in parte il sapore forte ma si tratta di cibi altamente protettivi per la salute ed è un grande vantaggio per il bambino abituarsi presto a un’alimentazione sana.

Shamiran Zadnich

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